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San Marino, storia di una Repubblica

Tesori d'Europa08 Giugno 2019
Testo dell'audio

Incastonata tra la Romagna e le Marche, a pochi chilometri dalla Riviera adriatica, San Marino è un antico borgo. Una rocca da cui si domina il lento declinare di colline verdeggianti e assolate, che sprigiona un’atmosfera irreale e magica, da fiaba medievale. Un piccolo regno dove storia, arte e cultura sono fortemente legate e dove l’autonomia del luogo è permeata di tradizioni italiane.

Storia e tradizione

La leggenda tramanda che Marino, esperto lavoratore della pietra, venuto dalla natia isola di Arbe in Dalmazia, fosse salito sul Monte Titano e vi avesse fondato, il 3 settembre del 301 d.C., una piccola comunità di cristiani perseguitati per la loro fede al tempo dall’Imperatore Diocleziano.

Da allora, il piccolo Stato vanta una storia di libertà e indipendenza difesa sempre con tenacia e saggezza contro chiunque. Marino avrebbe anche eretto sulla cima del monte una cappella votiva (diventata poi monastero, intitolato a San Pietro) ove sarebbe sepolto.

È certo che la zona fu abitata fin dai tempi preistorici, ma è solo dall’età medievale che abbiamo notizie sicure sull’esistenza di un cenobio, di una pieve, di un castello fortificato, di elementi che confermano che sulla vetta del Monte Titano esistesse una comunità organizzata, da subito in grado di sapersi autogovernare democraticamente e di difendere il proprio territorio dagli attacchi di ungari, saraceni e normanni.

Nel corso degli anni la piccola Comunità del Monte Titano, memore della figura leggendaria del tagliapietre Marino, si chiamò Terra dei San Marino poi Comune di San Marino e infine Repubblica di San Marino. Queste le origini del corpo sociale che poi affidò il proprio autogoverno a un’assemblea di capi-famiglia cui venne dato il nome di Arengo; a questa assemblea si deve la definizione dei primi statuti e leggi ispirati a principi democratici. Nel 1243 si nominarono i primi due Capitani Reggenti.

La Repubblica è stata sottoposta al vincolo feudale del vescovo di San Leo fino al 1351, quando, dopo essere già stata riconosciuta dallo Stato della Chiesa, divenne un libero comune. Già agli inizi del secolo XIV, infatti, San Marino partecipò ad una lega ghibellina insieme alle città di Arezzo, Cagli, Forlì, Osimo, Urbino.

Più volte l’autonomia di San Marino fu minacciata nel corso dei secoli e più volte i sammarinesi riuscirono a mantenere la loro libertà in nome di un diritto, Nemini teneri, proclamato da Marino sul monte Titano. Nemini teneri vuol dire non dipendere da nessuno: libertà, nel linguaggio medievale.

Napoleone nel 1797 offrì addirittura di estendere il territorio in cambio di doni ed amicizia, ma i sammarinesi rifiutarono l’ampliamento: non per chiusura verso l’esterno, perché San Marino si è sempre contraddistinta per il suo carattere estremamente accogliente, ma proprio perché, come essi risposero al Bonaparte, era proprio la piccolezza del loro territorio la miglior garanzia della loro libertà.

Nel 1861 Lincoln scrisse ai Capitani Reggenti per manifestare l’apprezzamento per San Marino e la sua storia. La Repubblica vanta una tradizione di ospitalità eccezionale in tutti i tempi, in questa terra della libertà non fu mai negato il diritto di asilo e l’aiuto ai perseguitati qualunque fossero le loro condizioni e le loro idee: fra tutti ricordiamo Giuseppe Garibaldi nel 1849 che fuggiva dall’accerchiamento degli austriaci e trovò rifugio proprio sul Monte Titano.

Durante l’ultimo conflitto mondiale San Marino ospitò oltre 100.000 rifugiati. Oggi la Repubblica, indipendente, democratica e neutrale continua a vivere fedele alle antiche tradizioni e sempre più sensibile alle istanze democratiche. È una realtà politica accettata e riconosciuta. A partire dal 1971 nomina ambasciatori. Entra poi nel Consiglio d’Europa, ha un posto nella CSOE, è membro effettivo dell’ONU dal 1992. È, questa, la più alta affermazione del Nemini teneri, l’idea di libertà, concepita sul Titano, nel silenzio dell’isolamento da un pugno di montanari, accanto al sacello di un Santo, nei primi secoli del Medioevo cristiano. E poi difesa con ogni mezzo fino ad ottenere il riconoscimento di tutti.

Il centro storico è ricco di bellezze naturali, musei, biblioteche e monumenti. Sulla vetta del Titano si ergono le tre rocche o torri-fortificazioni collegate fra loro con muraglie, con camminamenti alla città sottostante, racchiusa da una triplice cerchia di mura, intervallate da diverse porte, baluardi e torrioni.

