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L’Assoluzione

Liturgia30 Maggio 2019
Testo dell'audio

Il perdono dei peccati è legato alla loro confessione. “Ti ho manifestato il mio peccato e la mia colpa non Ti ho nascosto. Ho detto: ‘Confesso il mio fallo al Signore’, e Tu hai rimesso la colpa del mio peccato” (Sal. 31,5). Il sacerdote – in spirito di umiltà – non ha confessato le sue grandi colpe solamente davanti a Dio ma anche davanti agli angeli, ai santi e ai fedeli, per muoverli ad intercedere presso Dio e, nell’unione di preghiere, ottenere meglio il perdono.

La comunità presente accoglie questo suo desiderio e implora in suo nome – per bocca del chierichetto – grazia e misericordia. Poi il chierichetto, a sua volta, recita a nome dei fedeli il Confiteor per ottenere l’intercessione dei beati del Paradiso e quella del sacerdote ed avere così la grazia di poter partecipare al Santo Sacrificio liberi dal peccato.

Dopo il Confiteor, il sacerdote prega per intercedere a favore dei fedeli, pronunciando la cosiddetta assoluzione, che suona così: Il sacerdote quindi, prega che Dio voglia, per la forza della Sua onnipotenza (omnipotens), concedere ai fedeli la pienezza della Sua misericordia (misereatur), perdonare tutti i peccati (dimissis peccatis) e risuscitarli dalla morte spirituale alla vita della Grazia, per condurli alla beata vita eterna (perducat vos ad vitam aeternam).

Poi, “l’onnipotente” Signore che “manifesta più gloriosamente la Sua onnipotenza nel custodire e nella misericordia”, e il “misericordioso” Signore – del quale è proprio l’avere sempre misericordia e cura – viene implorato ancora una volta di concedere a noi tutti (nobis) benevola indulgenza e clemenza, e di cancellare pienamente i peccati (indulgentiam), cioè di concedere l’assoluzione dalla colpa (absolutionem) come anche il condono della pena (remissionem): il segno di croce che accompagna la preghiera vuole indicare la morte espiatrice di Cristo da cui fluisce il perdono di tutti i peccati.

Di profondo significato e ben fondata è l’espressione “l’onnipotenza e la misericordia di Dio” che ricorre in molte preghiere della Chiesa, perché proclama che l’inesauribile potenza di Dio è la base della Sua incommensurabile misericordia, indulgenza, attenzione, longanimità e mitezza a riguardo della creatura peccaminosa.

Dio ha misericordia di tutti perché Egli tutto può” e perché “Egli è Signore su tutte le cose e di tutto ha cura”. “Ed essendo Signore dell’onnipotenza, Egli dispone ogni cosa con tutta tranquillità e ci guida con molta delicatezza”, ed “ha cura di tutti perché tutto gli appartiene”.

La misericordia di Dio si manifesta in quanto Egli supplisce a tutti i nostri bisogni e debolezze, e ci libera e preserva dalla disgrazia e dal male del peccato. Dio può fare tutto questo perché Egli è onnipotente, e perché la Sua onnipotenza è infinita e sconfinata. Sì, l’onnipotenza di Dio si manifesta soprattutto nel soccorrere, con la Sua misericordia, l’impotenza e l’indigenza della creatura.

La conversione e giustificazione del peccatore, il generare nell’anima la grazia santificante è, in un certo senso, un’opera maggiore della creazione del Cielo e della Terra: perciò è un’opera gloriosa dell’onnipotenza divina. “Nella misura della grandezza di Dio, così è anche la Sua misericordia” (Sir. 2,23). Dio è ricco nel perdonare e nel graziare, perché Egli possiede una misericordia onnipotente ed una misericordiosa onnipotenza. Talmente è grande la bontà della Sua onnipotenza e l’onnipotenza della Sua bontà, che nulla esiste che non possa essere perdonato a colui che si converte.

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