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Col Credo tradito, in gioco c’è una posta altissima: la Fede

Religione15 Gennaio 2018
Testo del video

Tutto ha avuto inizio con le parole, pronunciate a Natale, durante la S.Messa di mezzanotte, da don Fredo Olivero, parroco di San Rocco, a Torino: “Sapete perché non dico il Credo? Perché non ci credo!“. Parole sconcertanti, che non solo calpestano ed offendono la fede dei parrocchiani e tradiscono lo spirito più autentico del Natale, ma che pongono una serissima, gravissima ipoteca  circa il permanere stesso nella Chiesa Cattolica di chi le ha pronunciate, specie quando questi sia un sacerdote.

Parole per le quali non sarebbe stato fuori luogo l’intervento dell’arcivescovo di Torino, della Congregazione per il Clero o di quella per la Dottrina della Fede. Invece, al momento, nulla.

Eppure, quelle parole non sono passate inosservate. Sono rimbalzate sui media, sono state diffuse on line, sono diventate oggetto di dibattito. Sino a trovare la propria, naturale risposta nella fede appassionata di sacerdoti ancora pronti a dirsi cattolici, ad essere cattolici, ad esprimere leale fedeltà al Credo. Come don Salvatore Priola, che, a chilometri di distanza, ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, si è sentito in dovere di chiarire un paio di concetti, semplici ma essenziali, al suo confratello torinese ribelle.

Don Salvatore – o don Salvo, come lo chiamano tutti – è rettore e parroco del Santuario mariano diocesano intitolato alla Madonna della Milicia. Ed ai suoi fedeli ha spiegato, nel corso di un’appassionata omelia, come Gesù Cristo sia uomo vero e vero Dio. Per poi riferirsi esplicitamente al Credo tradito, esprimere il proprio biasimo verso chi l’abbia oltraggiato ed esortato anche ogni battezzato a mettersi in piedi di fronte ad abusi di questo tipo, da chiunque vengano, e ad ammonire chi li compia, dicendogli con chiarezza: “Questo non le è consentito!“.

Perché la posta in gioco è altissima: è la Fede. Ed in questo video scopriamo il perché.