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“Il Santo Sacrificio della Messa – Dal punto di vista dogmatico, liturgico e ascetico”. Ad uso del clero e dei laici – Cap. 26 – L’altare cristiano – I parte

Liturgia18 Gennaio 2024
Testo dell'audio

Il Sacrificio deve essere offerto in un luogo; per la celebrazione degli adorabili misteri del Corpo e del Sangue di Cristo, un luogo santificato è indubbiamente appropriato. Chiese e cappelle dedicate costituiscono il luogo più remoto del sacrificio; il luogo più prossimo del sacrificio è l’altare consacrato. Con un permesso speciale, la Santa Messa può essere celebrata all’esterno di un santuario, ad esempio all’aria aperta, nelle case, nelle prigioni. 

D’altra parte, sarebbe permesso con maggiore difficoltà celebrare senza un altare consacrato, e ciò solo eccezionalmente e per estrema necessità. Se la parola altare è intesa in un senso più ampio, e designa, in generale, un luogo sul quale sono deposte le Specie Eucaristiche, allora è evidente che la Messa non può mai e da nessuna parte essere celebrata senza un altare. Così nel caso del martire Luciano di Antiochia († 312) che ha usato il proprio seno come altare su cui offrire la Santa Messa. Poco prima della sua morte, nella festa dell’Epifania, celebrò la Santa Messa in presenza dei cristiani imprigionati; poiché lì non c’era altare, disse: “Il mio petto è l’altare, e voi che mi circondate siete il tempio”. 

Poi offrì il Santo Sacrificio sul suo petto, e poi diede la Santa Comunione a coloro che erano intorno a lui. – Poiché l’altare è così intimamente connesso con l’azione sacrificale, lo vediamo riferito nella storia prima che si faccia menzione di un tempio; solo dove non c’è sacrificio, non si può nemmeno parlare di un altare. Qui considereremo principalmente le caratteristiche liturgiche più importanti dell’altare. 

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