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Le Reliquie

Liturgia04 Luglio 2019
Testo dell'audio

Il desiderio di essere del tutto liberato dal peccato e da tutto ciò che è vita di peccato trova ancora una volta la sua espressione nella seguente preghiera, che il sacerdote, leggermente piegato e con le mani giunte sull’altare, recita.

Oramus te, Domine,

per merita Sanctorum tuorum,

quorum reliquiae hic sunt, et omnium Sanctorum: ut indulgere digneris omnia peccata mea. Amen.

 

Ti preghiamo, o Signore, per i meriti dei tuoi Santi di cui son qui le reliquie, e dei Santi tutti, degnati di perdonare tutti i miei peccati. Amen.

La preghiera per ottenere la completa purificazione di tutto ciò che è peccaminoso viene qui appoggiata e rafforzata da tre azioni: il ricorso ai meriti dei santi, il posare le mani sull’altare e il bacio dell’altare. Conscio della propria indegnità, il sacerdote appoggia la sua preghiera sui meriti e sulle riparazioni di tutti i santi, soprattutto dei martiri le cui reliquie sono racchiuse nell’altare, per ottenere il perdono di tutti i peccati e il condono delle pene.

La fiduciosa speranza viene manifestata con le parole e attraverso i gesti rituali: infatti, il sacerdote posa le mani giunte sull’altare coperto – che è il simbolo di Cristo e dei Santi – per mostrare che egli non agisce con le sole sue forze, ma che confida in Cristo e nei Santi e, grazie ai loro meriti, attende ed implora da Dio la completa remissione dei debiti. Per aver parte in più abbondante misura dei tesori delle Grazie celesti – meritate e raccolte da Cristo, e con il suo aiuto, dai Santi – il celebrante bacia l’altare al centro, pronunciando la frase: “di cui son qui (conservate) le reliquie”.

Come dimostrano le parole che lo accompagnano, questo bacio è rivolto in primo luogo alle reliquie nascoste nell’altare, cioè ai Martiri e agli altri Santi, i cui resti terreni furono sepolti lì al momento della consacrazione dell’altare; poi egli invoca un’ulteriore relazione con tutti gli altri Santi che vengono contemporaneamente nominati e soprattutto con Cristo – il Capo, la Corona e il re di tutti i santi –, il cui simbolo è, e rimane, l’altare.

Con il bacio dell’altare dotato di reliquie, il sacerdote vuole manifestare il suo amore e la sua venerazione verso la Chiesa Trionfante, verso Cristo e tutti i Santi, e così ravvivare e rafforzare la Comunione con loro. Oltremodo consolante è questo scambio soprannaturale tra il Cielo e la Terra, questa comunione di beni tra i figli trasfigurati della Chiesa, che già regnano in Cielo, e i miseri figli di Eva, ancora pellegrini quaggiù, che lottano nelle fatiche e nei disagi.

Come non possiamo ricordare i meravigliosi tesori che il sangue e la morte di Cristo, le lacrime e i dolori della Sua benedetta Madre, le opere di carità e le penitenze sofferte da tutti i santi per la Chiesa hanno acquisito a nostro vantaggio, senza essere pieni di gioiosa gratitudine? Questo pensiero, questo sentimento coglie il sacerdote al suo primo accostarsi all’altare, egli lo bacia, per mettere in luce davanti ai suoi benefattori celesti il suo amore e la sua grande stima e riverenza.

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