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Testimonianze pubbliche

Liturgia11 Marzo 2018
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

Affinché non rimangano dubbi circa il fatto che la teologia del Nuovo rito non sia cattolica bensì protestante, citiamo varie testimonianze pubbliche, sia cattoliche che protestanti.

1.      Testimonianze cattoliche

I) La prima testimonianza, che è anche la più autorevole, essendo quella del cardinale Ottaviani (nella foto), in precedenza prefetto della Congregazione della Fede – insieme al cardinale Bacci – si trova nella lettera, con la quale egli presenta il Breve esame critico del Novus Ordo Missae a papa Paolo VI, come pure nell’Esame critico stesso: «il Novus Ordo Missae […] rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della santa Messa, quale fu formulata nella sessione XXII del Concilio Tridentino, il quale, fissando definitivamente i “canoni” del rito, eresse una barriera invalicabile contro qualunque eresia che intaccasse l’integrità del Magistero» (Lettera 1). «È tale da contentare, in molti punti, i protestanti più modernisti» (Esame critico I).

Le altre testimonianze provengono dalle critiche classiche al Nuovo rito in tedesco, francese ed inglese.

II) Monsignor Gamber nella Riforma della liturgia romana (II edizione, 1981 cap.1) parla di «un terrificante avvicinamento alle vedute protestanti che viaggia sotto la bandiera di un ecumenismo mal concepito»[1]; e in La Riforma liturgica in questione (versione francese, 1992, p. 42): «La nuova organizzazione della liturgia e soprattutto i profondi cambiamenti del rito della Messa […] furono molto più radicali della riforma liturgica di Lutero – almeno per ciò che riguarda il rito esterno – e presero in minor considerazione la sensibilità del popolo».

III) Il professor Louis Salleron scrive in La Nouvelle Messe (Collection Itinéraires, p. 195): «Basti dire che la nuova Messa è liturgicamente la Cena “evangelica” con il suo carattere di pasto, la sua lingua volgare, la sua tavola, la sua celebrazione rivolta verso il popolo, la sua comunione nella mano o sotto entrambe le specie, e, nelle parole e nei riti, la soppressione della rappresentazione del sacrificio, della Presenza reale e del sacerdozio ministeriale»[2].

IV) Michael Davies scrive: «non ci può essere il minimo dubbio che la lingua sacrificale nel Novus Ordo Missae è stata minimizzata deliberatamente, cosicché sia compatibile con la teoria protestante del sacrificio» (p. 520, dove paragona il Rito antico ed il Nuovo rito alla luce del Communion Service di Cranmer).

2.  Testimonianze Protestanti

I) Max Thurian, parlando del Nuovo rito in La Croix (30 maggio, 1969, citato in La Nouvelle Messe p. 193), scrive: «Uno dei suoi frutti sarà forse che le comunità non-cattoliche saranno in grado di celebrare la Cena santa con le stesse preghiere della Chiesa cattolica. Teologicamente è possibile»[3].

II) Il dottor Ramsay, arcivescovo anglicano di Canterbury, osservò durante una visita in America nel 1972: «Ho fatto esperienza di riti romani, che sono veramente molto anglicani. Se volete trovare riti che sono veramente romani, visitate qualcuno dei nostri vecchi santuari anglo-cattolici» (MD p. 274).

III) Il protestante Hoeheres Konsistorium der Kirche der Augsburgischen Konfession von Elsasz-Lothringen pubblicato in Dernières Nouvelles d’Alsace (14 dicembre 1973) osservò: «Oggi dovrebbe essere possibile per un protestante riconoscere nella celebrazione eucaristica cattolica la Cena istituita dal Signore […] le nuove preghiere eucaristiche rendono più semplice per noi riscoprire la teologia evangelica».[4]

IV) Dopo un incontro ecumenico all’Accademia cattolica a Stuttgart-Hohenheim, un partecipante scrisse (al Rheinischer Merkur n. 11 del 26 marzo 1976) che un ministro protestante aveva celebrato la nuova Messa cattolica. Un sacerdote cattolico, richiesto di come l’avesse trovata, rispose: «era troppo cattolica per i miei gusti»[5]. In una lettera seguente (RM n. 14), un altro partecipante rispose alla lettera spiegando che, infatti, la “Messa cattolica” era stata un servizio protestante, vicino alla “Messa tedesca” di Lutero, che, aggiunse, oggi sarebbe considerata troppo cattolica da molti sacerdoti cattolici.

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[1] «[…] eine erschreckende Annaeherung an Vorstellungen des Protestantismus, die im Zeichen eines falsch verstandenen Oekumenismus segelt».
[2] «Qu’il nous suffise de dire que la Nouvelle Messe, c’est liturgiquement la Cène“évangelique” – avec son caractère de repas, sa langue populaire, sa table, sa célébration face au peuple, sa communion dans la main on sous deux espèces et, dans le paroles et les rites, l’estompage de la répresentation du sacrifice, de la Présence réelle, et du sacerdoce ministériel».
[3] «Un des fruits en sera peut-etre que des communautés non-catholiques pourront célébrer la sainte Cène avec les mêmes prières que l’Eglise catholique. Théologiquement c’est possible».
[4] «es mueszte heute fuer einen Protestanten moeglich sein, in der katholischen eucharistischen Feier das vom Herrn eingesetzte Abendmahl zu erkennen… die neuen eucharistischen Gebete erleichtern es uns, eine evangelische Theologie zu wiederfinden»
[5] Das war mir zu katholisch.

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