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La basilica di Superga

Tesori d'Italia23 Gennaio 2019
Testo dell'audio

Sembra quasi di vederli ancora, là sulla cima del colle di Superga, pianificare la difesa della cittadella con non poca preoccupazione. Era il 2 settembre 1706 e Vittorio Amedeo II Duca di Savoia con il cugino Eugenio di Savoia, principe di Carignano, venuto in suo soccorso al comando delle truppe imperiali austriache, cercavano una soluzione strategica per liberare Torino da un assedio dei francesi che si protraeva dal 14 maggio nel più ampio contesto della Guerra di Successione Spagnola.

Il grande voto

La decisione presa quel giorno si sarebbe rivelata vincente, pur se rischiosa. Vittorio Amedeo II, compresa la gravità della situazione, prometteva che, in caso di vittoria, avrebbe costruito su quel colle una Basilica dedicata alla Vergine Maria in segno di ringraziamento.

I piemontesi ne uscirono vittoriosi e, ancora prima della fine della guerra vera e propria, l’architetto messinese Filippo Juvara riceveva l’incarico di occuparsi del progetto della nuova chiesa, nel 1711.

La costruzione iniziò il 20 luglio 1717 e si protrasse per quattordici anni, affrontando, fra l’altro, la difficoltà di portare i materiali a dorso d’asino per un sentiero sassoso su questo colle alto più di 600 metri. Il 1° novembre 1731 il tempio fu solennemente consacrato alla presenza di Re Carlo Emanuele III di Savoia.

Successivamente, nel 1799, in piena occupazione francese, si è corso il rischio di trasformare la basilica in un “Tempio della Riconoscenza” dedicato alle ceneri dei piemontesi caduti al fianco dei giacobini, mentre le tombe dei Savoia sarebbero state traslate altrove. Con la sconfitta dei francesi occupanti, anche questo problema fu eliminato.

Pantheon dei Savoia

La basilica si articola attorno a una chiesa dalla pianta circolare, sormontata da una grande cupola di gusto barocco e preceduta da un pronao sorretto da otto colonne corinzie a imitazione del Pantheon romano. Ai lati del corpo centrale si innalzano due bei campanili, che per eleganza, ricordano il grande Borromini.

L’interno, a croce greca, è decorato da lucenti sculture eseguite dai fratelli Filippo e Ignazio Collino.

Nei sotterranei, sotto il presbiterio, Juvara aveva previsto da subito un luogo per la sepoltura dei Savoia ma, forse per mancanza di soldi, l’incarico effettivo per la realizzazione della Cripta Reale, fu dato da Vittorio Amedeo III, al nipote dello Juvara e ad altri architetti, solo dopo il 1774.

Il mausoleo era destinato a contenere le spoglie di quasi tutti i Savoia, con l’eccezione dei regnanti d’Italia tumulati poi nel Pantheon di Roma e di pochi altri. Così nel 1778 Vittorio Amedeo III dopo aver inaugurato il mausoleo, iniziava il trasferimento e la tumulazione dei Savoia sepolti altrove.

Si accede alla Cripta dal lato sinistro esterno della Basilica attraverso uno scalone di marmo e un lungo corridoio. Al termine dello scalone una splendida statua di san Michele Arcangelo, che sconfigge un demonio antropomorfo, è stata voluta da Vittorio Emanuele II, quasi a difesa delle tombe e scolpita da Finelli, un allievo del Canova.

La cripta è a croce latina e l’interno, in stile barocco, è riccamente decorato da stucchi e sculture monumentali con abbondanza di simboli alchemici ed esoterici. I colori dei marmi sono molto vivaci con prevalenza di bianco, nero e rosso, ma anche con marmi verdi, alabastro e volte stuccate in oro.

Al centro della croce latina, la Sala dei Re, con il sarcofago più grande, quello di Carlo Alberto di Savoia. In questa posizione, secondo le intenzioni iniziali, avrebbe dovuto sempre essere sepolto l’ultimo regnante deceduto, trasferendo il precedente in un loculo laterale. In realtà, i successivi regnanti sono stati poi tumulati nel Pantheon e Carlo Alberto è ancora al suo posto.

Attorno al sarcofago, quattro nicchie in marmo nero con le statue candide delle tre virtù teologali e del Genio delle Arti che reca in mano un triangolo con la punta rivolta verso il basso, appoggiato su una sfera, il tutto opera di Ignazio e Filippo Collino. Dal sarcofago centrale partono i quattro bracci della croce con cinque sale, fra cui quella delle Regine e degli Infanti.

Non è certo se la Sala Reale ospiti anche il cuore del principe Eugenio, sepolto a Vienna nella cattedrale di Santo Stefano, mentre Mafalda di Savoia, morta nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1944 e sepolta nel cimitero del castello degli Assia a Kronberg im Taunus, è ricordata nella cripta reale da un cenotafio.

La Sala con i ritratti dei Papi nella basilica di Superga

A Superga è conservata l’unica raccolta al mondo di ritratti su tela di tutti i pontefici della storia a partire da San Pietro. La sala li espone in ordine non cronologico lungo tutte le pareti. Negli appartamenti reali della stessa basilica, sono esposti anche i ritratti degli antipapi, e tra essi Felice V, vale a dire Amedeo VIII di Savoia.

Per raggiungere la basilica, oltre alla normale strada, si realizzò nel 1884 una funicolare basata sul sistema Agudio che collegava la sommità della collina di Superga con il quartiere Sassi in Torino. La linea, lunga circa tre chilometri è stata elettrificata e trasformata in tranvia a cremagliera nel 1934, ed è ad oggi in funzione con le motrici del 1934 e i vagoni del 1884.

Sul piazzale a destra della basilica un monumento dedicato alla memoria di Re Umberto I di Savoia, ne ricorda il tragico assassinio del 1900. Il monumento, dello scultore milanese Tancredi Pozzi, consiste in una colonna corinzia di granito con un capitello in bronzo sulla quale si trova un’aquila trafitta da una freccia. Alla base della colonna un guerriero celtico, che simboleggia la città di Torino, punta una mano verso il cielo e la spada verso uno scudo di Savoia.

 

Questo testo di Annamaria Scavo è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it