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La Santissima Trinità

Analisi e commenti31 Maggio 2021
Testo dell'audio

Tra tutti i misteri del Cristianesimo il più profondo è quello della Santissima Trinità. Da questo mistero scaturiscono tutti gli altri. La liturgia celebra la Santissima Trinità la prima domenica dopo Pentecoste e il Vangelo la ricorda con queste parole che risuonano nei secoli e per l’eternità:“ In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: Mi è stato dato ogni potere, in cielo e in terra. Andate dunque ad ammaestrare tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt 28,18-20).

Gesù afferma dunque la sua sovranità sul Cielo e sulla terra: è Re di diritto, perché gli è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Ma vuole essere Re di conquista e perciò assegna ai suoi apostoli la missione di estendere il suo regno a tutte le genti, a ogni popolo, da un capo all’altro della terra. Ciò avviene attraverso il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. L’essenza della fede cristiana consiste nella conoscenza e nell’adorazione di Dio unico in tre persone. Ma la fede cristiana è anche un corpo di dottrine che vanno apprese e di obblighi religiosi e morali che vanno osservati. Perciò Gesù dice di ammaestrare tutte le genti, insegnando loro a osservare tutte le cose che Egli ha comandato. Questo insieme di insegnamenti Gesù li ha espressi a voce, non per iscritto, nei tre anni di predicazione e nei quaranta giorni che vanno tra la Resurrezione e l’Ascensione. Gesù infine comunica ai suoi apostoli parole piene di speranza, promettendo di essere fedele a chi osserverà con fedeltà i suoi insegnamenti: “Ecco – dice – io sono con voi tutti i giorni iono alla fine del mondo”.

L’insieme di dottrine e di precetti che costituisce la Tradizione della Chiesa, ha nel mistero della Santissima Trinità il suo fondamento. La Santissima Trinità tuttavia non è fuori di noi, è in noi, perché Dio, uno e trino, è presente dappertutto. San Tommaso afferma che in tutte le creature c’è un’impronta della Santissima Trinità (Summa Theologiae, I. q. 47, a.7, c.). L’universo, nel suo insieme e in ogni suo aspetto particolare riflette la Trinità divina.

Il visconte  Louis de Bonald (1754-1840), che, assieme al conte Joseph de Maistre è uno dei padri della scuola di pensiero cattolica contro-rivoluzionaria vede la struttura trinitaria in ogni società, umana a partire da quella familiare, perché «l’uomo non può nascere né vivere che in un numero minimo di tre» (Le leggi naturali dell’ordine sociale, DEttoris, Crotone e020).


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La santissima Trinità è un mistero superiore alla ragione umana, anche se non ha nulla di contraddittorio con essa. San Patrizio, apostolo dell’Irlanda,  per spiegarlo utilizzò l’esempio del trifoglio, mostrando come le tre piccole foglie di questa pianta, legate ad un unico stelo riflettevano la Santissima Trinità. Il trifoglio appartiene all’ordine della natura. Ma Dio si servì anche di miracoli per renderlo più chiaro.  Nella cistifellea di santa Chiara da Montefalco (1268-1308), dopo la sua morte, furono trovate tre sfere di uguali peso e dimensioni, le quali, pesate separatamente e tutt’e tre insieme, avevano esattamente lo stesso peso: simbolo evidente della Santissima Trinità.

Il cristiano non si può limitare a professare una generica fede in Dio, ma ha il dovere di affermare che questo Dio è uno e trino: è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Le false religioni non sono solo quelle che professano il politeismo, ma anche le religioni monoteiste che ignorano il mistero della Santissima Trinità, come l’ebraismo e l’islamismo. Chi presenta il Cristianesimo come un puro insegnamento morale, ne offre una concezione limitata e deforme; ma altrettanto mutilata è la visione del Cristianesimo di chi si limita a parlare di Dio, ignorando il mistero della Santissima Trinità.

L’importanza di conoscere e annunciare il mistero della Santissima Trinità ci è stata confermata dall’Angelo di Fatima che nell’ottobre del 1916 insegnò ai tre pastorelli questa preghiera: “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi, delle indifferenze da cui Egli medesimo è offeso. Per i meriti infiniti del suo Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria io Vi domando la conversione dei poveri peccatori.


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Non c’è mistero tanto nascosto quanto la Santissima Trinità, ma nessuna altra verità merita di essere conosciuta pubblicamente. Tutti la devono conoscere, nessuno la deve ignorare.

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