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Il ringraziamento eucaristico

Spiritualità26 Maggio 2018
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

Osserviamo innanzitutto come il termine ‘Ringraziamento’ venga utilizzato in modo generico per le preghiere personali dei fedeli dopo la Santa Comunione: queste preghiere vengono tradizionalmente considerate come ringraziamento per la Santa Comunione ricevuta, anche se non lo sono formalmente o esplicitamente, perché possono essere preghiere di qualsiasi tipo: preghiere vocali come i salmi particolari previsti dalla Chiesa per questo scopo oppure la contemplazione.

Dopo aver preparato la casa della nostra anima per il Signore, sulla preghiera mentale, come accoglieremo il Signore? Quando il Signore viene a me nella Santa Comunione ‘Lo accolgo modestamente e mi metto ai suoi piedi per adorarLo, se non altro per educazione’, dice Padre Manelli: quando si riceve un ospite, ci si intrattiene e ci si interessa a Lui. Se poi questo ospite è Gesù, devo consacrarGli tutta la mia attenzione e tutto il mio cuore.

Santa Teresa d’Avila raccomanda alle sue figlie: ‘Tratteniamoci amorevolmente con Gesù e non perdiamo l’ora che segue la Comunione, è un tempo eccellente per trattare con Dio, poiché sappiamo che Gesù buono resta in noi fino a quando il calore naturale non ha consumato gli accidenti del pane. Dobbiamo aver grande cura di non perdere una così bella occasione per trattare con Lui’.


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Presentiamo adesso tre modi di accogliere il Signore, esposti da san Pier Giuliano Eymard. I modi sono: la conoscenza, l’amore e l’adorazione eucaristica. Abbiamo già mostrato che la conoscenza e l’amore caratterizzano la preghiera mentale. Le citazioni seguenti mostreranno come la preghiera mentale in questione sia quella contemplativa. Abbiamo appena visto come l’adorazione eucaristica assuma, anch’essa, una forma contemplativa.

I) La Conoscenza

Il santo scrive: ‘Nella Comunione godiamo di Nostro Signore in Nostro Signore medesimo, perché abbiamo così le più intime relazioni con Gesù e ne riceviamo la vera e profonda conoscenza di quel che Egli sia; là Gesù si manifesta a noi per quanto sia possibile quaggiù’. Allora si può dire con un gran santo: ‘Conosco la verità di Gesù Cristo, la Sua esistenza, le Sue perfezioni, più per mezzo di una sola Comunione, che mediante tutti i ragionamenti possibili’.


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II) L’Amore

Quanto più vi comunicherete, tanto più s’infiammerà il vostro amore, si dilaterà il vostro cuore e il vostro affetto si farà più tenero e ardente, perché il Suo focolare sarà più acceso. Gesù depone in noi la Sua grazia d’amore; Egli Stesso viene ad accendere nei nostri cuori il focolare dell’incendio, lo attizza con le frequenti Sue visite e ne espande la fiamma divorante. Egli è veramente il carbone ardente che ci infuoca: ‘carbo qui nos inflammat’ (san Giovanni Crisostomo, nella foto).

Non cercate tanto di fare atti di questa o di quella virtù. Fate crescere Gesù in voi, dilatatevi, unitevi con Lui. Sia Egli il tesoro da far valere spiritualmente e raddoppierete i vostri guadagni, perché il vostro talento sarà raddoppiato’.


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Ricevete Nostro Signore e conservateLo il più che potete, facendoGli in voi un gran posto. Dilatare Gesù in noi: ecco il perfetto esercizio dell’amore. L’amore penitente e sofferente è buono e meritorio, non c’è dubbio; stringe però il cuore e lo accascia col pensiero dei sacrifici da sopportare incessantemente. Qui, invece, il cuore si dilata nell’espansione più schietta ed intera: si apre e fiorisce’.

III) L’Adorazione

Accolto Gesù nel vostro petto, sul trono del vostro cuore, restate alquanto tutti raccolti senza far preghiere vocali: adorate in silenzio, prostratevi in spirito ai piedi di Gesù con Zaccheo, con la Maddalena, con la Santissima Vergine. ContemplateLo nell’ammirazione di tanto Suo amore. ProclamateLo Re del vostro cuore, Sposo della vostra anima ed ascoltateLo. DiteGli: “Parla, o Signore, ché il tuo servo ascolta”. Mettete il vostro cuore ai piedi del Divin Re; offrite la vostra volontà ad eseguire i Suoi ordini; consacrate tutti i vostri sensi al Suo divino servizio’.

