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Il Principato di Monaco, un piccolo grande Stato

Tesori del Mondo13 Luglio 2019
Testo dell'audio

Il motto della Casa regnante di Monaco è “Deo Iuvante” (“con l’aiuto di Dio”). Non a caso. Rappresenta un preciso programma di vita. Perché, anche ai giorni nostri, il Principato di Monaco non è solo un’economia prospera, un sistema fiscale favorevole, il debito pubblico assente. C’è molto altro: qui la religione cattolica è religione di Stato, il Principe è sovrano «per grazia di Dio», le Sante Messe vengono celebrate in nove lingue e non manca la celebrazione tridentina. Insomma, un mondo in buona parte ancora da scoprire.

Il Principato di Monaco è spesso oggetto d’interesse da parte della grande stampa, benché con un approccio spesso “politicamente corretto” ovvero critico verso il suo sistema fiscale oppure tale da accentuarne l’aspetto mondano o spettegolare su principi e principesse, le feste, il ballo della Croce Rossa e il Grand Prix di formula Uno. Non c’è, però, solo questo. Il Principato di Monaco è uno Stato di piccolissime dimensioni, è vero, ma con un proprio ruolo nel contesto internazionale. è prospero e, al di là del richiamo turistico e mondano, soprattutto si lavora. Ci sono oltre 52.000 salariati con circa 5.000 aziende su una popolazione residente di 38.400 abitanti (dati al 31 dicembre 2015).

Statua di Francesco Grimaldi, detto malizia: il primo Grimaldi che regnò su Monaco.

Dati utili

Alcuni dati possono essere utili, per capire meglio di fronte a quale realtà ci si trovi. La capitale è Monaco (Monaco-Ville). Vi sono due lingue: una ufficiale, il francese; l’altra nazionale, il monegasco, che è un antico dialetto ligure. Anche l’italiano e l’inglese sono comunque largamente utilizzati e parlati. Il sistema politico consiste in una monarchia ereditaria costituzionale. La Costituzione è stata promulgata per la prima volta nel 1911, poi ha subito modifiche nel 1962 e l’ultima revisione nel 2002 con un nuovo trattato stretto con la Repubblica Francese.

Situazione geografica

Il Principato di Monaco è un piccolo Stato sovrano (2,02 chilometri quadrati): si estende su una stretta striscia costiera di 3,5 chilometri di lunghezza. Si trova ai piedi delle Alpi del Sud, a soli 12 chilometri ad ovest dal confine italiano, è incuneato nelle Alpi Marittime francesi.


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La città-Stato è divisa in quattro quartieri: Monaco-Ville, la Rocca (che funge da capitale e dove ci sono il Palazzo, il Governo e la Cattedrale), La Condamine, il Porto, Monte-Carlo (dove ci sono le case da gioco e i grandi alberghi) e infine Fontvieille (un territorio a parte, strappato al mare negli anni Settanta).

Cultura e società

Monaco è famosa come un luogo da ricchi. In realtà, la maggior parte dei residenti monegaschi appartiene alla classe media. C’è davvero vita mondana, ma anche tanta attività culturale, perfino conferenze di cultura religiosa aperte a tutti, gallerie d’arte, mostre, presentazioni di libri, anche in italiano. Vi sono enti ed organizzazioni private che fanno beneficenza e prodigano aiuti indirizzati ai Paesi più poveri del Terzo mondo.

Il Principato di Monaco è uno Stato sociale, che si prende cura dei suoi – pochi – cittadini indigenti o portatori di disabilità. Il sistema pensionistico funziona e non esiste debito pubblico. La speranza di vita è di 85 anni per gli uomini, mentre per le donne di 87. A Monaco si vive bene e a lungo, più che in ogni altro posto al mondo.


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Potere politico

Il 17 dicembre 1962, con l’entrata in vigore della Costituzione, che ha modificato quella del 1911, Monaco è diventata una monarchia ereditaria e costituzionale, ma il Principe regnante conserva significativi poteri. Il potere esecutivo deriva dall’alta autorità del Principe, la cui persona è inviolabile (cfr. art. 3 della Costituzione), il che significa che nessuna azione legale può essere intentata contro di lui; è il Principe che nomina il Primo ministro, chiamato “Ministro di Stato”, monegasco o francese. Il potere legislativo viene esercitato congiuntamente dal Principe e dal Consiglio Nazionale (Parlamento), che dispone di 24 membri eletti a suffragio universale per cinque anni. Tuttavia, è il Principe sovrano che detiene l’iniziativa nella legislazione, per l’applicazione e la promulgazione delle leggi.

Il principe Carlo III fu il fondatore della città di Montecarlo.

Politica interna

Al momento sono tre le organizzazioni politiche presenti nel Consiglio Nazionale. Se ne parla poco, ma il confronto politico fra di loro è molto vivace: basti ricordare che ad ogni scadenza elettorale il gruppo di maggioranza viene scalzato da quello di minoranza; ad ogni elezione di solito c’è un “ribaltone”!

