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News del 05/10/2018: Islam, quando troppa tolleranza espone a rischi inutili

In questa puntata:

Un anno fa, Mauranne e Laura, rispettivamente di 21 e 20 anni, erano state selvaggiamente massacrate a colpi di coltello sul piazzale della stazione di Saint-Charles, a Marsiglia, in Francia. Il loro aggressore, Ahmed Hanachi, un clandestino tunisino, è però già stato liberato dal carcere, nonostante una recente rapina e nonostante la sua permanenza irregolare nel Paese d’Oltralpe. Una complice tolleranza, che ha di fatto creato un clima di lassismo generale, premessa di reati quali questo duplice omicidio.

Ciò, nonostante l’inchiesta, aperta subito dopo, abbia evidenziato alcune «disfunzioni» nei servizi statali. Ma ora c’è chi presenta il conto. Sylvie e Dominique Harel, i genitori di Mauranne, assieme a Fabrice e Pascale Paumier, i genitori di Laura, hanno annunciato di voler dare battaglia e trascinare di fronte al tribunale amministrativo di Lione lo Stato francese: «Noi abbiamo l’impressione – hanno dichiarato – che lo Stato cerchi di minimizzare la propria responsabilità, parlando di “gravi disfunzioni nel dispositivo di allontanamento”. A nostro giudizio, si tratta di una grave colpa accertata».

I familiari delle due vittime avevano già inviato al ministero dell’Interno francese un ricorso preliminare lo scorso marzo, chiedendo un risarcimento per quanto avvenuto, ma la loro richiesta non è stata presa in considerazione. Ora tornano alla carica. Per una questione di principio.

E sempre una minimizzazione dei problemi, nel caso specifico del velo, ha condotto, sempre in Francia, anche ad un’altra, inquietante vicenda recentemente accaduta. Un evaso per rapina a mano armata è riuscito per tre mesi ad eludere qualsiasi sorveglianza e ad evitare qualunque identificazione ed a circolare tranquillamente per la strada, semplicemente indossando il velo islamico. Redoine Faïd ed i suoi complici si sono finti donne avvolte nei loro tipici abiti, per sfuggire alle forze dell’ordine. Prendendole per il naso.

Alla fine, la Polizia si è accorta della presenza dell’evaso in un appartamento di due stanze a Creil, città ad altissima concentrazione musulmana con ben nove moschee, e, dopo vari appostamenti, vi ha fatto irruzione, ritenendo che potesse ospitare una cellula salafita. Così Faïd è stato arrestato.

Il fatto però che, ancora una volta, complice un’eccessiva tolleranza, criminali socialmente tanto pericolosi potessero circolare indisturbati è sicuramente motivo quanto meno di inquietudine.