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III Domenica dopo Pasqua

Omelie di un domenicano per l'anno liturgico08 Maggio 2022
Testo dell'audio

Perché Nostro Signore, in questa pericope evangelica, non risponde alla domanda degli Apostoli? Essi vogliono sapere cosa intenda dire con le parole ancora un poco. Dice anche di sapere che vogliono chiedere cosa intenda con quelle parole; tuttavia, invece di spiegare loro esattamente che cos’è questo ancora un poco, racconta loro la parabola della donna la cui ora del parto è giunta. Perché? 

Mi sembra che voglia insegnar loro anzitutto una legge; una legge che si può applicare in diversi modi. Questa è la legge secondo la quale, nel nostro mondo decaduto, la gioia duratura può essere ottenuta solo passando attraverso qualcosa di doloroso, ma che il dolore, per quanto grande possa sembrare quando è presente, apparirà leggero e breve una volta passato. È per insegnare agli Apostoli questa legge che il Signore, appena prima di andare incontro alla morte, usa l’immagine della nascita di un bambino.  

Questa legge si adempì nella vita degli Apostoli. Poco tempo dopo, meno di venti ore dopo che Cristo aveva pronunciato queste parole, non avrebbero più visto il Suo volto, poiché sarebbe stato nella tomba e la tomba sarebbe stata chiusa da una grande pietra. Piangerete e gemerete, mentre il mondo godrà. E trascorso ancora un po’ di tempo, dopo altre quarantotto ore, Lo avrebbero visto di nuovo, quando venne e stette in mezzo a loro nella stanza al piano di sopra, chiedendo se avessero qualcosa da mangiare. San Giovanni dice di questa occasione: I discepoli si rallegrarono quando videro il Signore. E nonostante tutto quel che accadde ai discepoli dopo di ciò, e dovettero sopportare molte tribolazioni, nessuno poté toglier loro questa gioia. 

La stessa legge si applica a tutta la storia della Chiesa. È un tempo lungo o breve quello che trascorre tra l’Ascensione di Cristo, quando la Chiesa non Lo vide più in forma corporea, e la Sua seconda venuta, quando tutte le genti, come dice il Vangelo, vedranno il Figlio dell’uomo venire con grande potenza e maestà? Sant’Agostino risponde a questa domanda e dice che la storia della Chiesa sembra lunga mentre si sta ancora svolgendo, ma quando sarà finita vedremo quanto è stata breve. Le persecuzioni che ora gravano sulla Chiesa, e le procurano dolore come quello di una partoriente, saranno allora dimenticate, o sembreranno qualcosa di brevissima durata. Ma soprattutto, dopo la Sua seconda venuta, Cristo dirà ai Suoi santi: Nessuno vi toglierà il vostro gaudio, poiché la morte, l’ultimo nemico, sarà stata distrutta. 

Ma nel frattempo, la stessa legge che ho citato si applica alla nostra vita. Come mai san Pietro ci dice di considerarci forestieri e pellegrini sulla terra? Sicuramente è perché come il viaggio di un pellegrino finisce presto, così la nostra vita passa presto. Questo è qualcosa di cui noi stessi diventiamo più acutamente consapevoli man mano che avanziamo negli anni. Se qualcuno qui presente ha raggiunto la mezza età e pensa agli ultimi cinque anni della sua vita, sentirà, ne sono certo, che questi anni sono passati molto più velocemente di quanto lo stesso lasso di tempo sia passato quando era ancora bambino. Anche se dovessimo vivere fino all’età di Abramo o di Matusalemme, nell’ultimo giorno della nostra vita sentiremmo senza dubbio che tutto è passato molto rapidamente. Questo è, ovviamente, un motivo per usare bene il nostro tempo e per imitare, ad esempio, santa Teresa di Lisieux, di cui si dice che odiasse sprecare un solo momento, sapendo che il tempo era il suo bene più prezioso; ma è anche una fonte di conforto, poiché, se siamo determinati a fare la Volontà di Dio, la nostra futura felicità non tarderà a venire. Così l’altra grande Teresa, la santa di Avila, disse che era sempre felice di sentire scoccare l’orologio, poiché le ricordava che era un’ora più vicina a essere, come dice san Paolo, con il Signore.

Certo, è naturale che l’uomo abbia un po’ paura della morte, ma sant’Atanasio, uno dei più grandi Padri della Chiesa, ci dice che per i cristiani la morte non è più qualcosa di terribile, poiché Gesù Cristo l’ha calpestata. Immaginate una sposa, nel giorno del suo matrimonio, che si prepara ad entrare in chiesa per unire la sua vita all’uomo che ama. Dovremmo considerarla sciocca se fosse riluttante a passare attraverso la porta della chiesa perché la porta ha un aspetto in qualche modo brutto o minaccioso. Allo stesso modo, il cristiano non deve aver paura di passare per la porta della morte, anche se ha un aspetto brutto, poiché è la via per unirsi alla Santissima Trinità. A volte, le persone sono oppresse dal ricordo dei peccati passati, anche quando sono stati perdonati. In tal caso, il sacramento della confessione è un rimedio utile; ogni volta che ci presentiamo davanti al sacerdote nel tribunale della confessione, è come un buon esercizio per il nostro giudizio particolare, quando, come dice san Paolo, ci presenteremo ciascuno davanti al tribunale di Cristo. 

Nostro Signore, quando Si preparò a morire, sembra che volesse indirizzare il pensiero degli Apostoli alla beata Vergine Maria. La donna, dice, allorché partorisce, è triste perché è giunta la sua ora. La Vergine Santissima era stata risparmiata dai dolori del parto quando nacque Cristo, poiché era libera dal peccato originale e dalle sue conseguenze. Ma ora è giunta la sua ora; la stessa ora di Cristo, che Egli ha menzionato in vari punti del Vangelo, cioè l’ora della Sua Passione. Il Signore, mentre dice queste parole, sa che Maria sarà lì, molto presto, ai piedi della Sua Croce, e che questa sarà l’ora della sua grande compassione. Il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria saranno come un unico fuoco di carità in cui Egli Si offrirà all’eterno Padre. E predice che la legge del dolore che si trasforma in gioia si adempirà in Lei; Maria è la donna che non si ricorda più dell’affanno, a motivo della gioia perché è nato al mondo un uomo. La mattina di Pasqua dimenticherà il suo dolore, perché suo Figlio sarà passato dalla condizione della nostra vita mortale all’immortalità, come in un nuovo mondo. 

Non possiamo immaginare quel nuovo mondo oltre la morte, non più di quanto un bambino nel grembo materno possa immaginare il mondo che lo attende fuori. Possiamo prepararci lo stesso? Sì, dice san Pietro, semplicemente aspirandovi mentre adempiamo, ciascuno di noi, i doveri particolari del proprio stato. Le parole di Cristo sono destinate anche a noi: vi vedrò di nuovo e il vostro cuore gioirà, e nessuno vi toglierà il vostro gaudio.

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