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La Santa Messa: un Sacrificio di Ringraziamento (Parte II)

Liturgia13 Gennaio 2022
Testo dell'audio

Anche i benefici naturali di Dio sono preziosi, ma molto di più sono quelli soprannaturali, in quanto tutto ciò che è desiderabile non può essere paragonato ad essi (Pr 8, 11). Dio ci concede questi doni, non come se il loro conferimento fosse in qualche modo a Suo vantaggio – poiché Egli è, infatti, in Sé infinitamente ricco e felice, – ma per renderci felici nel tempo e beati nell’eternità. Quanto sono abbondanti, durevoli e salutari per noi questi eccellenti doni di Dio! “Dio che non ha risparmiato neppure il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi; come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?” (Rm 8, 32.) I giorni della nostra vita sono come una ghirlanda rivestita interamente di grazie e benefici dall’amore divino. Come pesci nelle onde dell’oceano, così siamo immersi nei favori divini; sarebbe più facile contare le stelle del cielo, i fiocchi di neve in inverno, che enumerare le benedizioni di ineffabile dolcezza con cui Dio ci previene (Sal 20, 4). Come il sole non manca mai di gettare i suoi raggi sulla terra, come la primavera incessantemente sgorga dalle profondità della terra, così anche il torrente di divina bontà e liberalità non cesserà mai di fluire.

Il valore di questi benefici è grandemente accresciuto dall’infinita dignità e maestà, come pure dall’incommensurabile bontà e misericordia del Divino Donatore. L’amore più puro, disinteressato e benevolo di Dio è la fonte da cui tutti questi beni indescrivibili fluiscono verso di noi. “Con un amore eterno” dice il Signore “ti ho amato; per questo ti ho attirato, avendo pietà di te” (Ger. 31, 3). San Paolo dice che Dio ci ha sopraffatto con doni celesti “a causa della sua suprema carità” (propter nimiam caritatem suam – Ef 2,4).

Che cosa siamo noi, poveri, fragili, miserabili e peccatori, perché l’Altissimo si ricordi di noi, volga il suo cuore verso di noi e ci visiti con la sua grazia? (Sal. 8, 5). Infatti, per colpa nostra spesso ci siamo resi indegni dei Suoi benefici.

Ogni volta che rifletto con calma e seriamente su tutto ciò che Dio ha fatto per me, devo esultare d’amore riconoscente ed esclamare: “Che cosa renderò al Signore per tutti i benefici che mi ha fatto?” (Sal 115, 3). Anche se mi consacro interamente a Lui con tutto ciò che sono e tutto ciò che ho, i miei beni, il mio stesso sangue, il mio corpo, la mia anima: come può questo essere un degno rendimento per i Suoi benefici?  (Giobbe 12, 2 [sic!]). Come può un dono terreno, un ringraziamento finito, bastare a superare e a ripagare adeguatamente i doni infinitamente preziosi di Dio? Signore, io non sono degno della minima delle Tue misericordie (Gen 32, 10), e non sono in grado di offrirTi il dovuto ringraziamento per il Tuo sconfinato amore e liberalità.

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