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Le qualità di un direttore

Spiritualità29 Settembre 2018
Testo dell'audio

Santa Teresa insiste che un direttore sia dotto, prudente, e che abbia esperienza delle cose di Dio. Scrive: ‘… il demonio ci può tendere molti tranelli; perciò non vi sarà mai nulla di più sicuro che temere sempre più, procedere sempre con cautela, avere un maestro che sia dotto e non tacergli nulla: facendo così non potrà venire alcun danno’ (Vita 25); È molto importante… che il nostro maestro sia prudente, cioè di buon criterio, e abbia esperienza. Se oltre a ciò è anche dotto, è una grandissima fortuna’ (Vita 13).

Padre Morando aggiunge che il confessore deve essere anche uomo di Dio, discreto, paziente e zelante, non troppo severo, non troppo condiscendente. Per poter discernere il direttore adatto occorre una ricerca in buona fede e sincerità di cuore con preghiera fervorosa a Dio. Santa Teresa d’Avila cercava un confessore adatto per 18 anni.

La Santa dice: ‘Se nonostante ogni sua ricerca, non lo può trovare, il Signore verrà certamente in suo aiuto, come ha sempre fatto con me, quantunque sia tanto miserabile’. Aggiunge che un direttore inadatto ‘invece di porgere rimedi alle anime, non fanno che inquietarle ed affligerle. Ma questa prova sarà tenuta da Dio in gran conto’ (Vita 40).

Una volta ‘trovato un buon confessore, il penitente non lo deve cambiare senza un giusto e grave motivo’, aggiunge il padre Morando. ‘Coll’essere stabile, conosce meglio lo stato ed i bisogni dell’anima; più fruttuosa e sicura riuscirà la direzione. Bisogna considerare il confessore come il rappresentante di Gesù Cristo, e quindi averne stima e rispetto, docilità e ubbidienza, tutto manifestargli e nulla nascondergli’.
Deo Gratias.


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