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La natura dell’amore

Spiritualità02 Gennaio 2018
Radio Roma Libera - La natura dell'amore
Testo dell'audio

I) La Carità di Dio

Per meglio comprendere l’amore umano, iniziamo col considerare quell’amore perfetto che è l’amore di Dio. San Giovanni ci dice nella sua Prima Lettera (4, 8) che «Dio è amore». Ciò può essere inteso nei termini seguenti: il Padre ama il Figlio, il Figlio ama il Padre e lo Spirito Santo è il loro atto unito di amore. Due caratteristiche degne di nota di questo amore sono che esso è donazione di sé ed unitivo.

Riguardo all’amore di Dio per l’uomo, san Giovanni ci dice nel suo Vangelo (3, 6) che «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio Unigenito: chiunque crederà in lui non perirà, ma avrà la vita eterna». Qui ancora l’amore di Dio è manifesto sia come donazione di sé, dal momento che nella Persona del Figlio dà Sé Stesso per l’umanità, sia come unitivo, dal momento che così facendo egli unisce Sé Stesso con l’umanità.

Una terza caratteristica dell’amore qui descritto è quella che potremmo chiamare la sua fecondità o promozione di un bene, in questo caso la vita eterna. La fecondità dell’amore è più evidente dove l’oggetto dell’amore sia l’essere creato, che esprime la volontà di Dio nell’atto stesso dell’esistenza e nel perseguimento del suo fine.

II) La Carità dell’uomo

L’amore dell’uomo per Dio nel Paradiso è una condivisione dell’amore di Dio per Sé Stesso. È quindi una donazione di sé e un amore unitivo. È anche un amore fecondo per quanto riguarda l’uomo perché esso costituisce l’ottenimento da parte dell’uomo del suo fine ultimo. In un senso esteso è un amore fecondo anche per quanto riguarda Dio, non tanto perché dà qualcosa a Lui Il Quale già possiede – ed inoltre è – la somma delle perfezioni, ma perché esso incrementa la gloria externa di Dio. Esso magnifica Dio come nelle parole della Beata Vergine Maria e di san Giovanni il Battista magnificat, magnificari. Esso compie il proposito che Dio ebbe nel creare l’universo: la comunicazione della Sua bontà e la manifestazione della Sua gloria nella creazione.


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L’amore fin’ora descritto – l’amore di Dio per Sé stesso, l’amore di Dio per l’uomo, l’amore dell’uomo per Dio nel Paradiso – è conosciuto come “Carità”. Questo amore è soprannaturale. Per l’uomo è una partecipazione all’amore e alla vita di Dio, una partecipazione che è possibile solo per mezzo della Grazia soprannaturale. Senza questa Grazia è impossibile per l’uomo amare con un amore di Carità. Questo amore è possibile nel mondo presente oltre che in Paradiso e ha come suoi oggetti: Dio o il prossimo per amore di Dio.

L’amore per Dio comprende gli atti diretti di amore per Dio come gli atti di adorazione, oltre a tutte le azioni dell’uomo quando siano compiute per Dio, per amore di Dio: per la gloria di Dio (1Cor 10, 31), verso Dio (Col 3, 23), nel nome di Dio (Col 3, 17): «Tutto ciò che fate in parole e opere fatelo nel nome del Signore Gesù Cristo»; l’amore del prossimo include l’amore per i nemici. La Carità trasforma le opere che accompagna, le eleva al livello divino. Come tutte le realtà rivelate da Dio, la Carità può essere compresa solo in un senso limitato. Essa non può essere compresa dalla filosofia e per questo non è un suo oggetto.

Per commentare le tre caratteristiche generali dell’amore annotate sopra, si potrebbe aggiungere, nel caso della Carità dell’uomo sulla terra, che:


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  1. è caratterizzata dal dare, dal momento che essa consiste nelle azioni compiute per amore di Dio;
  2. è caratterizzata dall’unione con Dio, dal momento che essa è una condivisione dell’amore e della vita di Dio.

Essa è feconda per l’agente nel farlo avanzare verso il suo fine ultimo; è feconda per il prossimo o nel promuovere direttamente il suo fine ultimo o indirettamente in quanto gli porta la felicità e la pace, che sono le migliori condizioni per avanzare verso il fine ultimo.

In Paradiso, nella visione beatifica, l’uomo vedrà Dio per come Egli è in Sé stesso secondo il Suo ineffabile modo di essere: sicuti est (1Gv 3, 2). Quindi amerà Dio per come Egli sia in Sé stesso nella Carità.

Ora, il fondamento per la conoscenza e l’amore di Dio da parte dell’uomo nell’aldilà è la radicale orientazione del suo intelletto a Dio come Essere sotto l’aspetto del Vero, e la radicale orientazione della sua volontà a Dio come Essere sotto l’aspetto del Bene.


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Riguardo a questo mondo, queste orientazioni radicali costituiscono parimenti i fondamenti per la conoscenza di Dio come Vero e come Bene da parte dell’uomo alla luce della sola ragione (sebbene indebolita dal Peccato originale); ed altrettanto per la conoscenza umana di Dio come Egli è in Sé stesso (in se ipso) tramite la fede e inoltre per l’amore umano per Dio come Egli è in Sé stesso tramite la Carità.

L’amore dell’uomo per il Bene in tutte le sue rappresentazioni e per Dio come Bene, è conosciuto come amore razionale. Esso è un amore puramente naturale e si distingue come tale dal suo amore soprannaturale per Dio nell’ordine della Carità.

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