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I partecipanti ai frutti della Santa Messa – IV Parte

Liturgia09 Giugno 2022
Testo dell'audio

Quanto grande e inestimabile, in questo senso, è anche la felicità di essere della famiglia di Cristo e uno dei concittadini dei santi (Ef 2, 19), cioè un credente, figlio fedele e obbediente della Chiesa cattolica, nella comunione di grazia con Cristo! Chiunque rimanga un membro spiritualmente vivente della grande famiglia di Dio, sparsa su tutta la terra, può trarre la sua piena parte del flusso di benedizioni e di misericordie che quotidianamente si riversa sulla Chiesa da Messe innumerevoli. Ancora una volta, com’è consolante per il cuore il pensiero: anche se dovessi morire nel punto più isolato della terra, dimenticato da tutti, – la Santa Chiesa, mia Madre spirituale, non mi dimentica; perchè sopra migliaia di altari prega e offre per la mia povera anima anche il Prezioso Sangue Riconciliante di Cristo, lasciandolo scendere sulle fiamme del purgatorio per alleviare o abbreviare il mio doloroso esilio in quella dimora di sofferenza. 

  1. Non tutti i membri della Chiesa guadagnano nel medesimo modo e misura questo frutto sacrificale generale. Tra i fedeli, quelli che collaborano personalmente alla celebrazione della Messa, che partecipano all’offerta del Sacrificio e che quindi, in un certo senso, appaiono come concelebranti (co-offerentes), ottengono senza dubbio una maggiore quota di benedizioni celesti, e questo non solo ex opere operantis ma anche ex opere operato. Queste grazie, concesse ai fedeli che cooperano al Sacrificio, sono definite il frutto speciale (fructus specialis). – Tra i vari modi di partecipare all’offerta del Sacrificio con la cooperazione personale, è soprattutto da menzionare l’assistere alla Santa Messa. Chi assiste alla Messa con riverenza e devozione, entra nella più stretta e intima connessione con il Sacrificio, perché, mentre il sacerdote prega e offre la Messa, tale persona si unisce alle sue preghiere, pregando e offrendo con il sacerdote – e perché oltre a ciò, la Chiesa prega e offre anche per tutti i presenti. 

I fedeli che degnamente assistono alla Messa, ottengono così uno speciale frutto sacrificale, più o meno abbondante secondo la misura della loro cooperazione, della loro dignità e devozione. Giustamente, quindi, la devota partecipazione alla Messa è considerata come uno dei mezzi più efficaci per far ricavare a noi stessi e agli altri la pienezza delle benedizioni spirituali e temporali. La Messa è una miniera d’oro spirituale, dove possiamo scavare e arricchirci con poco lavoro; è uno scrigno inesauribile nelle sue ricchezze, che ci è sempre aperto e al quale possiamo sempre attingere. Ma dove sono la nostra fede e il nostro amore, stimiamo e facciamo uso di questa fonte traboccante di benedizioni celesti? L’ora santa della Messa, così piena di grazie, è davvero la cosa che ci è più cara e la parte più preziosa della giornata? Consideriamo la celebrazione della Santa Messa, o l’assistervi, come l’azione più alta e più importante del nostro dovere quotidiano? In tutto ciò abbiamo certamente molto da deplorare, molto da espiare. La Santa Messa dovrebbe essere il tesoro, la gioia e il conforto della nostra vita.

  1. Mentre tutta la Chiesa riceve il frutto generale della Messa, e i fedeli che vi assistono quello particolare, il frutto molto speciale o personale (fructus specialissimus vel individualis) è impartito al celebrante. Questo è facile da capire. Il sacerdote ha la parte più prossima e più importante nella celebrazione della Messa. In virtù della sua ordinazione, è autorizzato e chiamato a celebrare il santo Sacrificio nel nome di Cristo e della Chiesa. Egli non solo è il vero offerente, ma, secondo la volontà di Cristo e nel nome della Chiesa, offre anche espressamente il Sacrificio per se stesso: non dovrebbe allora la Messa, come Sacrificio di propiziazione e di petizione, essere ricca di grazie e benedizioni per lui? 
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