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La “Nzegna”

Tesori d'Italia27 Marzo 2021
Testo dell'audio

Attorno al secolo IX ad un anziano di Conversano, da molto tempo malato, apparve in sogno la Madonna con Gesù, che teneva sulla mano un uccello vivo. Maria gli disse che, per recuperare la salute, avrebbe dovuto raggiungere le terre di Carovigno verso il colle del Belvedere e lì cercare l’immagine che la ritraeva. Partito con familiari e servi, dopo un lungo e faticoso viaggio, l’uomo raggiunse finalmente la zona indicatagli. Pensando che qui fosse già diffusa la devozione alla Madonna, chiese come giungere nel punto preciso, ma gli abitanti del luogo risposero di non averne mai sentito parlare e di conoscere solo una contrada col nome di Belvedere, destinata al pascolo degli animali.

Quando decisero di rinunciare e di tornare indietro, alcuni mandriani gli chiesero il favore di dar loro una mano per recuperare una vacca caduta in un roveto; dopo aver liberato il terreno da erbacce e cespugli spinosi con ogni strumento a disposizione, videro la povera bestia inginocchiata dinanzi all’icona della Vergine, nascosta in un luogo profondo ed oscuro, una specie di caverna. Il malato si fece calare all’interno e riconobbe l’immagine apparsagli in sogno… era proprio lei, la Madonna del Belvedere! Genuflessosi dinanzi all’immagine, dopo averla intensamente pregata, venne guarito. Esultando di gioia, comprò la vacca, ornandola con ghirlande, fiori e monili.

Tornati a Carovigno, il suo giullare sventolò in aria una bandiera multicolore, confezionata in modo rudimentale (da cui la “Battitura della ‘Nzegna”, che avviene ancora oggi il lunedì, il martedì e il sabato dopo Pasqua), per rendere pubblico l’avvenimento; quanti vi accorsero, lodarono anch’essi l’Onnipotente, che per mezzo di Maria concesse la grazia. Poi la vacca (denominata “la vaccaredda di la Madonna” ovvero il “vitellino della Madonna”) venne uccisa per preparare un grande banchetto, a cui partecipò l’intera popolazione. Non appena si seppe del ritrovamento, iniziarono i pellegrinaggi in loco, soprattutto nel periodo delle due guerre mondiali, per chiedere protezione per i propri cari impegnati al fronte. Numerosi i prodigi registrati dalle cronache, tra i quali la liberazione di persone possedute ed afflitte da spiriti infernali, la guarigione di malati insanabili, la liberazione dei cristiani dalla mano dei Turchi.

San Pio X, per accrescere sempre più la devozione dei fedeli, assegnò l’indulgenza plenaria con la remissione dei peccati, applicabile anche alle anime del Purgatorio, per quei fedeli, che, veramente pentiti, confessati e comunicati, visitassero il Santuario nei giorni della festa dell’Immacolata Concezione e dell’Assunta, nonché nel secondo giorno dopo la Pasqua di Resurrezione oppure in uno dei sette giorni che immediatamente seguono la Pasqua.


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Nel Lunedì dell’Angelo, i neofiti dell’antica chiesa cristiana, vestiti di bianco, visitavano i luoghi di culto della città e, avviandosi verso le campagne, consumavano il pranzo, condividendolo con i più poveri. Dopo la celebrazione festiva in onore della protettrice del paese, ieri come oggi, la si porta in processione e poi si procede allo sventolamento della bandiera. Il martedì, invece, la cerimonia della ‘Nzegna inneggia all’antico rito della maternità divina di Maria, ricordato nei santuari mariani bizantini. Il sabato da tutti i paesi limitrofi, a piedi, una folla di fedeli raggiunge il Santuario del Belvedere, pregando e invocando grazie e pace. Dopo la S. Messa si forma un corteo, preceduto dai battitori ed accompagnato dalla banda musicale locale, che porta in processione il quadro della Madonna, per far ritorno sul piazzale del Santuario.

Subito dopo, ricevuta la sacra benedizione, nelle campagne vicine e nell’adiacente pineta si consuma il pasto preparato il giorno precedente. C’è chi, sotto gli alberi degli ulivi, prepara sulla brace ardente il capretto locale, gli gnummarieddi (involtini di fegato, carne, prezzemolo, formaggio pecorino ed altro), il tutto accompagnato dal rosso vino di Carovigno. Una festa religiosa e campestre ad un tempo. Dopo il tramonto, si compie un’altra visita all’immagine della Madonna.

Questo testo di Cinzia Notaro è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it


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