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Il Santo Sacrificio della Messa – la Scuola e la Fonte da cui La Vita Cattolica riceve il suo Spirito di Sacrificio – 5 parte

Liturgia01 Dicembre 2022
Testo dell'audio

 

Il Sacrificio Eucaristico è la corona più gloriosa della grande opera di salvezza e, allo stesso tempo, il memoriale vivente di tutti i misteri di Cristo. Tutto ciò che è misterioso e divino, maestoso e sublime, toccante e commovente, beato e consolante, istruttivo e edificante, nella religione, nell’Incarnazione, nella Chiesa Cattolica e nel suo anno santo, tutto questo è unito e racchiuso nella liturgia della Messa come in un punto focale. Chiunque lo consideri devotamente nello spirito di una fede viva non può non crescere robusto e aumentare in virtù e meriti. 

Soprattutto, il Sacrificio Eucaristico porta vividamente davanti alla mente la passione e la morte di Cristo, il Dio-Uomo. Tra le gioie del Natale e il trionfo della Pasqua, il Monte Calvario con la sua eterna serietà rimane il punto centrale di ogni celebrazione sacrificale; il Confiteor e il Kyrie eleison non sono mai soppressi dalla Messa con il canto dell’Alleluia. Ne consegue che i fedeli che ascoltano la Messa dovrebbero, soprattutto, soffermarsi devotamente e venerare la passione e la morte di Gesù. Non c’è tempo più appropriato per questa devota meditazione che il tempo sacro della Messa, quando l’Agnello di Dio è misticamente immolato davanti ai nostri occhi. 

Certamente non è difficile durante la celebrazione della Messa mettersi sotto la Croce e abbracciarla; per i paramenti del sacerdote, il crocifisso sull’altare, i tanti segni della Croce, la mescolanza dell’acqua e del vino, gli elementi separati di pane e vino, l’elevazione delle offerte sacrificali, lo spezzare l’Ostia, i diversi andirivieni e movimenti del celebrante all’altare, in breve, l’intero rito della Messa rappresenta i vari misteri della passione, ricordandoci quali numerose e amare sofferenze Cristo ha sopportato per noi, dando la Sua vita e morendo la morte più crudele per noi. Ad ogni Messa poniti in spirito ai piedi della Croce con l’addolorata Madre di Dio, con il discepolo verginale S. Giovanni e la penitente S. Maddalena, e là si rappresenta per te il prezioso Sangue di Gesù che scende su di te, pensa ai dolori e alle ferite di Gesù, all’aceto e al fiele, ai chiodi e alla lancia; e come puoi rimanere freddo e indifferente?

Al pensiero di tali terribili misteri che si compirono sul Monte Calvario – anche per il tuo bene – e che sono misticamente rinnovati sull’altare, non dovrebbe la tua anima tremare di santo timore, e il tuo cuore essere infiammato di amore, pentimento e gratitudine? Nelle ferite e nei dolori di Gesù ci sono innumerevoli rimproveri per la nostra codardia e accidia al servizio di Dio, per l’incostanza della nostra volontà, per la nostra avversione alle prove, privazioni e umiliazioni. “Ogni giorno la Santa Messa mostra davanti ai nostri occhi l’albero della Croce con le braccia alzate in alto, i suoi rami avvizziti che portano il dolce frutto del Corpo di Cristo. Il monte Calvario si stende sopra l’altare davanti ai nostri occhi, e la coppa del calice riceve nuovamente il Sangue di Gesù Cristo. 

Pochi, però, assistettero alla Messa cruenta che Gesù Cristo, il Sommo Sacerdote, celebrò Egli stesso visibilmente sull’altare del Calvario; ah, meno ancora stavano là a partecipare delle benedizioni che procedevano dalla Croce. In quel tempo in cui gli uomini vennero meno, la natura stessa eseguì i riti funebri per Lui. La terra tremò, come se si muovesse con compassione, le rocce si spaccarono. La rottura delle rocce rintoccò la Sua campana. Lo splendore del giorno si velò nell’oscurità universale, tende scure vennero appese davanti al tempio luminoso della creazione, e il sole nascose il suo volto, unendosi alla processione funebre. 

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