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Badija prima di Lepanto. Così l’Occidente rimase cristiano

Tesori d'Europa13 Aprile 2019
Testo dell'audio

Nell’agosto del 1571, due mesi prima della famosa battaglia di Lepanto combattuta il 7 ottobre, i frati francescani avvistarono all’orizzonte una linea continua di vele turche. Spaventati, decisero di riparare sull’isola di Hvar, più grande e meglio fortificata, portando con sé gli oggetti sacri, tra cui l’icona bizantina della Madonna con il Bambino.

Durante la traversata, tentata a bordo di una piccola imbarcazione, si alzò da Nord un vento impetuoso, la bora, che obbligò i religiosi a cambiare direzione, in sostanza a rientrare, puntando verso la vicina Korcula. Arrivati, trovarono il villaggio di Zrnovo quasi completamente disabitato; in accordo con l’arcidiacono Antun Rozanovic, decisero di esporre l’icona in Cattedrale e di riunirsi di fronte ad essa in preghiera, assieme ai pochi abitanti rimasti, per invocare l’aiuto di Dio.

Una burrasca provvidenziale

Rozanovic innalzò sul campanile la bandiera del Capitolo con raffigurata una grande Croce d’oro. Il 15 agosto le galee turche, guidate dal famigerato Uluz Alì, trovandosi ormai a pochi chilometri da Korcula, iniziarono a sparare contro le mura, quando improvvisamente un vento impetuoso, d’una violenza inaudita e mai vista prima, scatenò una burrasca, che obbligò i turchi a spingersi in mare aperto, dove le loro temibili imbarcazioni furono inghiottite da onde gigantesche. I pochi superstiti cercarono rifugio a Peljesac, nei pressi della baia di Viganj.

Per tutti, a Korcula, quanto accaduto fu un chiaro segno divino. L’icona della Madonna aveva salvato la popolazione dal feroce attacco di un nemico considerato fino a quel momento invincibile, foriero di morte e di distruzione. Da allora l’icona è considerata miracolosa ed ancora oggi grande è la devozione popolare.

Il Perdun na Badiji

Ogni 2 agosto da Korcula, dove è rimasta, fa ritorno a Badija, accompagnata da una partecipatissima cerimonia religiosa, per il Perdun na Badiji. Qui si celebra la S. Messa in memoria di quell’evento miracoloso, ma anche invocando protezione per tutti i cristiani perseguitati oggi per mano musulmana. Grande è l’affluenza non solo di fedeli del posto, ma anche di pellegrini provenienti dall’intera Bosnia ed anche oltre. In quelle acque, come poco dopo in quelle di Lepanto, l’orgoglio e la superbia ottomana vennero sconfitti dalle preghiere semplici, ma sentite della povera gente, dei frati francescani ed anche dei valenti soldati della Lega Santa presenti sul posto, tutti accumunati da una grande fede.

La piccola terra di Badija, nel suo anonimato, aprì la strada nel mare all’azione della Provvidenza divina, che consentì di preservare la fede cristiana in tutto l’Occidente.

 

Questo testo di Silvia Bianchi è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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