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Mamma Margherita

Storia04 Luglio 2018
Testo dell'audio

«In principio c’era la madre», così esordisce la biografia di Giovanni Joergensen dal titolo Don Bosco, scritta nel 1929, anno della beatificazione: «un fanciullo sarà un santo se la madre è sulla via di Dio. Tale fu la donna che diventò madre di don Bosco». Mamma Margherita – come sempre fu chiamata dai Salesiani e dai ragazzi –, la madre di don Bosco, accompagnò non solo la formazione del figlio, ma anche gli inizi della sua opera caritativa.

 

Una fede forte e salda

Margherita Occhiena nacque nel 1788 nei pressi di Castelnuovo d’Asti, in tempi difficili per l’Europa. La Rivoluzione Francese stava per cambiare il mondo con gli appelli alla libertà, all’uguaglianza ed alla fraternità, pendant ad un attacco senza precedenti contro la fede e contro il popolo cattolico.

In tal contesto Margherita crebbe, si sposò, visse la vita semplice dei mezzadri. Rimasta vedova in giovane età, Margherita portò avanti il lavoro e la custodia della famiglia, forte di una robusta fede in Dio e di una smisurata dedizione per i figli, dando loro un costante esempio di pietà e onestà, di affidamento alla Provvidenza e di attenzione verso i poveri ed i bisognosi, che occasionalmente bussavano alla porta.

La sua umanità fu alla base della sapienza educativa del futuro don Bosco, la sua pietà ne plasmò il cuore sacerdotale.

Lo stesso don Bosco racconta: «Alla vigilia [della prima Comunione] mi aiutò a pregare, mi fece leggere un buon libro, mi diede quei consigli che una madre veramente cristiana sa pensare per i suoi figli… “Figlio mio, per te questo è stato un grande giorno. Sono sicura che Dio è diventato il padrone del tuo cuore. Promettigli che ti impegnerai per conservarti buono tutta la vita. D’ora innanzi vai sovente alla Comunione, ma non andarci con dei peccati sulla coscienza”» (da Memorie dell’Oratorio).

Successivamente, avendo Margherita riconosciuto i segni della vocazione del figlio, non risparmierà fatiche e sacrifici per potergli assicurare il necessario al cammino di consacrazione.

Così lo benedisse nei giorni dell’Ordinazione: «Sei prete, dici la Messa, da qui avanti sei dunque più vicino a Gesù. Ricordati però che cominciare a dir Messa, vuol dire cominciare a soffrire. Non te ne accorgerai subito, ma a poco a poco vedrai che tua madre ti ha detto la verità».

 

A Valdocco

La simbiosi spirituale tra madre e figlio proseguirà negli anni seguenti, quando don Bosco chiamerà la genitrice a sostenerlo nei difficili esordi della sua povera ed ambiziosa opera.

Rinunciando alle giuste aspettative di una vecchiaia di riposo, Mamma Margherita si trasferì a Valdocco, dove iniziò ad essere la mamma dei ragazzi di don Bosco, un impegno con cui ella assunse fino in fondo l’invito cristiano alla sequela Christi e il compito di portare la propria croce.

«“Giovanni – dirà un giorno al figlio – sono stanca. Lasciami tornare ai Becchi. Lavoro dal mattino alla sera, sono una povera vecchia e quei ragazzacci mi rovinano sempre tutto. Non ce la faccio proprio più”. Don Bosco… non riuscì a dire una parola… Fece solo un gesto: le indicò il Crocifisso che pendeva dalla parete. E quella vecchia mamma capì… tornò a chinare la testa sui pantaloni sdruciti, sulle camicie strappate e continuò a rattoppare».

Sarebbero molti altri gli aneddoti, ma uno, in particolare, è indice del suo fine intuito spirituale: «Un giorno disse a don Bosco “Tu hai tanti giovani buoni, ma nessuno supera la bellezza del cuore e dell’animo di Domenico Savio”… La buona mamma, che leggeva le cose in Dio, aveva visto giusto: Domenico Savio, fiore del sistema educativo di don Bosco, verrà canonizzato cento anni più tardi dal papa Pio XII».

 

«Madre mia e Madre loro»

Questa Venerabile della Chiesa Cattolica scrisse nel suo testamento spirituale: «Dio sa quanto ti ho voluto bene. Spero di poterti amare meglio nella beata eternità… Stai attento ai tuoi… molti, invece della gloria di Dio, cercano la propria utilità… molti amano la povertà negli altri, ma non in se stessi… Ricordati che questa vita consiste nel patire. I veri godimenti saranno nella vita eterna…».

Margherita Occhiena morì nel 1856, pianta come madre da centinaia di fanciulli; in quello stesso giorno don Bosco così si affidò alla Madonna: «O pietosissima Vergine, io ed i miei figliuoli siamo ora senza madre quaggiù; deh! siate Voi per lo innanzi in particolar modo la Madre mia e la Madre loro».

 

Questo testo di don Marco Maranzoni è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. E’ possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it