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Su Augusto Del Noce il dossier di novembre

Zoom: una notizia alla settimana06 Novembre 2019
Testo dell'audio

Indica con chiarezza quale sia «Il dovere dei cattolici nei tempi di crisi», come recita il titolo, l’editoriale del numero di novembre del mensile Radici Cristiane, il n. 148, in distribuzione in questi giorni nelle case degli abbonati. Il direttore, Prof. Roberto de Mattei, osserva come oggi si sia «smarrita la vera nozione di fede», ridotta «ad esperienza sentimentale», dimenticando come essa sia, in realtà, «un atto della ragione, avente per oggetto la verità. Perciò, quando il sensus fidei evidenzia un contrasto tra alcune espressioni delle autorità ecclesiastiche e la Tradizione della Chiesa, il credente deve far ricorso al buon uso della logica illuminata dalla grazia, rifiutare ogni ambiguità e contraffazione della verità, appoggiandosi sulla Tradizione immutabile della Chiesa, che non si contrappone al Magistero, ma lo include». Suggerimenti utilissimi, per rileggere il Sinodo sull’Amazzonia svoltosi il mese scorso a Roma…

Nella sezione Attualità, Radici Cristiane informa delle novità legislative introdotte in Australia dagli esecutivi degli Stati di Victoria e Tasmania, Stati in cui si vogliono costringere i sacerdoti a violare il segreto confessionale. Per legge. Sono già state approvate, infatti, le norme, che impongono loro l’obbligo civile di denunciare i reati di abuso su minori, appresi nell’esercizio del loro ministero, durante il Sacramento della Penitenza. Pena la galera: tre anni, se si disobbedisce. Ma, se si obbedisce, la scomunica «latae sententiae». A norma di diritto canonico. La posta in gioco è altissima: è, questo, l’inizio di una nuova ondata di leggi sacrileghe?

«Cina, ecco la verità» è il titolo dell’intervista rilasciata a Radici Cristiane da don Pietro, un sacerdote cinese appartenente alla Chiesa clandestina, benché da anni residente in Italia. In un’intervista ha spiegato quale sia la reale situazione nel suo Paese d’origine e perché l’accordo sino-vaticano non lo convinca. Anzi, «la maggior parte dei cattolici cinesi – ha spiegato – è delusa», poiché nell’intesa prevalgono politica e diplomazia: «Ma senza la verità – si chiede don Pietro – dov’è la speranza?».

Ritenere la nobiltà superata, fuori moda, futile nostalgia, è un grosso errore di valutazione. Già Pio XII le riconobbe un’importante e peculiare missione nel contesto della società contemporanea: incarna, infatti, quegli intramontabili ideali cavallereschi, che ancora oggi rappresentano una valida terapia contro la dilagante crisi di valori. Ne parla in un’intervista il conte Fabrizio Antonielli d’Oulx, presidente dell’associazione Vivant ed editore del Libro d’Oro della Nobiltà Italiana.

Il dossier di questo numero di Radici Cristiane è stato interamente dedicato al prof. Augusto Del noce, a trent’anni dalla morte. Anniversario, che evidenzia l’esigenza di un ripensamento e di una riattualizzazione del suo retaggio intellettuale e politico. Il prof. Francesco Mercadante, filosofo del diritto, in un’intervista assimila la statura di Augusto Del Noce a quella di un “classico”, una sorta di nuovo Platone. Di certo si oppose con forza alla disgregazione intellettuale e morale del nostro Paese, preda del relativismo marxilluminista: c’è un perfetto parallelismo tra lo sviluppo della cultura italiana, dall’idealismo al marxismo attraverso l’azionismo, incarnato da Norberto Bobbio, ed il processo dissolutivo della nostra Nazione, che prese inizio col fascismo e che continuò, nel dopoguerra, con l’antifascismo. Tutto questo ha le sue radici proprio nell’abbandono dei valori tradizionali della società, valori perfettamente incarnati e difesi, di contro, dal professor Del Noce.

