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La perla dell’Andalusia. Siviglia e i suoi tesori

Tesori d'Europa15 Dicembre 2018
Testo dell'audio

Passeggiando in carrozza nelle vie del centro di Siviglia, all’ombra della Cattedrale, sembra di vivere in un’altra epoca: le macchine si contano sulla punta delle dita. Ammirando i fastosi monumenti sembra di fare un tuffo nel passato. Siviglia è culla di antiche tradizioni, fu protagonista di una storia che la rese gloriosa nel mondo dell’epoca.

Recentemente, con l’Esposizione universale del 1992, si è poi affermata come città moderna e dinamica. A chi la conosce, infatti, Siviglia svela il suo vero volto: è una città frizzante, è musica, è arte, è vita.

Girando nel centro storico, l’occhio rimane colpito dall’eleganza dei palazzi, dalla bellezza dei colori accesi: il bianco, il giallo e il rosso sono i più diffusi tra gli edifici del centro. Siviglia è una città maestosa, possiede un fascino antico e solenne.

Oltre alle bellezze architettoniche, i visitatori rimangono sorpresi dalla vastità dei divertimenti e delle ricchezze gastronomiche che la città offre. Dopo una giornata di cammino alla scoperta della città, l’ideale è un aperitivo in uno dei bar all’aperto con vista sul fiume nel caratteristico quartiere di Triana. Per cena, una selezione di tapas da assaporare in un ristorante a Santa Cruz, famoso quartiere del centro. Dopo cena, la serata può proseguire con un suggestivo spettacolo di flamenco, la tipica danza Andalusa che esprime splendidamente l’allegria e il calore di questo popolo.

Storia di una capitale

Capitale dell’Andalusia, Siviglia è la quarta città spagnola per numero di abitanti e rappresenta il centro artistico, culturale ed economico della Spagna del Sud. Le sue origini sono molto antiche: i primi insediamenti risalgono all’VIII secolo a.C., quando il popolo dei tartessi vi si stabilì.

In seguito venne occupata da fenici e cartaginesi. Sotto il dominio romano divenne una delle città più importanti della Spagna, in particolare nel 45 a.C., quando Giulio Cesare le concesse il rango di colonia romana, denominandola Hispalis.

La dominazione araba, iniziata nel 712, rappresentò per Siviglia un periodo di grande splendore dal punto di vista culturale, politico ed economico. Gli arabi le diedero il nome di Ixbilia, che poi divenne Sevilla. Nel 1248 fu conquistata da san Ferdinando III Re di Castiglia. In questo periodo le numerose moschee della città furono convertite in chiese cristiane.

L’epoca d’oro di Siviglia ebbe inizio dal 1492. Con la scoperta dell’America, infatti, la città diventò una delle più importanti e ricche del mondo dell’epoca, essendo il principale porto di unione con il Nuovo mondo.

La cattedrale e la Giralda, meraviglie della città

Crogiolo di diverse affascinanti culture, Siviglia possiede un patrimonio artistico ineguagliabile. Alcuni monumenti, come la Cattedrale, la Giralda, l’Alcazar e l’Archivio delle Indie, sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1987. Palazzi, musei, torri e piazze rendono la città un affresco dai toni dorati, ricca d’innumerevoli attrazioni.

Tra queste, spiccano senza dubbio la Cattedrale e la Giralda, torre simbolo della città, alta 96 metri. Con la sua superficie di 23.500 metri quadrati, è considerata la cattedrale gotica più estesa del mondo, nonché il terzo edificio religioso della Cristianità, dopo San Pietro a Roma e San Paolo a Londra.

Il luogo dove alla fine dell’anno Mille sorgeva la Moschea Maggiore – testimone della lunga presenza dei musulmani in questa città dall’anno 711 – venne consacrato come cattedrale nel 1248. Il Cortile degli Aranci e la Giralda sono gli unici resti della moschea musulmana. Nel 1434, infatti, iniziarono i lavori di costruzione della Cattedrale gotica, che venne edificata in pietra.

La costruzione della Giralda, iniziata su pietre romane, fu continuata in mattoni dagli almohades, che ne decorarono i lati con finestre in ferro battuto. La parte superiore della torre, opera cristiana posteriore, è coronata da un maestoso corpo di campane rinascimentale. Salendo in cima dalle scale situate all’interno, si può ammirare un’incantevole veduta della città: le case colorate, i palazzi, i ponti e persino l’arena, la Real Maestranza, una delle più antiche di Spagna.

