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Una riforma così non s’ha da fare. Meglio riscriverla

Pensieri e Voce15 Maggio 2019
Testo dell'audio

I cardinali Marx e Maradiaga hanno una gran fretta di far approvare e promulgare dal Pontefice la loro riforma della Curia romana, tanto che hanno chiesto di far giungere osservazioni e suggerimenti entro il 31 maggio. Nei giorni scorsi ho avuto fra le mani la bozza di riforma della Curia, la “Praedicate Evangelium” (se il nome sarà confermato) e ne ho avuto un’impressione molto negativa. Sono molti anni (dal 1981) che leggo documenti ecclesiastici di ogni tipo. Quello che ho avuto sotto gli occhi mi ha colpito per la scarsa qualità, da un punto di vista formale e sostanziale.

La prima critica è di metodo. Siamo in un clima e in un regno in cui tutti si riempiono la bocca – e i social, se vediamo per esempio padre Spadaro, lo spin doctor del Papa – con la parola “sinodalità”. Il che potrebbe voler significare un maggiore coinvolgimento di tutti nella Chiesa, nella sua gestione, nei suoi processi. Ora la bozza di riforma è stata mandata ai capidicastero, ai vertici delle conferenze episcopali, ai superiori e alle superiore generali, e a qualche non meglio specificata università cattolica (in base a quale criterio di scelta?). Ma la bozza non è stata mandata a tutti i cardinali. E i cardinali sono i primi consiglieri del Papa. Sono cardinali proprio per consigliare il Papa, per essere il suo Senato. se non li consulti quando stai preparando una riforma della Curia e della Chiesa, e sono tutte persone che hanno certamente una grande esperienza, quando e su che cosa le consulti? E che sinodalità sarebbe, allora? Una sinodalità di chiacchiere, senza nessuna consistenza. D’altronde vediamo ormai da tempo – i nogni concistoro per la creazione di nuovi cardinali – che il Pontefice evita accuratamente di convocare un “concistoro segreto”, cioè di radunare tutti i cardinali per discutere dello stato della Chiesa; come sarebbe bene.

Papa Bergoglio non lo fa; e questo è certamente un elemento negativo, perché in un consesso del genere ci sarebbe di sicuro qualcuno sufficientemente coraggioso da portare all’attenzione di tutti temi e problemi, e questo farebbe molto bene anche al Pontefice regnante, dandogli la possibilità di sentire voci diverse da quelle del suo cerchio di adulatori e consiglieri. Per esempio, nel caso della Riforma (e non solo) sembra, a quanto dicono fonti molto bene informate, che papa Bergoglio sia pesantemente influenzato e condizionato da due persone. La prima è il cardinale tedesco e presidente della Conferenza Episcopale di Germania Reinhard Marx. Ora la Chiesa cattolica di Germania è in uno stato di crisi permanente, con decine di migliaia di fedeli che abbandonano ogni anno, e con fughe in avanti verso il protestantesimo (e la prevedibile fine che sta toccando alle Chiese ufficiali della Riforma, cioè la graduale sparizione) all’inseguimento dei valori del politically correct.

La seconda persona è il cardinale Oscar Maradiaga, impelagato fino alle orecchie in polemiche di carattere finanziario e di carattere sessuale. Il suo braccio destro a Tegucigalpa, nonché vescovo ausiliare, mons. Pineda è stato costretto a dimettersi dopo che una cinquantina di seminaristi hanno firmato una lettera in cui lo accusavano di harassment sessuale. Pineda però, secondo quanto ci dicono, fa ancora il bello e il cattivo tempo in Honduras, forte della protezione di Maradiaga, e non ha ricevuto nessun tipo di punizione.


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Una situazione incredibile, che ha portato fra l’altro la moglie dell’ex ambasciatore dell’Honduras in Vaticano, Martha Alegria Reichmann, a scrivere un libro intitolato “Tradimenti sacri”, finora edito solo in spagnolo. Né Marx né Maradiaga hanno mai ricoperto un qualche incarico nella Curia romana. E questa inesperienza appare evidente dalla bozza di Riforma; che, nella versione che abbiamo avuto sotto gli occhi, non dispone nemmeno di un indice, e parla genericamente di dicasteri, senza stabilire chiari principi di gerarchia e di importanza. Un documento che ha bisogno di essere ripensato e riscritto, magari con l’aiuto di persone di esperienza. E certamente non da promulgare in occasione della prossima festa dei santi Pietro e Paolo…

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