< Torna alla categoria

Il sacrificio in generale

Liturgia06 Giugno 2018
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

La Sacra Scrittura illustra spesso questa verità con le descrizioni più vivide, commoventi e ricche: «Il Signore è terribile e molto grande e meravigliosa è la Sua potenza» (Sir. 43,31). «Nell’uragano e nella tempesta è la Sua via e le nubi son la polvere dei Suoi passi. Minaccia il mare e il mare si secca e asciuga tutti i fiumi» (Nah. 1,3-4). Dio è il Signore assoluto, è proprietario come anche governante e giudice dell’Universo, perché opera della Sua mano creatrice; perciò il salmista canta giubilante: «Del Signore è la terra e tutto quello che contiene, il mondo e i suoi abitanti. Egli l’ha fondata sui mari, l’ha stabilita sopra le correnti» (Sal. 23,1-2). «Perché il Signore è Dio grande, gran Re sopra tutti gli dèi. Nella Sua mano sono le profondità della terra e le cime dei monti appartengono a Lui. Il mare è Suo, perché Egli l’ha fatto; e Sua è la terra, formata dalle Sue mani» (Sal. 94,3-5).«Tuo è il giorno e Tua è la notte, la luna e il sole Tu li hai creati. Tu hai fissato i confini della terra, l’estate e l’inverno Tu li hai ordinati» (Sal. 73,16-17). «Chi ha misurato le acque nel cavo della Sua mano? Chi ha preso le dimensioni del cielo con la spanna? Ecco, le nazioni sono come una goccia in un secchio davanti al Signore: ecco, le isole Egli le solleva come pulviscolo. Egli siede sull’orbe della terra e spiega i Cieli come una tela, come una tenda per abitarvi. Egli fa uscire in ordine l’esercito di stelle e tutte le chiama per nome. E la Sua potenza è così grande e tale il vigore della Sua forza, che non ne manca alcuna» (Is. 40,12 ss.). «Le stelle brillano nei loro posti e gioiscono, Egli le chiama e rispondono: Eccoci! Brillano con gioia per Colui che le ha fatte» (Bar. 3,34-35). «Signore, grande Tu sei e glorioso, mirabile in potenza e invincibile! A Te servono tutte le Tue creature, poiché dicesti e furono create e nessuno vi è che resista alla Tua voce. I monti, crollando, con le acque si confonderanno, le rocce, come cera, innanzi a Te si fonderanno» (Giudt. 16,15-18). «L’Onnipotente guarda la terra ed essa trema: tocca i monti e fumano» (Sal. 103,32).

Con una genialità divina il salmista canta con ineguagliabile bellezza la divina onniscienza e onnipresenza! «Signore, Tu mi scruti e mi conosci; se mi siedo o mi alzo, Tu lo sai: Tu penetri da lungi il mio pensiero, Tu scruti i miei passi e tutte le mie vie Ti sono familiari. Dove posso andare lungi dal Tuo spirito? Dove fuggire dalla Tua presenza? Se salgo in Cielo lassù Tu ci sei, se reclino il capo nello Sceol, eccoti là! Prenderò le penne dell’aurora, abiterò all’estremità del mare. Anche là mi conduce la Tua mano e mi afferra la Tua destra. Ma penso: Le tenebre almeno mi copriranno e la notte mi circonderà. Neppure le tenebre sono oscure per Te e la notte brilla come il giorno: come l’oscurità, così è la luce per Te» (Sal. 138,1-12).

E che cos’è l’uomo a confronto di Dio, l’Altissimo, l’Onnipotente Creatore, il Re potente e tremendo che siede sul Suo trono e comanda? (Sir. 1,8). L’uomo, i cui giorni sono come l’erba, fiorisce come i fiori dei campi: spira un soffio di vento, né più si conosce il luogo dov’era (Sal. 102,15-16). L’uomo è polvere e cenere (Sir. 17,31). Una foglia d’albero zimbello dei venti: vola come un’ombra (Giob. 13,25; 14,2). L’uomo pellegrino sulla terra è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. L’erba secca, il fiore appassisce quando il soffio del Signore spira su di essi. Veramente il popolo è come l’erba: appassisce l’erba così come si secca il fiore; ma la parola del nostro Dio dura sempre (Is. 40,6-8).

Non dovrebbe, ora, l’uomo – questa misera, debole, fragile creatura – piegarsi e umiliarsi fino alla polvere; non dovrebbe egli alzarsi e rabbrividire, con un sacro timore e meraviglia, «davanti alla tremenda maestà di Dio, il Cui trono è il Cielo e il poggiapiedi è la Terra?» (Is. 66,1). «Le colonne del Cielo tremano e oscillano quando Egli fa un cenno: le stelle del mattino esultano e i figli di Dio giubilano a Lui» (Giob. 26,11; 38,7). Nell’alto dei Cieli i cori degli spiriti beati cantano al Signore, giorno e notte, il loro continuo: “Santo, santo, santo”; i Santi, trasfigurati, si prostrano davanti a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono e dicono: «Degno Tu sei, Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché Tu hai creato tutte le cose: esse per la Tua volontà erano e sono state create» (Ap. 4,10-11). Anche l’uomo si deve accordare a questo canto di eterno giubilo quando, secondo le sue forze, s’impegna a onorare Dio che è venerabile sopra tutte le cose.