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Antico e Nuovo Testamento

Liturgia06 Febbraio 2020
Testo dell'audio

Molte Epistole sono prese dal Vecchio Testamento. Esso è una grande testimonianza divina della venuta di Cristo e del Suo Regno, tutto è profezia di Cristo e della Sua Chiesa, comunque sia espresso: con parole chiare oppure in forme tipiche, cioè per mezzo di persone esemplari, avvenimenti e usanze. Ebbene, la Chiesa ama interpretare e applicare spiritualmente il Vecchio Testamento; dove rinveniva una profezia, pertinente a un mistero del Nuovo Testamento o a un avvenimento, l’aggiungeva nel formulario della Messa a complemento e illustrazione del Vangelo.

Nell’Epifania, per esempio, si celebra la manifestazione della Gloria divina di Gesù Cristo in tre episodi riepilogati nell’antifona del Benedictus: “Oggi la Chiesa va sposa allo Sposo celeste, poiché Cristo ha lavato i suoi peccati nel Giordano: i Re Magi s’affrettano con doni per lo sposalizio reale, e gl’invitati si rallegrano del vino trasformato dall’acqua”. La rivelazione di Dio al battesimo di Cristo, la guida dei Re Magi tramite la stella e la conversione dell’acqua in vino compongono quindi l’oggetto della festa: il mistero della stella meravigliosa è celebrato con particolare entusiasmo e gioia, mentre gli altri due avvenimenti vengono semplicemente ricordati. Conseguentemente, l’Epistola evoca un grandioso quadro della gloria del nuovo Regno della Grazia: re e popoli pagani affluiscono da ogni angolo della Terra per essere accolti nel grembo della Chiesa e per camminare nella sua luce.

Il Vangelo mostra l’inizio dell’adempimento di quanto profetizza l’Epistola: uomini sapienti accorrono da terre pagane, vengono con doni preziosi e misteriosi per adorare il Bambino divino e, a premio della loro fedele obbedienza, sono resi felici con la luce della fede e della grazia. Allo stesso modo, gran parte delle Messe in onore della Madre di Dio hanno Epistole veterotestamentarie, scelte di preferenza dai libri Sapienziali. Un altro motivo che ha indotto la Chiesa ad assumere letture dal Vecchio Testamento nella liturgia della Messa deriva da questa considerazione: nell’Antica Alleanza non era ancora giunta la Redenzione e la Luce non era ancora apparsa; le tenebre e le ombre di morte gravavano sui popoli; era il tempo del timore e dell’attesa dolorosa, il tempo dei sospiri e degli aneliti per la Redenzione. Perciò, i brani di letture presi da questi periodi oscuri si adattano bene a conferire un carattere di tristezza penitenziale ai giorni in cui sono letti.

Da questo punto di vista si spiega perché la Chiesa, nei giorni feriali, dal mercoledì delle Ceneri fino al martedì della Settimana Santa usi esclusivamente letture del Vecchio Testamento. Queste, infatti, debbono risvegliare in noi il vero spirito di penitenza, nutrirci e fortificarci; e, come voci dei tempi precristiani, esortarci seriamente, perché a causa dei nostri peccati ci siamo estraniati da Dio e ci siamo smarriti nell’antica notte fredda della morte.


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Nei giorni in cui le letture dei brani del Vecchio Testamento sono particolarmente numerose, il sentimento penitenziale è forte e acuto, e maggiore è lo spirito di compunzione: ciò avviene nei mercoledì di Quatember e nei sabati Quatember. I Quatember risalgono ai tempi apostolici ed hanno il significato e lo scopo di essere giorni penitenziali in cui, tramite preghiere, digiuni ed elemosine, vogliamo purificarci e santificarci; allo stesso modo sono giornate di ringraziamento per le benedizioni del tempo passato e di implorazione per l’anno che sta per iniziare. In seguito divennero anche giorni per le sacre ordinazioni, poiché si prestavano particolarmente bene per il loro conferimento.

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