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La pratica della presenza di Dio

Spiritualità29 Maggio 2018
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

La pratica della presenza di Dio è una forma di preghiera che si compie nel corso di tutte le attività della vita. In quanto ha come oggetto la presenza di Dio, in quanto è semplice come preghiera e richiede sforzo da parte del soggetto, è una forma di contemplazione attiva.

a) Modi della Presenza Divina

Questa pratica si giustifica teologicamente col fatto della presenza di Dio in ogni luogo e nell’anima in particolare. Dio è presente in ogni luogo in tre modi: mediante la Sua Potenza, mediante la Sua Conoscenza e mediante la Sua Essenza.


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Lui è Onnipresente mediante la Sua Potenza perché ogni cosa è sottomessa al Suo dominio; Lui è Onnipresente mediante la Sua Conoscenza perché ogni cosa è aperta ai Suoi occhi; e Lui è Onnipresente mediante la Sua Essenza in quanto è la causa dell’esistenza di ogni cosa ed è presente in ciò che c’è di più intimo in ogni cosa: cioè nel suo essere.

Quanto a questo ultimo modo di onnipresenza, si può dire che Dio esista in ogni cosa o, più giustamente, che ogni cosa esista in Dio, perché Dio possiede la realtà più grande o piuttosto è l’unica realtà. ‘In ipso enim vivimus, movemur et sumus’ (Atti degli Apostoli, 17).

Ma, oltre ad essere presente in questo modo naturale, Dio è presente nell’anima anche in modo sovrannaturale, quando essa è nello stato di Grazia. Questa presenza è nientemeno che la dimora della Santissima Trinità nell’anima, come dice il Signore nel Vangelo di san Giovanni (14.23): ‘Se uno Mi ama, osserverà la Mia parola e il Padre Mio lo amerà e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui’.


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b) La natura di questa pratica

La presenza di Dio in ogni luogo, e soprattutto nell’anima in stato di Grazia, costituisce la base della pratica della presenza di Dio. Questa pratica consiste in un rapporto con Dio di conoscenza e amore. Così Dio diviene presente all’anima anche in quanto conosciuto ed amato: come ‘Conosciuto nel conoscente ed Amato nell’amante’.

La pratica consiste in un’‘attenzione’ verso Dio, un’‘attenzione affettuosa’ verso Dio o ‘una vista semplice ed affettuosa’ di Lui. Per mantenere questa attenzione in modo costante possono servire strumenti di mortificazione come il cilicio, ma solo su consiglio del padre spirituale.


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Nel caso dell’attenzione semplice, si tratta unicamente di un atto costante di volontà, che nel caso dell’attenzione affettuosa è informato da affetto o desiderio.

Sant’Agostino, commentando la parola del Salmo: ‘Signore, tutto il mio desiderio è davanti a Voi’, scrive: ‘Il vostro desiderio è la vostra preghiera; ed un continuo desiderio rende la preghiera continua. In effetti, non è invano che l’Apostolo ci dice di pregare incessantemente. Pieghiamo le ginocchia o leviamo le mani senza posa? La preghiera fatta in questo modo, senza interruzione, è cosa impossibile. Ma c’è un’altra preghiera interiore, che è il desiderio. Se non volete cessare di pregare, non cessate di desiderare: il desiderio è un linguaggio continuo. Voi non direte nulla, se cessate di amare. La fiamma dell’amore è il grido del cuore. Se l’amore arde sempre, voi gridate sempre, sempre desiderate’.

San Giovanni della Croce (Cantico Spirituale, strofa 11) parla di quella presenza sovrannaturale di Dio, che suscita nell’anima l’affetto spirituale e spiega come in numerose anime devote Dio faccia sentire la Sua presenza in molte maniere, ricreandole e recando loro diletto e gioia.

Vediamo dunque come la pratica della presenza di Dio si possa compiere sempre, in conformità all’invito del Signore di pregare sempre. Questo viene espresso in una riga di poesia della Beata Elisabetta della Santa Trinità (nella foto): ‘Car mon coeur est toujours avec Lui’ (‘poiché il mio cuore è sempre con Lui’); e viene espresso altrettanto bene nella vita del frate Lorenzo della Resurrezione, carmelitano, che poteva godere sempre della presenza del Signore come se fosse davanti al tabernacolo anche durante i suoi lavori rumorosi nella cucina del convento. Questo frate, infatti, ha reso famosa la pratica nel suo libro sulla presenza di Dio.

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