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I Lusignano, Signori di Cipro

Tesori d'Europa27 Aprile 2019
Testo dell'audio

Ripercorrere le vicende storiche della famiglia dei Lusignano all’interno della catena dinastica di Cipro equivale a tracciare un percorso che lega in maniera biunivoca l’isola all’esperienza crociata in Terrasanta e alle sorti del Regno di Gerusalemme.

L’isola di Cipro, dopo essere stata conquistata durante la III spedizione crociata, nel 1191, da Riccardo I d’Inghilterra a danno dell’Imperatore Romano d’Oriente Isacco I Comneno, fu venduta dallo stesso Re inglese ai Cavalieri del Tempio che, a loro volta, la vendettero nel 1192 a Guido di Lusignano, in quell’anno Re titolare di Gerusalemme. È proprio in questo momento che l’illustre casata del Poitou – sulla costa occidentale della Francia – si insediò sul suolo cipriota, grazie proprio a Guido, ricordato negli annali più per la fallimentare impresa di Hattin che aprì le porte di Gerusalemme all’esercito musulmano di Saladino, che per essere stato l’ultimo Re di Gerusalemme residente nella Città Santa.

I Lusignano a Gerusalemme e a Cipro

Guido di Lusignano giunse in Palestina su invito del fratello maggiore Amalrico di Lusignano, il quale ricopriva la carica di connestabile. La letteratura sull’argomento tramanda che egli fosse anche l’amante di Agnese di Courtenay, madre di Sibilla, la sorella di Baldovino IV, Re di Gerusalemme. Amalrico convinse Sibilla a sposare Guido.

Alla morte di Baldovino IV d’Angiò, avvenuta nel 1186, Sibilla, con l’appoggio del Patriarca di Gerusalemme, del Gran Maestro dei Templari ma contro il parere dei baroni e contro la volontà del defunto re, impose Guido come Re di Gerusalemme.

A Guido I successe il fratello Amalrico I di Cipro. Alla morte di questi, il regno di Gerusalemme, unito a quello di Cipro proprio da Guido I, fu nuovamente diviso. Cipro passò a Ugo I e quello di Gerusalemme a Maria, figlia di Corrado del Monferrato e Isabella d’Angiò. Quest’ultima ebbe una figlia dal suo matrimonio con Giovanni di Brienne, Isabella di Brienne, la quale fu data in moglie all’Imperatore Federico II, che, una volta avocata la titolarità del regno, relegò la bella e giovane Isabella in un monastero.

Con la fine della Casata Hohestaufen nel 1268, il titolo gerosolimitano fu rivendicato da Ugo III di Lusignano, re di Cipro, che l’anno seguente lo unì nuovamente con quello di Cipro. A Ugo successe prima Giovanni I e poi Enrico II. Il regno di quest’ultimo fu segnato dalla fine del Secondo Regno latino di San Giovani d’Acri, conclusosi nel 1291 con la presa della città da parte di Ashraf al-Qalawun.

Il ruolo dei Savoia

Ne conseguì che le rivendicazioni di titolarità di Gerusalemme non avranno più alcun fondamento giuridico, in quanto i regni latini erano stati ormai estinti dalla conquista dei saraceni prima e degli ottomani dopo, ma per ragioni puramente legate al prestigio, tale titolarità continuò ad essere detenuta dai Re di Cipro per altri due secoli. La seconda metà del XV secolo segna l’ultimo capitolo delle vicende dinastiche del Regno di Gerusalemme e Cipro, prima con i problemi di successione e poi con la perdita del potere effettivo della figura del Re, che portò alla vendita dell’isola ai Veneziani.

Perno di tutta la questione dinastica fu il matrimonio, celebrato nel 1458, di Carlotta di Lusignano, erede di Giovanni di Lusignano Re di Cipro e vedova di Giovanni di Portogallo, con Ludovico di Savoia secondogenito del Duca Ludovico, figlio di Amedeo VIII. Una prima linea dinastica continuava la presenza dei Lusignano nella titolarità del regno, con l’attribuzione a Giacomo II di Lusignano, figlio illegittimo del defunto Re Giovanni, del titolo di Re di Gerusalemme e Cipro.

Tale successione era però stata negata proprio dal matrimonio di Carlotta con Ludovico. Pochi anni dopo, però, il riconoscimento di Giacomo di Lusignano, quale Re di Gerusalemme e Cipro, si ebbe ad opera dello stesso Ludovico di Savoia che, nel 1464, lasciò il titolo a Giacomo prima di ritirarsi in Savoia. Alla morte di Giacomo gli successe prima il figlio Giacomo III ed in seguito Caterina Cornaro che, ormai regina di un Regno senza potere effettivo, vendette l’isola di Cipro alla Repubblica di Venezia.

Una seconda linea dinastica, legata alle rivendicazioni dei Savoia, si poggia sul non riconoscimento del passaggio del titolo di re a Giacomo II da parte di Ludovico di Savoia, nel 1464. Il non riconoscimento dei discendenti dei Lusignano nella catena dinastica dei Re di Cipro, ha fatto sì che la stessa casata franco-piemontese potesse fregiarsi di questa titolarità nelle sue attribuzioni fino al Regno d’Italia.

 

Questo testo di Nicola Montesano è stato dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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