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Notre-Dame, spirito medievale fattosi pietra

Tesori d'Europa09 Marzo 2019
Testo dell'audio

Preceduta da un tempio gallo-romano dedicato a Giove, da una basilica cristiana e da una chiesa romanica, la costruzione della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi iniziò nel 1163, durante il regno di Luigi VII e per volontà del vescovo Maurice de Sully, che non esitò a far demolire la preesistente Cattedrale di Santo Stefano, fondata nel 528 da Childeberto I, Re dei Franchi.

La tradizione vuole che de Sully ebbe una visione della nuova cattedrale e ne tracciò un abbozzo nella polvere all’esterno della chiesa precedente. Per iniziare la costruzione, il vescovo fece abbattere diverse case e costruire una nuova strada per trasportare i materiali necessari per innalzare il nuovo edificio. Alla cerimonia per la posa della prima pietra partecipò anche Papa Alessandro III.

Cattedrale di tutta la popolazione

La costruzione fu avviata grazie alle risorse fornite dalla Chiesa e dal sovrano, ai fondi raccolti da de Sully e all’aiuto dei cittadini che lavoravano come fabbri, muratori e carpentieri. I lavori cominciarono dal coro, che fu terminato nel 1182 insieme alla navata, mentre la facciata principale, rivolta verso ovest, fu portata a termine intorno al 1200, con le torri campanarie gemelle completate tra il 1225 e il 1250.

Intorno alla metà del XIII secolo furono aggiunte una serie di cappelle alla navata e, tra il 1296-1330, all’abside per opera di Pierre de Chelles e Jean Ravhoey. Il transetto, invece, fu costruito tra il 1250 e il 1267 da Jean de Chelles e Pierre de Montreuil, l’architetto della Sainte-Chapelle. L’intera cattedrale fu completata nel 1345 circa.

Grandezza del gotico medievale

Lunga 130 metri e larga 48, la cattedrale raggiunge l’altezza massima in una sua guglia di 96 metri. Ha l’interno suddiviso in cinque navate, caratterizzato da notevole slancio verticale: la navata centrale raggiunge i 35 metri di altezza. Può contenere fino a 10000 fedeli. Molte delle vetrate medievali sono andate perdute, come pure gli arredi originali, in gran parte rimossi durante le riorganizzazioni liturgiche del XVIII secolo.

La facciata comprende tre portali, diversi fra loro, sormontati dalla Galerie des Rois, al centro in alto, posto tra due finestroni a bifore, si trova il rosone occidentale costruito tra il 1220 e il 1225, poi sopra al rosone sono le arcate della Grande Galerie, sopra alle quali si elevano due torri alte 69 metri.

Sui fianchi si trovano il Portail du Cloitre e la Porte Rouge sovrastati da un rosone ciascuno. Questi due rosoni (rosone nord e sud) furono costruiti tra il 1250 e il 1260. Sia il rosone nord che il rosone occidentale hanno ancora le vetrate originali intatte, mentre il rosone sud è stato ricostruito. Tramite 380 scalini è possibile salire sulla torre sud dalla quale si ammira un meraviglioso panorama sulla città e sulla Senna.

Interessante è anche il tesoro di Notre-Dame, dove sono infatti custodite preziosissime reliquie della cristianità: un chiodo e un pezzo della Croce di Nostro Signore; una spina della Corona di Spine portata da san Luigi dopo la sua prima crociata; la tunica, alcune ossa e la frusta della flagellazione di san Luigi; inoltre fanno parte del tesoro cimeli sacri (croci e calici), reliquiari, manoscritti medievali e il mantello dell’incoronazione di Napoleone I.

Vittima dell’odio anticattolico

Già nel 1548, le prime sommosse degli ugonotti danneggiarono la cattedrale. Sul finire del XVIII secolo però, durante della Rivoluzione Francese, molti tesori all’interno di Notre-Dame furono distrutti e saccheggiati; le statue di molti santi furono spaccate e decapitate; parte delle teste furono poi ritrovate e ora sono esposte al museo di Cluny; soltanto la grande campana scampò alla distruzione.

La cattedrale fu trasformata in un “Tempio della Ragione” e fu inizialmente intitolata al culto della ragione ed al culto dell’essere supremo. L’interno della chiesa, inoltre, fu utilizzato come magazzino per il deposito di cibo e foraggio. In seguito all’avvento di Napoleone, la cattedrale fu restituita al culto, e anzi ricevette dei frettolosi restauri per ospitare la cerimonia dell’Incoronazione di Napoleone a Imperatore dei Francesi, cerimonia cui dovette partecipare anche Papa Pio VII.

All’inizio del XIX secolo la cattedrale era in uno stato tale di decadimento che i progettisti della città iniziarono a considerare la possibilità di abbatterla. Il romanziere Victor Hugo, un ammiratore della cattedrale, scrisse il suo romanzo Notre-Dame de Paris in parte anche per accrescere la consapevolezza del valore della cattedrale, e riuscì a rinnovare l’interesse popolare sul suo destino.

Ne seguì una campagna di raccolta fondi per salvare la chiesa, che terminò con il restauro del 1845. Il programma di restauro fu avviato nello stesso anno, sotto la sovrintendenza di Jean-Baptiste-Antoine Lassus e di Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc. L’intera opera di ricostruzione durò 23 anni, e portò anche alla costruzione della guglia, della sacrestia oltre che all’aggiunta delle gargouilles.

Infine, nel 1871, ci pensarono i comunardi insorti a dare fuoco alla cattedrale, incendiando un gruppo di sedie all’interno della chiesa. Forse Notre-Dame non è la più bella fra le cattedrali gotiche, ma rimane senz’altro la più simbolica di un mondo che fu cristiano, di una Francia che fu veramente grande in quanto “Figlia primogenita della Chiesa”, e che incarnò nella santità del suo Re, Luigi IX, quell’ideale di perfezione cristiana che mai fu più superato nella storia.

 

Questo testo di Massimo Viglione è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it