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Il Tirolo

Tesori d'Europa11 Maggio 2019
Testo dell'audio

Il Tirolo è una delle regioni europee di maggior interesse storico-culturale. A cavallo tra il mondo germanico e quello latino, riuscì, nel corso di lunghi secoli, sul fondo comune dell’universalismo cattolico, ad armonizzare le due anime della civiltà e della spiritualità europea.

Terra di vera e pacifica convivenza

Quando oggi, dopo secoli di ottuso nazionalismo, si pensa al Tirolo, sorgono spesso alla mente le contrapposizioni etnico-linguistiche tra gli abitanti di lingua italiana e quelli tedeschi, dimenticando che, nel Tirolo tradizionale, convissero pacificamente sia le popolazioni germanofone che quelle latine, senza che mai sentissero il desiderio di sopraffarsi reciprocamente.

Questa antica terra fu prima romanizzata, ed in seguito, a partire dal II secolo d.C., resa cristiana. Nel corso del VI secolo, popolazioni bavaresi di lingua tedesca, partendo dalla Germania meridionale, iniziarono a muoversi sempre più a sud, attraverso il Brennero, divenendo ben presto maggioritarie in molte delle vallate alpine percorse dall’Adige e dai suoi affluenti. Alcuni di costoro, spesso chiamati a colonizzare altipiani di montagna disabitati, si spinsero, attraverso la Val Sugana, fino nei territori veronese e vicentino, fondando della comunità germanofone (i Setti Comuni dell’Altipiano di Asiago, in provincia di Vicenza, e i Tredici Comuni veronesi) di cui tuttora sopravvivono piccoli resti.

Perla del Sacro Romano Impero

Il Tirolo storico, tuttavia, ivi compreso il cosiddetto Welschtirol (ossia il Trentino) appartenne fino alle soglie dell’età contemporanea al Sacro Romano Impero, riflettendo in piccolo, nella sua componente plurilinguistica e plurietnica, la concezione universalistica della civiltà classico-cristiana medievale, che, appunto, nel Sacro Romano Impero vede la sua realizzazione più nobile.

Sul fondo comune infatti della religione rivelata convissero e collaborarono pacificamente ladini, trentini e tirolesi germanofoni. Il territorio, dominato dai due Principi-Vescovi di Trento e Bressanone (1027), vide il rafforzarsi di alcune potenti famiglie quali i Conti del Tirolo, l’ultima esponente dei quali, Margherita, nel 1363 cedette la Contea a Rodolfo IV d’Asburgo, alla cui dinastia la regione appartenne fino alla tragica conclusione della Prima Guerra Mondiale (1918).

Abbattutasi sull’Europa la tempesta rivoluzionaria, il Tirolo fu teatro dell’eroica epopea di Andreas Hofer, oste della Val Passiria, che, alla guida dei suoi valligiani di lingua tedesca ed italiana, tenne a lungo in scacco le truppe franco-bavaresi, dopo la forzata annessione della regione al Regno di Baviera. Il piissimo e coraggioso condottiero, tradito da un suo collaboratore, cadde, però, in mano nemica, e, rinchiuso dai francesi nella fortezza di Mantova, fu fucilato il 20 febbraio 1810.

Il Tirolo tornò, con la Restaurazione del 1815, ai suoi legittimi signori, condividendo il malinconico splendore del lungo regno di Francesco Giuseppe I (1848-1916) fino alla catastrofe della guerra mondiale, durante la quale tirolesi e trentini versarono il proprio contributo di sangue, combattendo e morendo sotto le ali spiegate dell’Aquila imperiale.

Crollato l’impero cattolico degli Asburgo, la regione fu divisa, e il territorio del Sud Tirolo fino al Brennero fu assegnato dalle potenze vincitrici al Regno d’Italia (1918).

Il fascismo avviò un processo di italianizzazione forzata dei tirolesi tedeschi, che alienò del tutto quella popolazione dal nuovo Stato.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la regione rientrò nell’orbita italiana, seppure in condizioni amministrative migliori rispetto al passato.

 

Questo testo di Nicola Cavedini è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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