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Il Papa parla di scisma, ma il pericolo viene dai suoi sostenitori in Germania

Pensieri e Voce18 Settembre 2019
Testo dell'audio

Mentre i giornalisti del Team Bergoglio si agitano intorno a un libro che parla di presunti complotti conservatori americani contro il Pontefice regnante, e papa Bergoglio sull’aereo chiacchiera con disinvoltura della possibilità di uno scisma, sempre pensando a oltreoceano, in realtà sono proprio i suoi amici e sostenitori che stanno preparando le basi per uno scisma.

Parliamo della Chiesa in Germania. Il cardinale Renhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, è uno dei due uomini “forti” dell’attuale momento del pontificato, insieme al discusso cardinale honduregno Oscar Maradiaga. Tanto più forte perché la Chiesa tedesca, che vive un’emorragia di fedeli senza precedenti, è però molto ricca in soldi. E dopo che si è decisamente ridotto il flusso di dollari dagli Stati Uniti, è diventata, la Chiesa tedesca, sempre più preziosa agli occhi della Santa Sede e dei gestori del regime attuale.

I vescovi tedeschi avevano deciso di aprire in autunno, in coincidenza se vogliamo con il Sinodo sull’Amazzonia un Sinodo tedesco, “vincolante”: vale a dire che le decisioni prese, anche su temi delicatissimi, come celibato sacerdotale, ruolo delle donne, unioni omosessuali, sarebbero state vincolanti anche per i vescovi che non fossero d’accordo.

Stranamente Roma, sempre così letargica di fronte ad abusi e forzature, si è mossa e con una lettera, datata 4 settembre, il cardinale Marc Ouellet ha avvertito la Conferenza episcopale tedesca che la prospettiva che le decisioni del Sinodo organizzato dalla Chiesa in Germania, di concerto con l’organizzazione dei cattolici laici, abbiano valore vincolante, «non è ecclesiologicamente valida».

Una valutazione giuridica a firma del presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, mons. Filippo Iannone, dava ulteriori elementi. Mons. Iannone ricordava i quattro argomenti: “autorità, partecipazione e separazione dei poteri”, “morale sessuale”, “forma di vita presbiterale” e “donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa” che il sinodo discuterà sono temi caldissimi.

“È facile vedere – scrive Iannone – che questi temi non riguardano la Chiesa in Germania ma la Chiesa universale e, con poche eccezioni, non possono essere oggetto di deliberazioni o decisioni di una Chiesa particolare”. Secondo Iannone quello tedesco si configura non tanto come un sinodo, e in quanto tale con valore consultivo, quanto come un concilio: “È chiaro – scrive Iannone – dall’articolo della bozza degli statuti che la conferenza episcopale ha in mente di fare un concilio particolare che persegua i canoni 439-446 ma senza usare il termine”. Afferma mons. Iannone: “Come può una Chiesa particolare deliberare in modo vincolante se i temi affrontati riguarderanno l’intera Chiesa?”, si chiede il Presidente del Pontificio Consiglio. “La conferenza episcopale non può dare effetto legale alle risoluzioni, ciò è al di fuori delle sue competenze”.

I vescovi tedeschi però a maggioranza hanno risposto picche. E la loro posizione è stata esplicitata da una lettera che il card. Marx ha inviato al card. Ouellet. “Speriamo che i risultati della formazione di un’opinione [su questi temi] nel nostro Paese siano utili anche per la guida della Chiesa universale – ha scritto Mrax – e per altre conferenze episcopali caso per caso. In ogni caso, non vedo perché le questioni sulle quali il Magistero ha preso delle decisioni dovrebbero essere escluse da ogni dibattito, come suggeriscono i vostri messaggi”. E ha aggiunto: “Innumerevoli credenti in Germania ritengono che abbiano bisogno di essere discusse riferendosi alle questioni scottanti.

La lettera di Marx ha reso noto  al Vaticano che il processo sinodale tedesco continuerà come previsto, nonostante le recenti istruzioni della curia e del papa. Non a caso il cardinale arcivescovo di Colonia, Rainer Woelki, ha detto, al termine di un suo recente viaggio negli USA: «Ovunque ho trovato preoccupazione per gli sviluppi attuali in Germania. In molti incontri era palpabile la preoccupazione che il ‘cammino sinodale’ ci portasse in Germania a un cammino separato (Sonderweg) e che noi, nella peggiore delle ipotesi, mettiamo a rischio la comunione con la Chiesa universale e diventiamo la ‘Chiesa nazionale tedesca’”. Woelki ha parlato chiaramente del pericolo di uno “scisma”.

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