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La santità di uno scolastico

Religione08 Settembre 2018
Testo dell'audio

Uno dei più diffusi e fastidiosi pregiudizi che distorcono la recezione del pensiero medievale occidentale nell’Oriente cristiano è quello di ritenere la scolastica la cifra dell’intera cultura cattolica.

Del resto, cosa significa per tanti fedeli ortodossi la scolastica? Quando in certi casi più consapevoli non si fa di essa una forzata caricatura, in genere ci troviamo davanti a ottusità e mancanza d’informazione. Il fatto è che per essi il termine scolastica designa sovente una teologia fatta a tavolino, oltremodo razionalista, che finisce per creare una rottura tra fede e pensiero teologico.

Così essere scolastico significa semplicemente essere privo della “esperienza” spirituale, religiosa. In ultima analisi, essere privo di autentica fede.

 

Mons. Durcovici, smentita esemplare del pregiudizio

Sfidando tutti i pregiudizi e le critiche gratuite, il vescovo di Iași Anton Durcovici dimostrò con la testimonianza della propria vita fino all’effusione del sangue che un pensiero scolastico pienamente assunto conduce alla santità. Del resto, è quella santità di vita dello stesso san Tommaso e di tanti altri che smentiscono un così grossolano luogo comune.

La testimonianza fino al sacrificio di se stesso del vescovo Anton Durcovici la troviamo nella esigenza principiale della filosofia tomista, che egli aveva entusiasticamente abbracciato e insegnato: la ricerca e la conoscenza della Verità, dovere specifico di ogni essere umano creato all’immagine e somiglianza di Dio: «Così come tutti gli uomini desiderano in modo naturale di conoscere la verità, allo stesso modo esiste negli uomini il desiderio naturale di evitare gli errori, desiderio presente in loro assieme alla facoltà di rifiutarli» (De Unitate Intellectus contra Averroistas).

 

Un martire romeno

Il giovane Anton Durcovici – nato nel 17 maggio 1888 in Altenburg (Austria) – è modello di pietà e di devozione alla “sacra scienza” di conoscere e approfondire sempre più la verità; scienza questa fondata sulla fede in Gesù Cristo Crocifisso.

Dopo aver completato l’istruzione secondaria, dove si distinse per la sua intelligenza, Anton entrò nel seminario minore di Bucarest per iniziare la sua formazione sacerdotale. I suoi meriti gli attirarono l’apprezzamento dell’arcivescovo Metzhammer che lo inviò a proseguire gli studi a Roma dove, il 4 novembre 1906, iniziò il corso di filosofia scolastica presso l’Accademia “San Tommaso d’Aquino”.

Tutta l’esistenza di mons. Durcovici fu una accurata preparazione per il raggiungimento di una grande meta apostolica. Ritenuto dagli sbirri del regime, alla pari degli altri presuli cattolici, un fiero avversario del Partito Comunista e dell’ideologia marxista-leninista, mons. Durcovici fu arrestato, nei pressi di Popesti-Leordeni,  il 26 giugno 1949, mentre si recava ad amministrare il sacramento della Cresima.

Portato al famigerata carcere di Jilava, torturato in ogni modo dai carnefici, ridotto alla estrema fame e sete, tenuto nudo nel freddo, Anton Durcovici concluse la sua esistenza terrena il 10 dicembre 1951 in una lurida cella della prigione di Sighetul Marmatiei.

 

Il resoconto della morte di questo santo vescovo è veramente tremendo:
«Verso la mezzanotte un corpo scheletrico, nudo, pieno di ferite e di sangue fu gettato in una cella insieme ad altre 15 anime tormentate. Dinanzi a questa scena il padre Friedrich corse in fretta e lo coprì con una coperta. A causa dei dolori e del gelo, il vescovo Durcovici non riuscì a dormire quella notte e trovò la forza di incoraggiare i poveri prigionieri, dicendo: “Portate la croce del Salvatore che è stato crocifisso per i nostri peccati, perche verrà il giorno della risurrezione anche per il nostro molto provato popolo romeno”».

Il vescovo amante della filosofia di san Tommaso d’Aquino ci ha dimostrato con la testimonianza della propria vita che quando l’amore per la Verità non è oscurato da meschine passioni umane, può alzare la filosofia all’altitudine sublime del martirio al servizio dello scopo supremo della sacra scienza: Dio.

 

Questo testo di Robert e Laura Lazu è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. E’ possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it