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Il disastro della sponsorizzazione a sinistra dei vescovi. Fossi Zingaretti…

Pensieri e Voce12 Giugno 2019
Testo dell'audio

Se io fossi Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico, rivolgerei ai vescovi italiani, e in particolare al loro presidente, il cardinale Bassetti, un appello accorato: smettetela di cercare di aiutarci, per favore, e forse avremo qualche possibilità di sopravvivere, a dispetto degli scandali che quotidianamente (l’ultimo è quello legato alla magistratura) ci colpiscono.

Nei giorni scorsi il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e i vescovi del Lazio si sono resi protagonisti di due episodi di collateralismo partitico che fa impallidire il ricordo della vecchia Democrazia Cristiana.

Partiamo dal presidente. Ha concesso un’intervista a Repubblica, per mano del suo vaticanista, omologo e organico al regime prevalente, in Chiesa e fuori. E già questo è singolare: i vescovi hanno e pagano salato un loro giornale. Perché il presidente della Cei, quando vuole dire qualcosa, lo fa su un’altra testata? Non è gentile nei confronti di Avvenire, è come dirgli: se l’intervista la do a te, non la legge nessuno. Che forse è vero, ma comunque è un’attestazione di insignificanza. Se non serve, quella testata, perché continuare a spenderci soldi?

Subito si capisce il perché dell’intervista, che esce, oltretutto, proprio il giorno in cui avvengono importanti ballottaggi in tutto il Paese. Dice Bassetti, e Repubblica titola: “Cercare di staccare i fedeli dai vescovi e soprattutto dal Papa è una manovra sbagliata e controproducente”. E continua: “L’unità della Chiesa è qualcosa di profondo e radicato: rifiuto l’idea che la Chiesa possa essere portata sul piano della battaglia partitica, quasi come pastori fossimo preoccupati di schierarci con gli uni piuttosto o con gli altri. La storia ci insegna che non è mai stata una buona scelta quella di rincorrere i potenti, magari confidando di ottenerne consensi e privilegi”. Si dimentica il collateralismo con il PD di Renzi, e le leggi anti-uomo e anti famiglia fatte passare senza che dalla CEI si sentisse un fiato, le cene Cirinnà-Galantino, lo spirito di Marco Pannella…Speriamo che prima o poi a questi professionisti di Dio possa sorgere il sospetto che chi sta dividendo i fedeli dalla Chiesa sono proprio loro, con scelte politiche sbagliate.

E poi per non essere da meno, c’è stato l’ appello della conferenza episcopale del Lazio, che quest’ultima ha preteso fosse letta nelle messe della Pentecoste. Un documento immigrazionista di quasi due pagine dattiloscritte, che dice fra l’altro: “Da certe affermazioni che appaiono essere ‘di moda’ potrebbero nascere germi di intolleranza e di razzismo che, in quanto discepoli del Risorto, dobbiamo pur respingere con forza”.

Molti parroci, saggiamente, non hanno voluto rovinare la bella festività della Pentecoste con quella forma di volantinaggio anti Lega e anti centro destra dal pulpito, e che comunque avrebbe offeso migliaia di cattolici praticanti. I vescovi raccomandano di

“vivere così la sfida dell’integrazione che l’ineluttabile fenomeno migratorio…”. Di ineluttabile, mi hanno sempre insegnato che di ineluttabile ci sono solo la morte e le tasse. Ma come fanno questi vescovi, e il Vaticano e la Cei, a non tenere conto di quello che pensano e scrivono i vescovi africani, e persone come il card. Sarah? Capisco che gli affari siano affari, ma un po’ di pudore…

E poi sono arrivati i risultati elettorali. A Ferrara la Lega e il centrodestra hanno strappato il Comune dopo 74 anni, per la prima volta nella storia, alla sinistra.  A Ferrara è arcivescovo Gian Carlo Perego, che nella messa di Pentecoste – aveva delirato, ammonendo a “diffidare da chi ci separa, divide dalla Chiesa e dal suo Magistero e Ministero”.  In Umbria c’è il card. Bassetti, arcivescovo di Perugia. In Umbria

il centrodestra a trazione leghista ha strappato la roccaforte rossa di Foligno, ha vinto a Orvieto e Marsciano, si è confermato a Bastia Umbra. Solo Todi è rimasta al PD.

 

E anche nel Lazio il centrodestra a trazione leghista vince a Civitavecchia, Tarquinia (la Lega da sola), Nettuno, Ciampino (sindaco di Fratelli d’Italia, dopo 24 anni di sinistra), Palestrina, Civita Castellana. Il centrosinistra vince a Monterotondo e Cassino e la lista civica a Tivoli.

Un sostanziale disastro per la sponsorizzazione episcopale.

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