Fissate il vostro spirito al Suo trono, affinché non si svii più, anzi, mettetelo sotto i Suoi piedi, affinché, premendolo, ne faccia uscire la vanità e l’orgoglio’; ‘Finché sentirete la vostra anima raccolta o calma nella Presenza di Nostro Signore, non disturbatela. È il dolce sonno dell’anima sul petto di Gesù: di questa grazia che la nutre e l’unisce sì dolcemente al Suo Diletto, essa profitta assai più che di qualunque altra pratica’.

Lungo il giorno siate come un vaso in cui fu versato un profumo prezioso, come un santo che avesse passato un’ora in Cielo. Non dimenticate la “regale visita” che vi ha fatto Gesù’.

L’adorazione fatta dopo la Comunione e sotto l’influenza della Sua grazia, non si contenta di sollevare la scorza, ma vede, ragiona, contempla i divini disegni. Scrutatur profunda Dei. Si va di chiarezza in chiarezza come in Cielo. Il Divin Salvatore ci si presenta sotto una luce sempre nuova e, sebbene il soggetto della nostra meditazione sia sempre Gesù vivente in noi, la meditazione non è mai la stessa. In Gesù ci sono abissi d’amore che bisogna scandagliare a fondo con una fede amante ed attiva. Ah, se osassimo scandagliare a fondo Gesù, come L’ameremmo! Ma l’apatia, la pigrizia si contentano delle nozioni ricevute, di punti di vista esterni.

La pigrizia ha paura di amare e questo lo si comprende, perché più si conosce con questa cognizione del cuore e tanto più ci si sente spinti ad amare’. ‘Prendete per Maestro Gesù Cristo Stesso! RiceveteLo dentro di voi, affinché diriga tutte le vostre azioni… È là, vivente, Gesù che contiene in Sé tutti i misteri: questi rivivono tutti in Lui con le loro grazie speciali. Datevi dunque a Gesù Cristo. Dimori Egli in voi. Allora porterete frutto abbondante secondo la Sua promessa: ‘Qui manet in Me et Ego in eo, hic fert fructum multum’: ‘chi si tiene in Me e colui nel quale Io mi tengo, questi porta gran frutto’ (Gv. 15.5).

***

Per concludere, citiamo dallo stesso libro qualche passo sulla gioia e la pace che seguono alla Santa Comunione. ‘L’anima umile e raccolta prova in sé un delizioso sussulto prodotto dalla Presenza di Gesù Cristo. Si sente dilatare sotto l’azione di questo Sole d’amore, gode di un benessere, di una agilità, soavità, forza d’unione, di adesione con Dio, che certo non vengono da lei stessa. Sente Gesù in tutto il suo essere, si considera come un paradiso abitato da Dio, che ella corteggerà, ripetendo tutte le lodi, i ringraziamenti e le benedizioni che gli Angeli e i santi cantano a Dio nella gloria. Beato momento della Comunione, che ci fa dimenticare l’esilio e i suoi dolori! O dolce riposo dell’anima sul Cuore stesso di Gesù!

Talvolta non avete alcun sentimento di gioia spirituale, fatta la Comunione. Aspettate: il Sole si nasconde, ma è dentro di voi e state sicuri che Lo sentirete quando sarà necessario. Che dico? Voi Lo sentite già. E non avete la pace, un desiderio di dar gloria a Dio sempre più? Ora non è questo il battito del Cuore di Gesù in voi?

In una parola, la Santa Comunione è Gesù Cristo Stesso. Secondo la giustizia, devo consacrarGli del tempo per conoscerLo, amarLo e adorarLo quando viene nel mio cuore; inoltre, Egli è la gioia e la pace stessa, per godere delle quali adeguatamente devo trattenermi con Lui in silenzio. L’unica cosa che devo fare io è un piccolo sforzo, un piccolo atto di generosità per superare la mia pigrizia, la mia impazienza, la mia routine. Quando l’avrò fatto, ne sentirò i benefici, sia durante il ringraziamento che dopo, nella mia vita intera, dove il Signore mi porterà sempre di più alla Carità, verso di Lui e verso i Suoi figli, e dove potrò sentire sempre più e più costantemente la dolce Presenza del buon Gesù nell’intimo del mio cuore. Amen.

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