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La dignità soprannaturale dell’uomo

Spiritualità13 Gennaio 2018
Radio Roma Libera - La dignità soprannaturale dell'uomo
Testo dell'audio

Mentre la dignità naturale deriva dall’attitudine naturale dell’uomo a conoscere ed amare Dio come Essere sotto l’aspetto del Vero e del Bene, vi è un’ulteriore forma di dignità accessibile all’uomo che è di natura soprannaturale e che deriva dalla conoscenza e dall’amore attuali dell’uomo per Dio in conformità con la Grazia soprannaturale.

Ora il primo modo nel quale san Tommaso intende che l’uomo sia ad immagine di Dio risiede nella sua attitudine a conoscere e amare Dio; il secondo modo risiede nella sua conoscenza e amore attuali o abituali di Dio.

San Tommaso descrive il secondo modo come segue: in quanto l’uomo attualmente o abitualmente conosce e ama Dio, sebbene imperfettamente, e questa immagine consiste nella conformità alla grazia. La prima si trova in tutti gli uomini, la seconda solo nei giusti, la terza solo nei beati.

Sottolineiamo il fatto che la dignità derivante dalla conoscenza e dall’amore attuali per Dio in conformità alla Grazia soprannaturale non è propria di tutti gli uomini, ma solo dei fedeli che sono giusti: è la dignità posseduta dal santo e non dal peccatore e posseduta in un grado più alto da un uomo più santo rispetto ad un uomo meno santo. Possiamo chiamare questa seconda forma di dignità “la dignità soprannaturale dell’uomo”.


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Ora, il Peccato originale ha portato alla perdita della Grazia santificante e dei doni dell’integrità ed è stato ereditato da tutti i figli di Adamo. Comunque è possibile sradicare il Peccato originale, nel suo senso più stretto, come mancanza della Grazia santificante, per mezzo della Giustificazione.

La Giustificazione è un passaggio da quella condizione nella quale l’uomo è nato, figlio del primo Adamo, allo stato di Grazia e di adozione tra i figli di Dio attraverso il secondo Adamo, Gesù Cristo, nostro Redentore.

La Giustificazione in senso negativo è lo sradicamento del peccato; mentre nel senso positivo è la soddisfazione e il rinnovamento dell’uomo interiore.


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La Giustificazione è effettuata per infusione della Grazia santificante nell’anima dei fedeli attraverso il sacramento del Battesimo.

Il Concilio di Trento cita l’avvertimento contenuto nel Vangelo di san Giovanni, 3, 5: «Nessuno può entrare nel Regno dei Cieli se non rinasce dall’acqua e dallo Spirito Santo». La fede che è richiesta per la Giustificazione nel caso del bambino piccolo è la fede della Chiesa, mentre nel caso degli adulti è una ferma accettazione delle verità divine della Rivelazione sull’autorità di Dio rivelante e le opere buone che procedono da questa fede, come il timore di Dio, la speranza, l’amore per Dio, il dolore e la penitenza.

Se l’uomo perde la Grazia santificante a causa del suo peccato attuale, la può riacquistare attraverso il sacramento della Penitenza: egli riacquista la Grazia, gli è perdonato il peccato e così assume di nuovo la dignità di figlio di Dio. È questa dignità soprannaturale di adozione per mezzo del Battesimo alla quale si riferiscono le seguenti parole di san Leone (nella foto): «Riconosci, o cristiano, la tua dignità e prendi parte alla natura Divina, non ritornare ad una condotta depravata, alla tua miseria antica»; e nelle parole di san Giovanni Crisostomo: «[L’Apostolo] afferma che se, essendo battezzato, non ti lasci guidare dallo Spirito, tu perdi la tua dignità con la quale fosti onorato e avesti il privilegio dell’adozione».


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