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Dante e Verona

Recensioni librarie12 Luglio 2022
Testo dell'audio

 Diffuso nell’estate 1921, il volume Dante e Verona, a cura di Antonio Avena (1881-1967) e Pieralvise di Serego Alighieri (1875.1943), fu molto apprezzato anche dalla critica accademica. In occasione del settecentesimo anniversario dantesco, il conte Pieralvise di Serego Alighieri, nipote di uno dei curatori di quel volume e discendente in linea diretta da Dante, attraverso Ginevra degli Alighieri che nel 1549 sposò il conte Marcantonio Serego, ha voluto ristampare il libro con una nota introduttiva di Gian Paolo Marchi, che lo situa nel suo contesto storico. 

L’opera contiene quindici saggi che trattano di Verona ai tempi di Dante (Luigi Simeoni), di Dante e i Signori della Scala (Léon Dorez), di Dante e Cangrande della Scala (Vittorio Cian) e di molti altri temi storici, artistici ed eruditi, come l’indagine di Bashford Dean sulla (presunta) staffa del cavallo di Cangrande conservata presso il Metropolitan Museum di New York. Il contributo più impegnativo, tanto da meritare una recensione da parte dello storico Federico Chabod, è forse quello che Luigi Carcereri dedica al tema Politica dantesca e politica scaligera. Molto interessanti sono anche i profili di alcuni discendenti di Dante, come l’umanista Dante III Alighieri (Vittorio Mistruzzi) e Jacopo di Pietro III Alighieri (Flaminio Pellegrini), nonché la storia della villa Alighieri di Gargagnago, tuttora abitata dai discendenti del poeta (Pieralvise di Serego). 

AVENA ANTONIO – DI SEREGO ALIGHIERI PIERALVISE (A CURA DI)

studi pubblicati nel 1921,  Edizioni QuiEdit (tel. 045/595900),  Verona 2021, pp. 422,  fuori commercio

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