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L’IMITAZIONE DEL BAMBINO GESÙ

Spiritualità13 Gennaio 2024
Testo dell'audio

 

In Nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

In questo tempo natalizio accogliamo il Signore nella Sua semplicità, nella Sua innocenza, e nella Sua umiltà. AmiamoLo così, ed amandoLo imitiamoLo così. ‘Imparate da me’ ci dice, ‘Che sono mite ed umile di cuore.’

L’imitazione di Cristo è l’unico scopo della vita umana: per questo siamo stati creati, ossia secondo la Sua immagine; questo è il fondamento della nostra dignità, della nostra eccellenza come uomini; questo è la misura della nostra gloria eterna in cielo. Bisogna imitarLo in tutto ciò che sappiamo di lui: in tutto ciò che faceva ed era – ed era anche un bambino.

Nostro Signore Gesù Cristo ci insegna che bisogna divenire come bambini per entrare nel regno di Dio – come bambini innanzitutto verso Dio: per mezzo della semplicità e dell’innocenza nella preghiera e nella confessione, dicendo tutto a Lui ed al Suo ministro con una grande semplicità, senza nascondere niente; per mezzo della nostra umiltà, sapendo che Lui è tutto e noi non siamo niente.

Bisogna divenire come bambini anche verso il prossimo, nella semplicità e nell’innocenza dei nostri rapporti con lui, ed anche nel pregare per i nostri nemici (ovvero per coloro che ci offendono), senza mai parlare male di loro. Bisogna anche essere umili con tutti e non cercare il nostro interesse nel primo luogo, ma piuttosto la gloria di Dio in tutte le cose.

E così, carissimi fedeli, abbiamo meditato sulla Gloria di Dio nell’arco dei cieli come la luce increata ed eterna, annunciata dagli angeli alla notte della Sua natività, e poi apparso in terra come un piccolo Bambino.

Questo Bambino bisogna amare ed imitare per poterci avvicinare a Lui senza paura, per provare, nelle parole di nuovo di don Guéranger, ‘meno spavento all’annuncio terribile che ci fa il Vostro profeta il quale, superando i secoli con la rapidità della Vostra parola, ci preannunzia già l’avvicinarsi di quel giorno terribile in cui Voi verrete all’improvviso, ardente nel Vostro furore con le labbra piene d’indignazione e la lingua simile ad un fuoco divoratore. Oggi non facciamo che sperare, e aspettiamo una Venuta del tutto pacifica: siateci propizio nell’ultimo giorno; ma ora lasciate che Vi diciamo con uno dei Vostri pii servi, il venerabile Pierre de Celles…:

Sì, venite, o Gesù, ma nelle fasce, non nelle armi; nell’umiltà, non nella grandezza; nella mangiatoia, non sulle nubi del cielo; nelle braccia della Madre Vostra , non sul trono della Vostra Maestà; sull’asina, e non sui Cherubini; verso di noi, e non contro di noi; per salvare e non per giudicare; per visitare nella pace e non per condannare nel furore. Se venite così, o Gesù, invece di fuggire da Voi, è verso di Voi che correremo’.

Anzi, carissimi amici, se noi avremo vissuto semplici, innocenti, umili come bambini Lui ci accogliera come bambini, e ci dirà: ‘Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite, perché di questi è il Regno di Dio.’

In Nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen

 

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