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La battaglia di Lepanto – 7 ottobre 1571

Recensioni librarie09 Aprile 2019
Testo dell'audio

Quella di Lepanto è stata un’immensa battaglia per la supremazia fra l’Occidente cristiano e l’Oriente islamico.

La produzione bibliografica sulla battaglia di Lepanto è arricchita di un interessante contributo storiografico che rappresenta il frutto di un sforzo documentale e di indagine condotto per anni da Roberto Gargiulo, appassionato autore di storia.

L’obiettivo dell’autore, nella sua opera intitolata La battaglia di Lepanto – 7 ottobre 1571 (Biblioteca dell’Immagine, 2015, €16,50), è duplice. Da un lato, ricostruire gli accadimenti di quel 7 ottobre 1571, giorno in cui per l’ennesima volta si trovarono contrapposte le armate ottomane, protese in una sorta di inarrestabile offensiva, e gli eserciti e le flotte di un’Europa cristiana troppo divisa al proprio interno per riuscire ad arginare un nemico quasi invincibile. Dall’altro, Gargiulo intende soffermarsi sul percorso umano di tutti coloro che parteciparono a quel memorabile evento perché, come ben sottolinea, «Lepanto fu soprattutto una giornata di uomini, che combatterono con coraggio, sia pure in nome di principi diversi ed opposti».

Ne risulta, una ricostruzione dettagliata e scrupolosa che, in un’alternanza di prospettive politiche, religiose, militari, disegna una fotografia di quel giorno memorabile che segnò la vittoria di un fronte unico cristiano. Ed è proprio sul valore simbolico della giornata di Lepanto che l’Autore si sofferma contribuendo a rivelarne tutta la sorprendente attualità, in particolare nella denuncia della miopia politica e dell’inerzia delle classi politiche e di governo del tempo che avevano concesso spazi di manovra sempre più ampi all’avanzata ottomana in Europa.

«La cristianità era minacciata a nord dall’eresia riformista, a sud dal tradizionale nemico infedele e dalla rivolta araba. Il mondo cattolico doveva creare un fronte unito, recuperare l’antico spirito crociato; era necessaria, insomma, una “Lega” per battere l’infedele nel suo stesso regno: il mare». Una congerie di persone dalle provenienze e dalle estrazioni più disparate che si sentono chiamate alla difesa della propria identità storica, culturale e religiosa, «una strana “internazionale” cristiana – come la definisce Gargiulo – formata da spagnoli, napoletani, tedeschi, veneziani, pontifici, piemontesi, cavalieri di Malta, lombardi, persino reparti irregolari o prezzolati di inglesi e francesi…».

La vittoria di quella giornata di cruente battaglie fu solo apparentemente effimera. Certo, «Lepanto era soltanto una battaglia navale (…) che non poteva bastare – come affermò Braudel – a distruggere le radici turche, che erano lunghe radici continentali», ma, aggiunge l’Autore, «per molti aspetti si può dire che la storia dell’Europa e del Mediterraneo conobbero un “prima” e un “dopo” rispetto al 7 ottobre 1571 (…) Fu chiaro, infatti, che il valore e anche la superiorità tecnologica che il mondo occidentale iniziava a mettere massicciamente in campo sarebbero risultati decisivi, se ben indirizzati e guidati, nella nuova fase dell’eterno rapporto tra Occidente ed Oriente che si andava allora aprendo».

 

Questo testo di Sofia Pain è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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