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Santa Sabina

Storia19 Settembre 2018
Testo dell'audio

Santa Sabina martire viene commemorata il 29 agosto limitatamente alla Basilica a lei dedicata. Questa Santa fa parte di quel gruppo di martiri e fondatori delle basiliche romane che sono stati esclusi, senza essere sconfessati, dal nuovo Calendario universale della Chiesa.

Infatti, dei vari santa Prisca, santa Prassede, sant’Eusebio, santa Sabina, san Crisogono, sant’Anastasia, santa Pudenziana e santa Cecilia, ognuno dei quali ha a sé dedicata una basilica nella Città Eterna, solo l’ultima è sopravissuta alla revisione del Calendario per volere di Papa Giovanni XXIII, mentre gli altri vengono commemorati solo nelle loro basiliche.

La ragione di ciò è che di queste anime non si è potuto provare la santità e che probabilmente erano generose benefattrici e benefattori che mettevano a disposizione le loro domus ai primi cristiani. Da queste domus sarebbero poi nate alcune delle più antiche chiese di Roma che conservano ancora oggi il loro nome.

 

Martire della Fede

La pietà popolare li vuole quasi tutti martiri, compresa Santa Sabina. Ciò che di lei ci tramanda la tradizione non è molto: si sa che era una patrizia del II secolo e che, ancora giovanissima, venne data in moglie a un senatore di nome Valentino. Il nome “Sabina” indica un’origine dal popolo dei Sabini, tra i più vicini dei Romani; popolo noto per il rapimento delle loro donne da parte della prima comunità romana.

Santa Sabina si convertì grazie a una sua ancella di nome Serapia, con la quale si recava di notte nelle catacombe. Fu catturata durante una celebrazione; e al suo rifiuto di apostatare, venne condannata a morte dal prefetto Elpidio. Morì alla stessa maniera di san Giovanni il Battista con il quale condivide il giorno. Insieme a Santa Sabina fu decapitata anche l’ancella Serapia. Le loro reliquie si trovano tuttora nella Basilica intitolata alla Santa.

Santa Sabina viene solitamente rappresentata con un libro (simbolo della sapienza), la corona (simbolo della vittoria) e la palma (simbolo del martirio). Con corona e palma viene raffigurata in una delle sue prime rappresentazioni risalente al VI secolo nella Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna.

Dunque, a questa Santa è dedicata una delle più eleganti chiese romane, nella quale san Domenico fondò il suo ordine e san Tommaso d’Aquino, suo discepolo, vi insegnò. Tutto questo sembra compensare la mancanza di dati storici su santa Sabina, trasmettendoci un’idea di lei, legata alla nobiltà e alla tradizione romana, arricchita della bellezza dell’architettura cristiana. Santa Sabina è anche patrona di Avezzano e di Mariana Mantovana.

 

Questo testo di Mario Bernardi è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. E’ possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it