Tuttavia, la funzione principale di un partito politico nel Principato di Monaco non è quella di raggiungere il potere o il governo attraverso elezioni, bensì di contribuire alla gestione degli affari di Stato, approvare il bilancio e stimolare l’attività di governo attraverso una costante ricerca di consenso tra la volontà del Principe e le aspettative dei monegaschi. Solo i cittadini monegaschi hanno diritto di voto.


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I rapporti politici con la Francia sono definiti dal trattato del 27 luglio 1918 e dalla sezione 436 del trattato di Versailles del 18 giugno 1919, che stabilisce tra i due Paesi accordi bilaterali. Così, in cambio dell’impegno della Francia a difendere l’indipendenza e la sovranità del Principato e l’integrità del suo territorio, il governo monegasco si è impegnato ad esercitare i propri diritti in conformità con gli interessi francesi. Dopo la seconda guerra mondiale, poi nel 1951 e nel 1963, sono stati firmati nuovi accordi, al fine di apportare le modifiche necessarie alle nuove condizioni economiche e sociali.

La posizione di Monaco (enclave in territorio francese) giustifica l’unione monetaria tra i due Paesi (in vigore dal 1861). Tuttavia, un nuovo trattato firmato nel 2002 ha sostituito quelli precedenti ed ha avuto seguito nella Convenzione dell’8 novembre 2005, in parte perché il Principato di Monaco ha, nel frattempo, aderito al Consiglio d’Europa (5 ottobre 2004). A Monaco c’è anche il Consiglio comunale, regolarmente eletto a suffragio universale con Sindaco e giunta. Ha competenza per l’assetto urbanistico, fiere e mercati, attività ricreative e Feste nazionali.

Dal punto di vista fiscale, non vi sono imposte sul reddito delle persone fisiche e sulla proprietà. Vi è un’importante eccezione, che riguarda i Francesi, soggetti alle imposte del loro Paese qualora non possano giustificare cinque anni di residenza nel Principato, in base agli accordi sottoscritti il 13 ottobre 1962. Le imprese, che effettuino oltre il 25% del proprio fatturato fuori Monaco, sono soggette ad un’imposta sui redditi.

Religione

La religione cattolica è religione di Stato. Il Principe è sovrano «par la grâce de Dieu». Tuttavia la libertà di manifestare la propria religione viene garantita dalla Costituzione e molti culti sono presenti a Monaco con loro sedi: esistono la sinagoga e la chiesa anglicana, ma non la moschea. Il Principato di Monaco è sede di un arcivescovo, collegato con la Conferenza episcopale francese, ma che risponde direttamente al Papa. Ci sono 8 parrocchie, 29 preti, tre diaconi oltre naturalmente all’Arcivescovo ed al suo Vicario. Le Messe sono prevalentemente in francese, ma sono previste funzioni religiose regolari anche in italiano, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, filippino, croato e libanese-arabo (per i maroniti cattolici del Libano). Si celebra pure, una volta alla settimana, una Santa Messa in latino nella forma tradizionale preconciliare.

Alberto I di Monaco concedette una costituzione al Principato nel 1911.

Cittadinanza

Si diventa cittadini monegaschi per nascita da genitori monegaschi oppure per il conferimento della nazionalità da parte del Principe, sentito il parere del Consiglio della Corona.

Demografia ed economia

Il Principato di Monaco conta quasi 39.000 abitanti: il 28,4% di loro è francese, il 21,6% è monegasco, il 18,7% è italiano, il 7,5% è britannico; sono presenti, comunque, in tutto 128 nazionalità. La popolazione residente, pertanto, comprende una maggioranza di stranieri, in genere benestanti. Molti hanno scelto Monaco per il sistema fiscale favorevole e per la grande sicurezza: 110 carabinieri, 450 poliziotti ed un sistema di controllo capillare. Molte imprese straniere si sono insediate nel Principato per le stesse ragioni.

Va detto che gran parte dell’economia di Monaco si basa sul lavoro dei frontalieri, che vengono in gran parte dalla Francia (oltre 30.000), ma anche dall’Italia (3.500 persone). Ad ogni modo le attività prevalenti nel Principato sono la ristorazione e l’industria alberghiera.

Perfino in questi tempi difficili l’economia del Principato è prospera: la cifra d’affari è compresa fra i 14 e i 14,5 miliardi di euro all’anno, il bilancio dello Stato si piazza attorno ai 1.200 milioni di euro, il Pil è di quattro miliardi e mezzo. Non esiste debito pubblico. Qualche accenno in più nei riguardi del Monegasco, la lingua nazionale, quella degli avi: come detto, circa 5.000 persone la parlano o la conoscono a diverso livello di competenza. Si tratta di anziani e di studenti, che l’approfondiscono a scuola. Sono circa 1.400 gli studenti che ogni anno si presentano all’esame di Monegasco. Il Monegasco è un idioma genovese ancora in uso in Liguria; era stato considerato una lingua in via di estinzione nei primi anni Settanta, ma la sua introduzione nelle scuole lo ha riportato in vita. C’è una scuola serale dove viene insegnato agli adulti. L’inno nazionale è naturalmente in Monegasco, così come l’esortazione dei tifosi della squadra di calcio: “Daghé Munegù”.

