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Splendore e solennità nel Duomo di Monreale

Tesori d'Italia29 Maggio 2019
Testo dell'audio

Una delle più incredibili e affascinati costruzioni del medioevo italiano. Capolavoro dell’architettura normanna, è la sintesi perfetta e sapiente delle culture che hanno intriso la storia siciliana. L’elemento arabo, quello bizantino e quello romanico si fondono nell’elevazione verso l’alto, in un complesso che unisce chiesa e monastero.

Il Duomo di Monreale, dedicato a Santa Maria la Nuova e costruito a partire dal 1174 per volere del re normanno Guglielmo II d’Altavilla detto il Buono, è il simbolo di una raffinata mescolanza di stili architettonici: l’islamico, il bizantino e il romanico che convergono a creare una delle maggiori opere del medioevo siciliano. Venne edificato insieme all’abbazia, al palazzo reale e al palazzo arcivescovile con i quali forma un complesso omogeneo. Monreale sorge sulla cima del monte Caputo, da cui domina la distesa della Conca d’Oro.

La dinastia normanna fece ampio uso dell’arte come mezzo di affermazione e glorificazione del giovane e ambizioso regno (1130-1260). I re normanni, investiti della legatio apostolica, artefici della riconquista della Sicilia al Cristianesimo, avevano come riferimento le grandi basiliche di Costantinopoli e Roma. Inoltre Monreale, nata ad affermare e riconoscere l’impero di Guglielmo II in vita, veniva edificata in contemporanea e in aperta competizione con il duomo di Palermo, simbolo del potere del vescovo della città.

È pure significativo il fatto che, nel duomo monrealese, oltre al sepolcro regio, si trovi, nel fregio musivo, la raffigurazione del sovrano incoronato da Cristo, unica in Occidente, dove, dopo il conflitto tra il Papato e l’Impero, nell’XI secolo, non era più pensabile una simile rappresentazione. Alla realizzazione del complesso architettonico concorsero i migliori artisti e artigiani dell’epoca.

Normanne sono le due torri, l’alta abside, la pianta basilicale. Di chiara impronta islamica è invece la decorazione delle absidi.

Il duomo, all’interno, ha una struttura basilicale a tre navate, concluse dal transetto e da tre absidi. Le tre navate sono divise da 18 colonne antiche, di epoca romana con capitelli.

Seguendo le colonne, si percorre un cammino verso l’origine, cioè verso Colui attraverso il quale l’uomo può divenire pienamente se stesso; nel catino absidale, infatti, vi è la figura imponente del Cristo benedicente (Pantocratore). Egli indossa una tunica rossa lumeggiata di oro e un manto azzurro. Il rosso e l’oro sono i colori che simboleggiano la regalità e la divinità; l’azzurro è il colore che rappresenta l’umanità. Infatti Cristo, figlio di Dio, si è rivestito della natura umana.

Sotto di Lui, vi è la Madonna attorniata da angeli e apostoli; più in basso, uno stuolo di santi.

La leggenda

Numerose sono le leggende del periodo normanno, ma forse la più suggestiva, corrispondente al fervore religioso che si diffuse nell’isola in seguito alla cacciata degli arabi e al tema delle apparizioni soprannaturali, è quella che esalta l’opera di Guglielmo il Buono, soprattutto per la sua politica fiscale che è legata alla costruzione del Duomo.

Si narra che Guglielmo, succeduto al padre sul Trono di Sicilia, s’addormentasse un giorno all’ombra di un carrubo, colto da stanchezza, mentre era a caccia nei boschi di Monreale. In sogno gli apparve la Madonna alla quale era molto devoto che gli indicò il luogo dove si nascondeva un tesoro che lui avrebbe dovuto utilizzare per costruire una chiesa. Poi la Vergine scomparve e Guglielmo, fiducioso nella rivelazione, ordinò che si sradicasse il carrubo e si scavasse intorno.

Con grande stupore venne scoperto un tesoro in monete d’oro che fu destinato subito alla costruzione del Duomo. Furono chiamate maestranze arabe specie per i mosaici (“i mastri di l’oru”), che adornano non solo l’abside col Cristo Pantocratore, ma le pareti e le colonne.

La costruzione doveva essere grandiosa, per eguagliare le cattedrali delle più grandi città europee e superare in bellezza la Cappella Palatina, edificata dal nonno Ruggero II. Con la realizzazione del duomo, Guglielmo II mette in atto un grande progetto politico e strategico.

Questo testo di Claudia Giordano è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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