Il card. Raymond Leo Burke, nel suo articolo dal titolo «Le ultime cose», nota come si sia tentati, al giorno d’oggi, di cedere allo scoraggiamento ed alla disperazione profondi davanti ai mali, che corrompono il mondo e che entrano persino nei santuari della Chiesa: è vero che «il cielo e la terra passeranno», ma è ancora più vero che «le parole di Cristo non passeranno». Quando si assiste «all’abominio della desolazione», frutto della nostra ribellione contro Dio e contro il buon ordine che Egli ha posto nel mondo e nei nostri cuori, si può confidare nel fatto che Cristo, seduto nella gloria alla destra del Padre, verrà.

La sezione Tesori d’Europa conduce questa volta in Croazia, definita da papa Leone X nel 1514 «scutum saldissimum et antemurale Christianitatis» ovvero scudo saldissimo e baluardo della Cristianità. Ciò, grazie alla strenua ed efficace resistenza opposta da questo popolo, profondamente e fieramente cattolico, contro l’islam turco, messo in fuga a Belgrado. In realtà, la Croazia è stata in molti modi protagonista della vita d’Europa nel corso della storia. Il focus della rivista si sposta poi, in particolare, su Dubrovnik, in italiano Ragusa, che deve il suo nome al termine slavo «dubrava» ovvero «foresta di querce». Fondata nel VII secolo, rappresentò al contempo un fiorente polo commerciale sull’Adriatico e l’estremo baluardo della Cristianità contro l’islam, fece parte dell’Impero austro-ungarico e cadde sotto il giogo comunista nel Novecento, ma nei secoli seppe restare sempre e comunque cattolica.

Sara Magister in Arte e Letture propone in questo numero di Radici Cristiane un’opera di Niccolò di Bonaccorso, artista attivo attorno alla metà del Trecento, «La presentazione di Maria al Tempio», che, basandosi sulle fonti, narra il prodigio, che permise alla piccola Maria, di soli tre anni, di percorrere una difficile salita di 15 gradini, tra la meraviglia dei presenti.

Radici Cristiane propone anche ai suoi lettori «Il vero Gattopardo» ovvero la storia del casato dei Tomasi di Lampedusa, cui appartiene anche il principe Giuseppe, l’autore del capolavoro letterario, che ha affrescato in maniera ineccepibile quanto avvenne nella società siciliana durante il traumatico e violento trapasso dal Regno borbonico delle due Sicilie al Risorgimento nazionale. «Spes mea in Deo est» era il motto della famiglia dell’autore del «Gattopardo», famiglia le cui notizie storiche risalgono al VII secolo, ma che si ritiene possa essere originaria addirittura di Bisanzio e che diede molti dei propri figli alla Chiesa, tra i quali un Santo, San Giuseppe Maria, principe dei liturgisti romani, teologo e patrono di Licata: nel 1712 accettò solo per obbedienza la berretta cardinalizia, dopo aver comunque destinato tutto il ricavato della nomina ai poveri. Quale Principe della Chiesa doveva essere dotato di servitù, ch’egli scelse fra gli indigenti e gli storpi. Un esempio per tutti. Anche oggi. C’è, del resto, ancora una parte dell’atmosfera delle pagine de «Il Gattopardo» nel palazzo cittadino, che fu residenza del principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa: Palazzo Lanza Tomasi, incastonato nel centro storico di Palermo, mantiene intatta l’eleganza signorile di un tempo, grazie alle cure dei discendenti del celebre letterato.

Curioso ed interessante l’articolo scritto da Domenico Lalli su Radici Cristiane dedicato alle clessidre, la cui struttura rivela nei secoli più indizi di quanto si immagini: da una parte indicano e misurano lo scorrere del tempo, in realtà richiamano prospettive filosofiche e teologiche diverse a seconda dell’epoca, dello stile e dell’area geografica. Chiudono il numero di novembre di Radici Cristiane le consuete rubriche: le News, L’arte racconta, le Recensioni ed I lettori ci scrivono. Un numero da non perdere, per conoscere ed approfondire sempre più le nostre comuni Radici Cristiane.

Per informazioni, richiedere copie o abbonarsi, consultare il sito www.radicicristiane.it

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