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Semper Virgo. La verginità di Maria come forma

Recensioni librarie19 Novembre 2019
Testo dell'audio

Abbiamo perso la forma, cioè quel principio che determina l’essenza di una cosa e che la specifica distinguendola da tutte le altre. La soluzione è, come sempre, Maria Vergine. La sua perpetua verginità è la forma originaria, che ha plasmato Cristo.

Siamo preda di un amorfismo contagioso, che diluisce i misteri della fede nel flusso del tutt’uguale. Abbiamo perso la forma, cioè quel principio che determina l’essenza di una cosa e che la specifica distinguendola da tutte le altre. L’invito ad essere perfetti è rivolto a tutti, però abbiamo dimenticato che c’è una gerarchia negli stati di vita del cristiano. Così il matrimonio e la vita consacrata, livellati per invitare tutti alla santità, versano entrambi in una crisi profonda.

Crisi che non risparmia neppure il celibato, soggetto ormai alle trasformazioni epicuree del tempo. La soluzione è Maria Vergine, spiega padre Serafino Maria Lanzetta nel suo libro Semper Virgo. La verginità di Maria come forma (Casa Mariana Editrice, Frigento, Avellino, 2019, p. 160, € 15).

 La sua perpetua verginità è la forma originaria, che ha plasmato Cristo e in Lui ogni cristiano e ogni vocazione cristiana. Nella sua illibata verginità c’è l’inizio e il compimento. Il mistero della verginità di Maria è la garanzia del primato di Dio nel mondo. È la prova che quel Regno portato da Cristo inizia non dalla carne ma dallo spirito – «Dio è spirito» (Gv 4, 24) – per nobilitare la carne e portare tutto l’uomo in una dimensione che va oltre, quella del Regno nella sua pienezza, dove Dio sarà «tutto in tutti» (1Cor 12, 6). Maria è il grembo verginale nel quale è custodito come in uno scrigno il mistero di Cristo e della Chiesa.

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Questo testo di Gianandrea De Antonellis è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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