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L’ORA DELLA MORTE

Spiritualità02 Settembre 2023
Testo dell'audio

 

E’ stabilito che gli uomini muoiano una sola volta dopo di che viene il giudizio (Ebrei 9.27)

  1. a) La Certezza della Morte

Nulla è più certo della morte”, dice l’Idiota, “ma nulla è più incerto del suo momento.

Tra centocinquant’anni, tutti coloro che attualmente sono vivi avranno lasciato questo mondo. Tutti coloro che ora riempiono le strade affollate delle nostre città, che riempiono le nostre case, che abitano nelle campagne, che navigano per mare, che volano e viaggiano, che vegliano e dormono: tutti loro se ne saranno andati. “Dies formabuntur et nemo in illis: I giorni saranno formati, e nessuno in essi.” (Salmo 139,16). Allo stesso modo, di tutti coloro che vivevano centocinquant’anni fa, nessuno è ancora vivo. “Mihi heri et tibi hodie : Ieri a me e oggi a te” (Sir 38,23).

Quanto è folle, quindi, vivere su questa terra come se fosse la nostra dimora eterna – quanto è folle per un viaggiatore che attraversa un paese affidato con una missione importante spendere tutto ciò che possiede per una casa che dovrà presto abbandonare, o per un uomo che attraversa un deserto stabilirsi ad un’oasi e non andarne oltre. Quanta eminente saggezza, invece, vivere come se ogni giorno, ogni azione fosse l’ultima; riempire ogni giorno e ogni azione con un amore sempre più perfetto verso Dio: prepararci per il nostro passaggio nell’Eternità.

 

  1. b) L’Incertezza dell’Ora

“E voi siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegliE se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!… Ma sappiate bene questo’, dice il Signore: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere ed ad ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. ‘” (Lc 12,35-46).

Come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore ” (1 Te 5,2). 

Nella notte perché è il momento in cui meno ce lo aspettiamo, perché ci siamo addormentati e scivolati nell’oblio: nell’oblio di Dio, nell’oblio della nostra patria celeste, nell’oblio del nostro Creatore. Lo Sposo della nostra anima ha ritardato, e noi ci siamo addormentati, lasciandoci prendere dal sonno: siamo caduti nella notte del peccato, le nostre menti offuscate e confuse dalle fantasie tremolanti della nostra immaginazione, come le ombre gettate dal fuoco giocando sulla parete; le nostre menti accecate dagli schemi ingannevoli del peccato abituale, addormentati nella notte, sicure nei nostri sogni erranti. Quando si sente il grido: “Ecco lo Sposo che viene!”
  La morte arriva come un ladro, perché la morte ci deruba di tutto ciò che possediamo su questa terra: di tutti i nostri beni, tutti i nostri amici, tutte le nostre delizie terrene e puramente umane, sì, anche dei nostri stessi corpi.
 
  «In quel giorno, infatti, come un laccio cadrà su quanti abitano sulla faccia della terra» (Lc 21,35). “Come i pesci sono presi dall’amo e come gli uccelli sono presi dal laccio, così gli uomini sono presi nel tempo cattivo, quando li colpirà all’improvviso” (Eccl. 9.12). «Come cade un albero, sia a nord che a sud, così giacerà» (Eccl 11,3).
 
  E quando i poveri animali ignari vengono presi, non c’è scampo: vengono presi all’amo o al laccio, e quella è la fine. I pesci buoni saranno messi nelle ceste e i pesci cattivi saranno gettati via. E così anche noi uomini siamo presi dal mare di questo mondo, dai sentieri labirintini di quel mare dall’amo della morte, e allora sarà venuta la fine. Il “tempo cattivo” è il tempo del peccato mortale: se siamo presi in questo tempo saremo gettati via, gettati via dalla vista di Dio, inutili, degni solo di essere bruciati e ridotti in cenere.
 
  L’ora è incerta. “Anche gli anziani… si lusingano di vivere 3 o 4 anni di più. Ma quante persone abbiamo visto morire inaspettatamente? chiede Sant’Alfonso. “È certo che nessuno di queste immaginasse che dovesse morire così all’improvviso, e nel giorno in cui morì. Dico inoltre che di tutti coloro che sono andati all’altro mondo durante l’anno in corso, nessuno immaginava che sarebbe dovuto morire e finire i suoi giorni quest’anno…’

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