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La cacciata di Cristo

Recensioni librarie04 Giugno 2019
Testo dell'audio

Da quando è cominciata la cacciata di Cristo? Si può davvero cancellare l’esigenza del sacro? Si può cacciare Cristo dalla mente dei cristiani e dal palcoscenico della storia? E i cristiani credenti cosa devono fare per fronteggiare le minacce del terzo millennio? Rosa Alberoni risponde a queste e ad altre domane in un pamphlet che si inserisce nel dibattito sul relativismo culturale e la distruzione della morale cristiana.

Cosa accade quando le ideologie negano Dio e cercano di scacciare il Cristo dalla storia? Quali le ragioni degli orrori dell’età moderna, nati con la Rivoluzione francese? Perché il comunismo e il nazismo erano anticristiani? Perché nell’antisemitismo si nasconde in realtà l’anticristianesimo? Quali sono i pericoli dello scientismo e della manipolazione genetica? Si può davvero cancellare l’esigenza del sacro? Si può veramente cancellare Gesù Cristo dalla mente dei cristiani e dal palcoscenico della storia? E i cristiani cosa devono fare per fronteggiare le minacce del terzo millennio?

A tutte queste domande, risponde in maniera brillante Rosa Alberoni – moglie del noto sociologo Francesco – nella sua opera intitolata La cacciata di Cristo (Razzoli, Milano, 2005, pp. 222, €17).

L’autrice parte dalla constatazione che, ogni volta che gli uomini hanno provato a negare Dio e scacciare Gesù Cristo, l’umanità ha subito gravi drammi e terribili sterminai. Analizza in maniera “chirurgica” la Rivoluzione francese, dimostrando come, nella storia, il posto forse più eminente della cacciata di Cristo dall’Europa va dato a Jean-Jacques Rousseau, il capostipite degli anticristi, in quanto, con la sua teoria della “volontà generale”, «ha dato legittimità al totalitarismo, un modello preso come esempio dalle peggiori dittature del ventesimo secolo: nazismo e comunismo».

Il libro spiega che Cristo ha “rivoluzionato” la storia cambiando la concezione che l’uomo si fa della realtà, di se stesso e del proprio destino. Per l’autrice il Cristianesimo «caccia il fato e con esso l’idea dell’ineluttabilità della distruzione delle civiltà e affida alla responsabilità dell’uomo il proprio avvenire, e lo rassicura con la presenza costante della Provvidenza. Il Cristianesimo dà un senso e una meta alla vita terrena».

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Questo testo di Antonio Gasparri è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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