Entro le mura della città vi sono le antiche piazze, i palazzi, i musei, le chiese, le case medievali completamente in pietra che conservano l’aspetto di un tempo. Ciò che più colpisce della piccola Comunità è la tenacia con la quale è riuscita a difendere se stessa e i propri ideali; una tenacia resa possibile dalla fiducia nelle proprie istituzioni e nei propri rappresentanti. La repubblica è legata all’Italia da accordi perpetui di amicizia, sotto la forma di protettorato semplice.

Le bellezze della città

È uno degli stati più piccoli del mondo. La Repubblica più antica d’Europa. Il luogo che in proporzione alle sue ridotte dimensioni accoglie un grandissimo numero di visitatori. Un paesaggio incantevole. Un naturale balcone sull’Italia dall’ampio respiro; stretta tra la rigogliosa Romagna e la costa adriatica, San Marino permette allo sguardo di correre liberamente sulle verdi colline che si estendono lungo il territorio circostante.

Possiede un ricco patrimonio di beni architettonici, museali e storici. Il Palazzo Pubblico si erge sul luogo ove anticamente sorgeva il vecchio Palazzo denominato “Domus Magna Communis”, costruito alla fine del secolo XIV che, dopo aver subito ripetuti restauri e consolidamenti, fu abbattuto alla fine dell’Ottocento perché minacciava rovina. Il nuovo Palazzo Pubblico o Palazzo Governativo fu costruito tra gli anni 1884-1894 su progetto dell’architetto romano Francesco Azzurri; vi si svolgono le cerimonie ufficiali dello Stato.

La prima Torre, o Rocca, o Guaita, è la maggiore e la più antica delle tre rocche che dominano dall’alto la Città di San Marino. Il suo nucleo centrale, che fu posto di guardia e rifugio dei primi abitatori del Monte Titano, risale al secolo XI. È caratterizzata dalla presenza di due cinte murarie difensive. Quella esterna, coronata da merli e rinforzata agli angoli da torrioni angolari, che furono abbassati nel corso del XVI secolo, faceva parte del primo girone di mura (Girone della Guaita) eretto a difesa dell’abitato; quella interna, la più antica, è dotata di un ingresso sopraelevato e racchiude al suo interno la Torre campanaria, gli alloggiamenti delle guarnigioni trasformate successivamente in carceri, e la Torre della penna, l’antica torre di guardia ricostruita nella seconda metà del XV secolo. L’ultimo restauro, effettuato intorno al 1930, ne ha consentito l’apertura ai visitatori.

La seconda Torre è Rocca Cesta, del XIII secolo, e ospita il Museo delle Armi Antiche. Rocca Cesta risale al XIII secolo. Si trova sul più alto picco del monte Titano. La terza torre è il Montale, risalente al XIII secolo, a pianta pentagonale. Intorno al Montale si vedono grossi massi di roccia molto antichi; sovrapposti in modo primitivo a guisa di muri. Ebbe molta importanza durante le lotte contro i Malatesta. Pur essendo visitabile solo esternamente permette la visione di un suggestivo panorama.

La Basilica del Santo fu edificata a partire dal 1826 su disegni dell’architetto Antonio Serra al posto dell’antica pieve che fu demolita. L’attuale basilica, consacrata nel 1855, è in stile neoclassico. Il massiccio campanile già romanico fu ricostruito nel ’600. A sinistra dell’altare maggiore si può apprezzare il trono dei Capitani Reggenti; al di sotto dell’altare una piccola urna contiene le ossa di San Marino.

L’enogastronomia

Sul Monte Titano è possibile trovare piatti che offrono i sapori della vera Romagna, dai cassoni alle tagliatelle, dai ravioli agli arrosti di carne. Tra i dolci è tipica una torta, detta dei Tre Monti, dalla pasta consistente e friabile allo stesso tempo. Dolci tipici sono anche il caciatello, dessert a base di latte, zucchero, uova e limone e il bustrengo.

Si produce una vasta gamma di vini sia bianchi che rossi e spumanti. Per i bianchi ricordiamo il Biancame e la Ribolla, freschi e leggeri. I rossi provengono dal Sangiovese e in loco sono chiamati Brugneto di San Marino. Il Brugneto è un buon vino che tocca i massimi livelli qualitativi nella versione Riserva. Il Moscato, proposto come vino da dessert, ricorda il piemontese Asti Spumante ed è brioso, dolce e molto gradevole. Tutti questi vini sono venduti e difesi dal Consorzio vini tipici di San Marino. Il marchio “Identificazione d’Origine” tutela e valorizza la vitivinicoltura sammarinese.

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Questo testo di Claudia Giordano è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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