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Preghiera e messa per i defunti (Parte III)

Catechesi07 Dicembre 2020
Testo dell'audio

Un’altra pia pratica ancor più comoda e breve è quella di recitare il Salmo De profundis, che è pure efficacissimo per suffragare i defunti. Il P. Carneille della Compagnia di Gesù era solito farlo ogni volta che si fosse lavate le mani, e molte apparizioni lo assicurarono che in tal modo apparentemente ridicolo aveva liberato un gran numero di anime. – Bellissimo uso è pur quello della Via Crucis, sia per le indulgenze che vi sono annesse, sia per l’eccellenza della preghiera in se stessa, la quale ricorda la grande immolazione del Calvario. Gesù Cristo apparendo alla venerabile Maria d’Antigna, e rimproverandola d’aver per qualche tempo tralasciato questa divozione, le significò che essa era utilissima per la liberazione delle anime purganti, e la esortò a propagarla tra i fedeli più che le fosse possibile.

E’ pure efficacissima la recita del santo Rosario. La venerabile Maria Francesca del Sacramento non mancava mai di recitarlo ogni giorno, inserendovi il Requiem invece del Gloria Patri, e chiamava la corona la sua elemosiniera, perché per suo mezzo poteva esser generosa verso le anime del Purgatorio salvandone molte che poi per gratitudine venivano nella sua stanza a baciargliela ringraziandola. E quindi lodevolissimo l’uso introdotto in parecchi collegi e comunità religiose di recitare per turno ogni giorno il Rosario, o di aggiungere alle cinque decine di esso una sesta in suffragio delle anime del Purgatorio, terminandola poi col De profundis.

Quantunque davanti a Dio tutti i giorni siano uguali, e il suo Cuore sia sempre disposto ad accogliere la preghiera dei fedeli, la santa Chiesa ha riservato alcuni giorni particolari per suffragare i defunti, e cioè il terzo, il settimo, il trentesimo e l’anniversario della morte, nei quali le sacre rubriche prescrivono orazioni speciali pei medesimi, prescrizioni che abbiamo visto seguite dai Benedettini e da altre famiglie religiose nei trenta giorni che seguono la morte, e che sono destinati ad offrire suffragi e distribuire elemosine pei defunti, la qual tradizione risale al tempo di S. Gregorio Magno, e si basa sopra una rivelazione di cui parleremo più tardi. – Altra ottima costumanza è quella delle novene per le anime purganti.

Il sinodo giansenista di Pistoia ripudiava queste pie usanze dei nostri padri, riponendole fra le superstizioni, dalle quali pretendeva di purgare la Chiesa: ma Pio VI di s. m. condannando formalmente questa proposizione ci ha incoraggiato a seguire quel pio uso. – Così pure in molti luoghi si suol consacrare in suffragio di quelle anime un giorno della settimana; che ordinariamente è il venerdì, e ai nostri tempi la divozione sempre crescente ha suggerito ai fedeli di dedicar loro un intero mese. Queste sono in compendio le varie preghiere che più efficacemente possono offrirsi a Dio in favore di quelle anime penanti, e che ogni fedele dovrebbe essere generoso nello scegliere e nel praticare, affin di meritare la protezione di Dio e la riconoscenza eterna di quelle meschine.


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