Ranieri III, oltre che rendere famoso il Principato con le sue nozze con Grace Kelly, ne è stato il principale artefice dello sviluppo urbanistico ed economico.

Cenni storici

La storia del Principato è iniziata nel XIII secolo grazie ai Ghibellini di Genova: il 10 giugno 1215 i Ghibellini mettono la prima pietra della fortezza, che servirà come base per il Palazzo attuale. Per attirare la gente, i primi signori della Rocca concedettero ai nuovi arrivati preziosi vantaggi, quali concessioni di terra e l’esenzione fiscale.

Nel 1297, il guelfo Francesco Grimaldi detto Malizia, in conflitto con i Ghibellini di Genova, si impossessò della Rocca con un inganno. Iniziò da quella data la saga dei Grimaldi di Monaco. La storia è molto complessa, nel tempo i Grimaldi si imposero come Signori anche di Roccabruna e Mentone. Grazie alla protezione della Francia, evitarono di essere annessi dagli Stati italiani confinanti. Nel 1641 furono riconosciuti Prìncipi e godettero di grandi onori alla corte di Francia.

Durante la Rivoluzione francese e l’Impero il Principato di Monaco venne soppresso. Restaurato dopo il Trattato di Vienna del 1815 e in seguito posto sotto il protettorato del Regno di Sardegna, Monaco declinò, perse Mentone e Roccabruna, ma rinacque con la “scoperta” dei giochi e del Casinò, grazie al principe Carlo che nel 1865 creò Monte-Carlo, così chiamato in suo onore.

Dal 1861, dopo l’annessione di Nizza alla Francia, Monaco è diventato di nuovo un Principato indipendente sotto protezione francese. Il Principe Alberto I nel 1911 concedette una Costituzione. Da allora, vige una regola: in caso di estinzione della dinastia dei Grimaldi, la Francia annetterebbe il Principato come entità autonoma.

Il Principe Ranieri III (1923-2005) – che rese famoso in tutto il mondo il Principato di Monaco nel 1956 quando sposò l’attrice americana Grace Kelly (1929-1982) – succedette al nonno, il Principe Luigi II (1870-1949): dal 1949 fino al 2005, è stato lui il capo dello Stato, chiamato il “bâtisseur”, perché costruttore e promotore del grande sviluppo urbanistico del Principato. Nel 1993, Monaco è stata ammessa alle Nazioni Unite. Il Principato ha aderito al Consiglio d’Europa nel 2004. La sua moneta è l’euro, Monaco ha il diritto di coniare le proprie monete. Nel gennaio 1997 è stato celebrato il 700° anniversario della fondazione della monarchia.

Alla morte di Ranieri III, avvenuta il 6 aprile 2005, suo figlio Alberto gli è succeduto col nome di Alberto II. Queste informazioni sono necessarie per sottolineare che il Principato di Monaco è uno Stato vero a tutti gli effetti e possiede tutti i riconoscimenti internazionali.

Il principe Alberto II, figlio di Ranieri e Grace, regna dal 2005.

Le scuole

L’aspetto interessante è che i programmi scolastici danno grande importanza all’insegnamento delle lingue. Pur simili a quelli francesi, si differenziano perché includono lo studio della storia, le istituzioni del Principato di Monaco e la lingua monegasca. Infatti, per impedirne l’estinzione, le scuole primarie e secondarie sono ora tenute ad insegnare questa lingua, che può essere scelta come opzione all’esame di maturità. Vi è lo studio intensivo dell’inglese fin dalle prime classi e l’obbligo di studiare almeno un’altra lingua straniera, che di solito è l’italiano. Per gli alunni non di lingua materna francese sono previsti corsi speciali per portare rapidamente i non francofoni al punto da frequentare tutte le classi. Frequentano le scuole monegasche, dalle elementari ai licei, oltre 6.000 alunni. Il 13% sono italiani. Nel Principato esiste anche un istituto universitario (una business school), in lingua inglese, lo IUM (International University of Monaco).

Le prospettive

In questi ultimi anni, malgrado la generalizzata crisi economica, lo Stato monegasco continua ad investire nel proprio sviluppo; sono in corso grandi progetti, costruzioni di grattacieli ed estensione in mare, per dare più spazio ai monegaschi e ai nuovi residenti.

Ma la forza del Principato, la sua capacità di guardare oltre non sta tanto o solo nelle sue potenzialità economiche, bensì nella sua anima, rimasta profondamente radicata nella fede. Non a caso il motto della Casa regnante è, al tempo stesso, un programma di vita: “Deo Iuvante”, vale a dire “con l’aiuto di Dio”.

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Questo testo di Mauro Marabini è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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