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Nuovi attacchi anticattolici in Asia e Africa

Zoom: una notizia alla settimana27 Dicembre 2021
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Nel perdurante silenzio colpevole dei media occidentali, prosegue senza tregua e senza pietà la persecuzione dei cristiani a qualsiasi latitudine del pianeta.

In Nigeria nuovi attacchi sono stati sferrati dai musulmani Fulani contro le comunità cattoliche, soprattutto nella regione di Kaduna. Un rapporto del settembre 2021 parla di 4.400 fedeli e di almeno 20 sacerdoti uccisi. La gente del posto definisce «macellerie» le carneficine in atto. Allo scorso 6 dicembre risale l’ultimo rapimento in ordine di tempo, quello di Padre Joseph Ajayi nella diocesi di Ondo: per il suo rilascio è subito giunta una consistente richiesta di riscatto.

Anche in Burkina Faso continuano gli attacchi sferrati nei villaggi contro i cristiani da terroristi armati, autori di violenze e saccheggi. Pretendono che i pastori versino tasse per ogni capo di bestiame. Nel caso non abbiano abbastanza denaro, sequestrano gli animali e ne uccidono i proprietari. Molti i cattolici fuggiti così nel Sahel, lontano dai villaggi e dalle città, per scampare alla persecuzione. Per i loro spostamenti non possono servirsi dei mezzi pubblici e nemmeno di quelli privati, poiché, nel caso dovessero incorrere in un posto di blocco, rischierebbero la vita.

Ancora. Nel Sud Sudan due parrocchie – quelle di Mupoi e di Riimenze – sono state attaccate e saccheggiate nei mesi scorsi da bande armate. Il capo-catechista è stato peraltro ucciso da un proiettile vagante. La Curia diocesana ha condannato con fermezza questi atti, chiedendo al governo di garantire sicurezza e protezione alla Chiesa, oltre alla restituzione di tutti i beni rubati.

In Birmania lo scorso 22 novembre è stata profanata la cattedrale di Loikaw, in Myanmar, dove hanno fatto irruzione più di 200 militari e poliziotti, entrati anche da palazzo vescovile e dalla clinica Karuna, in cerca di ribelli, non trovati. 40 i pazienti costretti a sfollare, 18 i medici e i dipendenti della struttura sanitaria arrestati.

In India i fondamentalisti indù, incapaci di bloccare le conversioni al Cristianesimo sempre più numerose, chiedono a gran voce che nello Stato del Madhya Pradesh venga vietato ai cattolici di riunirsi, di pregare e di praticare il culto. Lo scorso 10 dicembre nove persone sono state per questo arrestate durante l’orazione sulla scorta della legge anti-conversione. Alla fine, sono state tutte rilasciate su cauzione.

Il sangue dei martiri contemporanei continua a scorrere copioso. Nell’indifferenza generale sarà comunque questo il «semen Christianorum».

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