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II Domenica dopo Pasqua

Omelie di un domenicano per l'anno liturgico01 Maggio 2022
Testo dell'audio

Io sono il Buon Pastore, conosco le Mie pecore e le Mie pecore conoscono Me

Molte pericopi evangeliche iniziano con le parole: Gesù disse ai Suoi discepoli oppure alle folle. Quella di oggi è insolita, poiché inizia dicendo: In quel tempo, Gesù disse ai Farisei. Se la leggete nel contesto del Vangelo di san Giovanni, vedrete che viene immediatamente dopo che Nostro Signore ha dato la vista al cieco nato. In quell’episodio, i Farisei non si erano certo mostrati pastori del popolo. Un pastore deve fare soprattutto due cose: nutrire e proteggere. Lungi dal nutrire il cieco nato con un sano insegnamento, i Farisei avevano cercato di impedire la sua fedeltà a Cristo. Lungi dal proteggerlo, i Farisei lo avevano scomunicato dalla sinagoga, allontanandolo, per quanto era in loro potere, dal popolo eletto e dal suo culto.
È stato in questo momento terribile, quando le cose sembravano senza speranza, quando i pastori ufficiali in Israele si erano rivoltati contro coloro che Dio aveva loro affidato, che Nostro Signore Si rivela come il Buon Pastore. In effetti, usa un titolo divino. I Profeti avevano parlato del Signore come de il Pastore d’Israele (Sal 78,1) e avevano predetto che un giorno sarebbe venuto di persona per prendersi cura del Suo gregge. Riferendosi a Lui non semplicemente come ad un pastore tra gli altri, ma come al Buon Pastore – o, come potremmo anche tradurre dal greco, il Bel Pastore – Cristo rivela che queste profezie si sono ora adempiute.
In che modo il Buon Pastore esercita questi due compiti, che sono propri del pastore, cioè nutrire e proteggere? Tutto il Suo insegnamento è cibo per noi: non c’è parola di Cristo nel Vangelo che non possa nutrire la nostra anima se riflettiamo su di essa e chiediamo allo Spirito Santo di aiutarci a capirla. Ancor più, ci nutre con il mistero del Suo Corpo e del Suo Sangue. Il papa san Gregorio Magno, in un sermone che tenne sul nostro Vangelo nell’anno 591, ci dice che questo fa parte del significato delle parole: offro la Mia vita per le Mie pecore. Nostro Signore ha dato la Sua vita per le Sue pecore una volta, morendo sulla Croce; ma la dà per noi ogni giorno sugli altari della Sua Chiesa, facendo diventare la Sua vita il nostro nutrimento. Ecco perché il salmista profetizzò dicendo: il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla.
Ma come esercita Cristo il secondo ufficio di pastore, che è quello di proteggere il gregge dai lupi? Se guardiamo alla storia della Chiesa, potremmo essere inclini a dire: “A un buon numero di lupi è stato permesso di attaccare il Suo gregge!”. Non ci sono state solo tutte le persecuzioni provenienti dall’esterno, dai romani pagani del I secolo ai comunisti cinesi del XXI secolo; ci sono state, e ciò è anche peggio, tutte le eresie che sono sorte all’interno, da Simon Mago negli Atti degli Apostoli, che voleva acquistare e vendere i sacramenti, a tutti coloro che oggi vogliono cambiare il significato dei dogmi o abolire i dieci comandamenti. La storia della Chiesa spesso sembra poco più che una serie di depredazioni operate da un branco immortale di lupi.
È vero, ma il Buon Pastore non ha promesso che non ci sarebbero stati attacchi del genere, ma che Egli sarebbe stato sempre lì a respingerli. Nessun martire potrebbe resistere in tempo di persecuzione, nessuno dei fedeli potrebbe rigettare qualche plausibile eresia, se Cristo non fosse in loro, dando loro la forza di resistere. Per questo oggi san Pietro chiama Nostro Signore il Vescovo delle vostre anime. Come un vescovo sta nella sua cattedrale, così, se siamo in stato di grazia, Gesù Cristo dimora nelle nostre anime.
Inoltre, la divina Provvidenza pone dei limiti alla durata e all’estensione di una persecuzione o di un’eresia. Proprio come leggiamo nel libro di Giobbe che, quando Dio creò il mondo, pose dei limiti al mare e decretò fino a dove potesse arrivare sulla terra, così anche dall’eternità, per ogni persecuzione o eresia, ha già determinato fino a che punto le sarà permesso di abbattersi sulla Chiesa prima che Egli la fermi.
Ma c’è anche un altro modo in cui il nostro Salvatore agisce come Buon Pastore, ed è per mezzo degli altri pastori che Egli stabilisce per governare la Chiesa. Proprio come Egli è il Sommo Sacerdote in Cielo, ma agisce tramite i Sacerdoti che offrono sacrifici sulla terra, così Egli solo è il Buon Pastore, ma agisce quaggiù tramite i legittimi pastori. Deve essere così, poiché la Sua Chiesa non è una semplice moltitudine di pecore sparse per la terra, ma un solo gregge, o, come dice la Bibbia latina, un solo ovile. I protestanti nel XVI secolo tentarono di distruggere il gregge e i pastori nominati da Cristo; pensavano che sarebbe stato sufficiente – a questo scopo – dare a ciascuna pecora, per così dire, una Bibbia da leggere. Ciò, naturalmente, ha portato al caos. No, una religione divina richiede pastori con autorità divina: e questi sono i vescovi, che succedono agli Apostoli, purché restino uniti tra di loro e con il successore di Pietro.
Solo che, sebbene la loro autorità sia divina, questi pastori non sono essi stessi il Buon Pastore. A volte è successo, nella lunga storia della Chiesa, che un pastore non abbia nutrito o difeso il gregge come avrebbe dovuto. San Paolo dice al clero di Efeso che sa che, dopo che se ne sarà andato, i lupi sorgeranno tra di loro. Cosa devono fare i fedeli in tal caso? Nostro Signore ci dà la risposta quando dice: Io conosco le Mie pecore e le Mie pecore conoscono Me, come il Padre conosce Me, ed io il Padre, e offro la Mia vita per le Mie pecore. San Gregorio ci dice che Cristo aggiunge le parole “offro la Mia vita per le Mie pecore” per mostrare che qui la conoscenza in questione è la conoscenza che viene dalla carità. Cristo conosce i Suoi, in quanto li ama con una carità immensa, ed essi Lo conoscono poiché si uniscono a Lui per mezzo di questa stessa carità. I cristiani che sono uniti a Lui in questo modo non saranno mai scandalizzati, anche se per un po’ di tempo dovranno sopportare un pastore indegno. Coloro che amano sono al sicuro.
E ciò perché Nostro Signore ha infine promesso: Se uno entra attraverso di Me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Entrerà, dice san Gregorio, per la fede, ed uscirà per la visione; entrerà attraverso il battesimo nella Chiesa sulla terra, ed uscirà, con una buona morte, per entrare nella Chiesa del Cielo. E lì troverà i pascoli che il suo cuore desidera.

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