La Cattedrale è composta da cinque navate di stile gotico, con un transetto in cui sono collocate la Cappella Maggiore e l’altare. Al centro si può ammirare il coro, con i suoi straordinari scanni mudéjar, completato dalle meravigliose canne d’organo barocche.

Nel 1528 iniziò la fase dei lavori in stile rinascimentale, che riguardarono la Cappella Reale, la Sagrestia Maggiore e la Sala Capitolare, oltre alla già citata parte superiore della Giralda con le sue campane. La Cappella Reale è uno dei punti più belli dell’edificio. Di particolare rilievo la statua gotica della Vergine de los Reyes, patrona della città, ai cui piedi giace un’urna d’argento che custodisce il corpo incorrotto di Ferdinando III il Santo.

Oltre al Re vi furono sepolti sua moglie Beatrice di Svevia e il figlio Alfonso X il Saggio. Fa parte della Cappella Reale la cappella della Vergine della Antigua, accanto alla quale si trova il sepolcro di Cristoforo Colombo.

Accanto alla Sala Capitolare, si può ammirare il Tesoro, un insieme di sculture e dipinti di alcuni famosi pittori spagnoli, tra cui Goya, Murillo e Juan Valdès.

Un altro elemento importante della Cattedrale è il portale principale, la puerta de la Asunciòn, formata da altissime navate illuminate dalla luce del sole che penetra dalle bellissime vetrate. Infine, il Museo della Cattedrale possiede opere di grandi pittori, libri, pianete e ornamenti ed una splendida collezione di oreficeria.

Nonostante la maestosità del complesso monumentale, lo svettare delle guglie e la moltitudine di opere d’arte presenti, in alcune zone si respira un’atmosfera mistica che favorisce il raccoglimento. La Cattedrale rappresenta il simbolo della fede cattolica della capitale dell’Andalusia, teatro delle più importanti cerimonie religiose ed eventi sacri. Dal primo balcone della Giralda, ad esempio, Papa Giovanni Paolo II recitò l’Angelus in occasione della sua visita a Siviglia nel giugno del 1993, quando ebbe luogo il XLV Congresso Eucaristico Internazionale.

A spasso per la città

A due passi dalla Cattedrale, attraverso la Porta di Leon, in Plaza del Trionfo, si entra nei Reales Alcazares, le meravigliose Fortezze Reali, anch’esse dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, le residenze reali più antiche d’Europa. Formano un complesso architettonico che va dal primo Alcazar arabo ai palazzi costruiti dai monarchi successivi.

La storia di questa imponente costruzione è infatti legata a quella dei re di Castiglia. Pietro I trasformò l’antica Fortezza musulmana in un sontuoso palazzo mudejar, con magnifiche sale, cortili e meravigliosi giardini, adornati con fiori e aiuole incantevoli, esempio di un’arte in cui gli andalusi sono grandi maestri. Nelle Fortezze Reali, sede della Casa Reale in Siviglia, soggiornano i monarchi spagnoli quando arrivano in città.

Gli altri quartieri principali, oltre a Santa Cruz, che comprende i monumenti citati, sono San Bartolomé, San Vicente, San Lorenzo e El Arenal. Inoltre, sulla riva destra del fiume si trova lo storico sobborgo di Triana. Dal centro lo si raggiunge attraversando il bellissimo Ponte di Triana o di Isabel II, uno dei pochi esempi d’architettura in ferro rimasti in città.

Il nome del quartiere deriva dal suo passato di colonia romana fondata dall’Imperatore Traiano. È stata culla di toreri, marinai, ceramisti, industriali, oltre che di personaggi storici come Rodrigo de Triana, che accompagnò Colombo nella scoperta dell’America.

Siviglia è una città affascinante, in particolare nel periodo primaverile ed estivo. In questi mesi si trasforma, i suoi colori e i suoi profumi cambiano, lo spettacolo che offre è eccezionale. La festa religiosa che si celebra durante la Settimana Santa, ad esempio, è conosciuta a livello universale.

Le confraternite della Penitenza organizzano dei pellegrinaggi per le vie: alla processione partecipano circa 500.000 persone, una festa di canti, musica, di costumi locali, in un’atmosfera di fervida e antica religiosità, un appuntamento imperdibile che si svolge nel periodo dal 15 marzo al 30 aprile.

 

Questo testo di Myriam Pulvirenti è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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