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Il rapporto tra il Sacrificio della Messa e il Sacrificio della Croce (Parte IV)

Liturgia02 Settembre 2021
Testo dell'audio

La Santa Messa, di conseguenza, è un relativo Sacrificio che, come una copia vivente, rappresenta l’originale del Sacrificio della Croce. – Fra i due esiste la più perfetta unità (integrità), nella misura in cui consideriamo la Vittima e il Sacerdote; in quanto è Cristo che offre sull’altare il Suo Corpo e il Suo Sangue, di conseguenza, lo stesso dono che una volta Egli offrì sulla Croce. – Eppure, il Sacrificio della Messa e quello della Croce differiscono sotto diversi aspetti. La Chiesa dice che il modo e le modalità di offrire differiscono, ovvero, l’atto sacrificale è costituito in modo diverso.

Sulla Croce, il Sacrificio di Cristo consistette nell’offerta cruenta della Sua vita e del suo Essere divino ad una morte effettiva: sull’altare consiste anche nell’offerta della Sua santa umanità, ma in modo incruento, alla morte mistica sacramentale sotto le due specie Eucaristiche. – Sul Calvario Cristo offrì Se stesso nella sua propria forma naturale e umana, e senza l’assistenza di un sacerdote subordinato; Egli offre Se stesso qui sotto il velo del Sacramento e mediante il ministero di sacerdoti visibili. – Là la natura umana di Cristo era suscettibile di sofferenza e morte. – Il sacrificio della croce, quindi, è stato infinitamente doloroso.

Qui sul nostro altare la Sua natura umana è glorificata e immortale – il Sacrificio della Messa, di conseguenza, è un Sacrificio libero dal dolore. L’oggetto del Sacrificio della Croce era quello di ottenere il prezzo della redenzione del mondo; lo scopo del Sacrificio della Messa è quello di applicare al singolo uomo i tesori di grazia meritati e accumulati dal Sacrificio sulla Croce. – Con il Sacrificio cruento della Croce Cristo ha offerto, ma una sola volta, per acquisire un tesoro inesauribile di soddisfazioni e di meriti per la redenzione dell’uomo caduto; il Sacrificio incruento dell’Altare Egli lo offre spesso, per applicare a noi “i frutti del Sacrificio cruento della Croce in una misura più abbondante.” Sulla Croce si è aperta la fonte inesauribile della redenzione eterna; dall’altare essa riversa perennemente i suoi torrenti nei cuori degli uomini.

Né in mezzo alla gloria del cielo, né nel suo stato sacramentale Cristo può acquisire maggior merito, né Egli può soddisfare ulteriormente; per disposizione divina entrambi sono possibili solo in questa vita mortale, ovvero, fintanto che siamo pellegrini sulla terra. Il Sacrificio della Messa, dunque, trae la sua potenza ed efficacia, il suo frutto, dal Sacrificio della Croce, cioè la Santa Messa applica a noi le grazie e le benedizioni del Calvario. Sulla Croce e sopra l’altare, di conseguenza, vi è lo stesso frutto sacrificale; la distinzione consiste solo in questo, che nel primo è stato meritato, e in quest’ultimo viene applicato.


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