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Un altare per il Sacrificio

Liturgia05 Settembre 2018
Testo dell'audio

Al sacrificio in senso improprio corrisponde il sacerdozio improprio dei laici. Perciò il Principe degli Apostoli chiama l’insieme dei Cristiani “un sacerdozio santo”, chiamato e qualificato “a offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio, tramite Gesù Cristo” (I Pt 2,5). I fedeli sono un “sacerdozio santo” quando, tramite la grazia del Battesimo, sono staccati dall’umanità peccaminosa, consacrati e santificati per onorare e glorificare Dio per mezzo del “sacrificio spirituale” di una nuova vita virtuosa, cioè tramite la preghiera, la devozione, la pietà, l’abnegazione, la penitenza, le opere di beneficenza e l’amore del prossimo. Ogniqualvolta con sentimento retto nei confronti di Dio – specialmente durante la lotta e la fatica – facciamo qualcosa di buono, offriamo a Dio un sacrificio.

Al Sacrificio e al sacerdozio è unito inseparabilmente l’altare. Esso è un tavolo consacrato un po’ rialzato, sul quale si posa l’offerta per il Sacrificio come segno del fatto di voler far salire dalla Terra al Cielo; e come espressione del desiderio e della fiducia che Dio verrà incontro, condiscendente e benevolo, per accettare il Sacrificio. Da lì, infatti, straripa ogni abbondanza di grazie celesti sui presenti; e tutti i bisognosi lì convenuti in cerca d’aiuto trovano benevolo ascolto. Il primo altare di cui parla la storia è quello costruito da Noè dopo aver lasciato l’Arca (1Gen. 8,20), benché si debba annoverare un altare anche per l’offerta dei sacrifici di Caino e Abele (1Gen. 4,3).

Per nessun altro motivo si costruisce un altare se non per offrire un sacrificio a Dio”. Anche il vocabolo “altare” è usato non di rado in senso lato, cioè in maniera impropria. Noi siamo il tempio di Dio, perché Egli si è degnato di vivere in noi. Quando il nostro cuore s’innalza a Lui, esso è il Suo altare (cum ad Illum sursum est, Eius est altare cor nostrum); per Lui combattiamo battaglie cruente quando lottiamo fino al sangue per la Sua Verità; a Lui bruciamo l’amabile incenso quando alla Sua presenza ardiamo di pia devozione; a Lui offriamo il sacrificio dell’umiltà e della lode sull’altare del cuore in un fuoco di amore ardente.