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Nel Giardino degli Olivi Cristo aveva ciascuno di noi davanti agli occhi

Liturgia10 Ottobre 2018
Testo dell'audio

Ancora più fortemente dovremmo essere commossi da sentimenti di intimo amore e gioiosa gratitudine quando, a buona ragione, riferiamo a noi personalmente ciò che è avvenuto per tutti quanti; quando contempliamo il grande beneficio della Redenzione come se fosse avvenuta solamente per noi, così come l’Apostolo con tanta semplicità e passione dichiara: “Vivo, ma non io, vive invece Cristo in me. Che se vivo ora in carne, vivo in fede del Figlio d’Iddio, Che mi ha amato ed ha sacrificato Sé stesso per me” (Gal. 2,20). Perciò ogni cristiano può e deve dire: Gesù mi ha amato e ha sacrificato la Sua vita per me, per i miei peccati e per amore mio; perché il Redentore, nel Giardino degli Olivi e sulla Croce, aveva ciascuno di noi davanti agli occhi e nel cuore, per ognuno di noi Egli ha sofferto ed è morto, come se ciascuno di noi fosse solo al mondo.

L’Apostolo della grazia” ha scritto queste parole in base alla propria intima esperienza dell’amorevole bontà e dolcezza del Signore (1Pt. 2,3), nella gioiosa consapevolezza di essere così infinitamente amato dal “Figlio di Dio”, nel felice possesso di una vita completamente nuova, radicata nel mondo soprannaturale della Fede. Anche tu le puoi e devi ripetere dietro a Lui, per esprimere di cuore il tuo sentimento di gratitudine verso il Signore per tutte le grazie e le prove del Suo amore nei tuoi confronti.

Al pensiero che “il Figlio di Dio” ti abbia tanto amato senza limiti e continui a farlo e a tenerti felice, devi essere entusiasta e pronto, con ardore, a ogni sacrificio al servizio di Dio. Quaerens me sedisti lassus. – O Signore, pur esausto, mi hai cercato instancabilmente sulla strada accidentata della Croce; come il buon pastore, nel Tuo vagare terreno hai cercato la pecorella smarrita e disorientata; tramite la Tua provvida Grazia e la forza di attrazione celeste, mi hai allontanato dalle vie false e dai vicoli ciechi; mi hai condotto, addirittura trasportato alla Tua terra e ai Tuoi pascoli, affinché presso di Te e in Te trovi di nuovo quiete, consolazione e ristoro.

Redemisti crucem passus. – Tu mi hai redento, acquisito tramite “la Tua Croce e i patimenti”, con il pagamento di un riscatto infinitamente prezioso, un prezzo d’acquisto di valore infinito. “Gesù si è portato la Sua croce ed è morto per te (pro te) su di essa, affinché tu possa desiderare altrettanto di portare la tua croce per morirvi” (Imitazione di Cristo). Tantus labor non sit cassus. – Un’opera di così grande, tanta pena e sconforto non sia per me senza frutto e inutile! Salvami dalla morte eterna affinché la Tua indicibile fatica e dolorosissima opera di redenzione, il Tuo sudore, le Tue lacrime, le Tue gocce di sangue non siano state inutili per me!