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Santa Caterina Labouré – La Medaglia miracolosa e i suoi miracoli

Santi: ritratti di fede09 Dicembre 2018
Podcast "Santi: ritratti di fede" di Cristina Siccardi | Radioromalibera.org
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Santa Caterina Labouré nacque il 2 maggio 1806 a Fain-les-Moutiers in Francia, da contadini benestanti. Rimase orfana di madre a 8 anni e dovette prendere su di sé le mansioni domestiche, poiché la sorella maggiore aveva scelto la vita monacale. Aspirò anche lei alla consacrazione religiosa, perciò rifiutò diverse proposte di matrimonio, nonostante l’opposizione del padre, che la mandò a Parigi presso il fratello che gestiva una trattoria, poi da una cognata a Châtillon-sur-Seine.

Finalmente, dopo essere stata accolta in un istituto diretto dalle Figlie della Carità, fondate da San Vincenzo de’ Paoli, ottenne il consenso del padre e il 21 aprile 1830 entrò nel noviziato di Rue du Bac, a Parigi. In questo periodo ebbe frequenti visioni del Signore e di Maria Santissima. La notte del 18 luglio di quello stesso anno un bambino la destò dal sonno e la invitò a scendere nella cappella, dove la Madonna le preannunciò una missione per la quale avrebbe avuto molto da soffrire.

Il 27 novembre, apparendole con un globo sotto i piedi mentre dalle sue dita partivano dei raggi in tutte le direzioni, le mostrò il disegno di una medaglia, invitandola a promuoverne la diffusione fra i fedeli che, portandola al collo, avrebbero ricevuto grandi grazie, e quindi le dettò le parole da far incidere sopra: «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi».

In molti non le credettero, a cominciare dal suo confessore. Ma nel 1832, grazie ad alcune sue predizioni che si verificarono, ottenne dall’Arcivescovo che venisse coniata la medaglia, definita poi dal popolo «miracolosa» a motivo dei prodigi che avvenivano in sua virtù. Terminato il noviziato, nel 1835, Caterina venne mandata nell’ospizio di Enghien, dove per 46 anni, senza fare mai cenno delle visioni avute, si occupò di anziani poveri. Soltanto negli ultimi mesi di vita, per ordine della Madonna, confidò alla sua Superiora, suor Dufès, che a volte la rimproverava, di essere la veggente della Medaglia.

Nella notte fra il 18 e il 19 1uglio 1830, mentre la Francia era politicamente in fermento (il 27 luglio cadde Re Carlo X), Caterina, invitata da un angelo a recarsi nella grande cappella della Casa Madre di Rue du Bac, ebbe un colloquio, durato più di due ore, con Maria Santissima, che le preannunciò nuovi incontri, che si verificarono l’uno dall’altro, in settembre, in novembre e in dicembre dello stesso anno. La più conosciuta delle apparizioni fu quella del 27 novembre. La Madonna si presentò a Caterina, in piedi su un globo avvolto dalle spire di un serpente, nell’atto di offrire a Dio un altro piccolo globo dorato, simbolo del mondo e di ogni anima, e che la Vergine teneva all’altezza del suo cuore: dalle mani della Madonna s’irradiavano sul globo inferiore due fasci di luce. In seguito, mentre il piccolo globo d’oro scompariva, le mani, ancora irraggianti di luce della Vergine si abbassarono per far comprendere, simbolicamente, le grazie ottenute da Dio per sua intercessione. Poi, si formò un’aureola intorno al suo capo con una scritta a caratteri d’oro: «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi». 

In seguito Caterina vide il retro della medaglia con altri simboli: 12 stelle (le 12 tribù d’Israele e i 12 apostoli: Antico e Nuovo Testamento, nonché le 12 stelle della Vergine, secondo l’Apocalisse); il Cuore coronato di spine, che rappresenta il Sacro Cuore di Gesù e il cuore trafitto da una spada, ovvero il Cuore Immacolato di Maria (il riferimento è a Lc 2,33-35), due Cuori inseparabili: anche nei momenti più tragici della Passione e della morte in Croce, Maria era lì per condividere tutto. Inoltre sono presenti ancora delle lettere, M: Maria. La M sostiene una traversa che regge la Croce, che rappresenta la prova. Questo simbolismo indica lo stretto rapporto di Maria e di Gesù nella storia della salvezza. I: Jesus. Il monogramma, composto dalla I di Gesù intersecata dalla M di Maria e la Croce, rappresenta Gesù Salvatore e la Madonna, corredentrice, in assoluto legata a Lui nell’opera di redenzione.

Per desiderio espresso dalla Madonna, sorse l’Associazione delle Figlie di Maria Immacolata. Fra i molteplici miracoli legati alla Medaglia ricordiamo la conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne, a cui la Madonna, la stessa vista da Santa Caterina Labouré, apparve il 20 gennaio 1842, nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte a Roma. Una lapide posta in uno dei pilastri della cappella dell’apparizione, dove ancora oggi si venera la «Madonna del Miracolo», ricorda l’avvenimento con queste parole: «Il 20 gennaio 1842, Alfonso Ratisbonne venne qui ebreo indurito. La Vergine gli apparve come tu la vedi. Cadde ebreo si rialzò cristiano. Straniero: porta con te questo prezioso ricordo della misericordia di Dio e del potere della SS. Vergine».

Lo straordinario miracolo infiammò la devozione popolare nei confronti della Medaglia miracolosa e contribuì ad accelerare la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione da parte del Beato Pio IX, l’8 dicembre 1854. Nel 1880, Leone XIII, in occasione del cinquantenario delle apparizioni, dichiarò autentica la miracolosa conversione di Ratisbonne e istituì la festa della Medaglia, il 27 novembre di ogni anno.

Caterina Labouré fu beatificata da Pio XI il 28 maggio 1933 e canonizzata da Pio XII il 27 luglio 1947. Le sue reliquie riposano nella cappella in cui ebbe le apparizioni. Pio XI, il 19 luglio 1931, in occasione del processo di beatificazione, dichiarò: «In questi giorni risplende la Medaglia Miracolosa, come per richiamarci in modo visibile e tangibile che alla preghiera tutto è permesso, anche i miracoli, e soprattutto i miracoli. In ciò sta la specialità magnifica della Medaglia Miracolosa, e noi abbiamo bisogno di miracoli. È già un gran miracolo che i ciechi vedano… ma vi è un altro miracolo che dobbiamo domandare a Maria Regina della Medaglia, ed è che vedano quelli che non vogliono vedere…».

Fra i molti santi devoti della Medaglia miracolosa, ci fu anche il francescano Massimiliano Kolbe, che il 20 gennaio 1917, nell’ascoltare la rievocazione della conversione di Ratisbonne, nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, ebbe l’illuminazione di fondare la Milizia dell’Immacolata, con lo scopo di supplicare la Madonna per la conversione dei peccatori, degli eretici, degli scismatici, dei giudei, dei massoni, e per la santificazione delle anime.

Quando la salma di Caterina venne esumata, le mani e gli occhi, quelli che avevano veduto la Madonna, erano straordinariamente conservati. La sua festa liturgica, per le Famiglie vincenziane, è stabilita al 28 novembre, mentre per la Chiesa universale al 31 dicembre.