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Nostra Signora Aparecida

Cultura Cattolica13 Febbraio 2018
Radio Roma Libera - Nostra Signora Aparecida
Testo dell'audio

La devozione a Nostra Signora Aparecida ha creato radici così profonde nella psicologia e nella religiosità del popolo brasiliano, che, in momenti di crisi come l’attuale, per solidificare la fede autentica e ritrovare la vera identità nazionale, dovremmo rivolgerci con nuovo fervore alla nostra Patrona. È questo l’unico modo, per superare le difficoltà del presente e avanzare verso gli alti destini riservati al nostro, grande Brasile.

L’incontro miracoloso

Fu in piena epoca coloniale, mentre la Nazione stava ancora forgiando la propria identità, con la catechesi degli agricoltori, lo spianamento delle foreste, la presa ed il popolamento del suolo, che la Provvidenza volle intervenire in modo miracoloso nella nostra storia tramite la scoperta della piccola immagine dell’Aparecida.

Quest’incontro presenta la bellezza semplice e sublime delle narrazioni evangeliche.

Era l’anno 1717, ci trovavamo nel mese di ottobre.

Don Pedro de Almeida e Portugal, Conte di Assumar e Governatore della “Capitania” di San Paolo, si trovava in strada, diretto a Minas Gerais, seguendo il corso del fiume Paraíba.

Giunse al villaggio di Guaratinguetá: essendo giorno di astinenza dalla carne, il Comune chiese ai pescatori della regione, che fornissero i pesci per il banchetto in onore dell’illustre gentiluomo portoghese.

Tra i pescatori, che si lanciarono con le barche nelle acque dell’ampissimo Paraíba, vi furono Domingos Garcia, João Alves e Felipe Pedroso.

Costoro si affannarono, gettando le reti di qua e di là, ma invano: ritornavano sempre vuote, poiché era una cattiva stagione.

Dopo aver ripetuto la manovra più volte, João Alves, nel raccogliere la rete, si rese conto d’aver preso qualcosa. Stupiti, i tre pescatori videro trattarsi di una piccola immagine di argilla, cui mancava però il capo.

Gettata di nuovo la rete, ma un po’ più verso il fondo, lo stesso pescatore recuperò anche il capo di quell’immagine e tutti ne furono meravigliati. Videro subito trattarsi di una rappresentazione dell’Immacolata Concezione.

La pesca, che fino ad allora era stata infruttifera, si rese di colpo talmente abbondante che la barca  ne fu ricolma e sul punto di affondare.

I prodigi confermano la devozione

La devozione a Nostra Signora Aparecida si è diffusa grazie ai prodigi ed ai miracoli che l’hanno circondata, a partire dallo stesso ritrovamento dell’immagine.

Uno dei pescatori, Felipe Pedroso, l’ha conservata per circa quindici anni a casa sua, facendone poi dono al proprio figlio, Atanásio, che la insediò su un grezzo altare.

Ogni sabato, i vicini si radunavano lì per recitare il Santo Rosario e per compiere altre devozioni dinanzi all’immagine ritrovata miracolosamente, l’immagine «aparecida» («apparsa»), come usavano dire.

E così restò il nome di “Aparecida”, che da allora passò a indicare l’immagine: Nostra Signora della Concezione Aparecida (Apparsa).

Una volta, mentre i devoti stavano recitavano lì il Santo Rosario, le candele si spensero, benché non ci fosse vento, essendo una serata assai mite. Silvana Rocha si alzò per riaccenderle, ma tutti quanti furono stupiti nell’osservare meravigliati come esse si accendessero da sole.

Fu questo, secondo le antiche cronache, il primo prodigio operato dalla Madonna Aparecida.

Molti altri ne seguirono.

Più volte si sono uditi rumori e frastuoni nel luogo ove si trovava l’immagine e il suo grezzo altare tremava, senza che vi fosse chicchessia a scuoterlo. Questi fatti si ripetevano con insistenza.

Fu allora che capirono come la Vergine avesse voluto che l’immagine fosse tolta dalle acque del Paraíba, per essere esposta alla pubblica venerazione.

Per esaudire questo desiderio così espresso dalla Madonna Aparecida, le ersero una piccola cappella col sostegno di Don José Alves Vilela, il pio parroco di Santo Antonio de Graratinguetá, nel cui territorio l’immagine era stata ritrovata.

«Notissima per i molti miracoli operati»

Le grazie e i favori di cui la Signora della Concezione Aparecida colmò il Brasile sono attestati da documenti autorevolissimi.

Uno dei primi a scriverne fu lo stesso Padre Vilela, che estese una sommaria relazione del ritrovamento dell’immagine e dei primi miracoli dell’Aparecida. In un documento del 1743, il parroco, con zelo, menzionava già i «molti miracoli che viene facendo la detta Signora a tutti i dimoranti».

Allo stesso modo la cronaca della Missione, predicata nel 1748 dai gesuiti, pone altresì in risalto la fama relativa all’operar miracoli: «Quell’immagine, scolpita in argilla … è notissima per i molti miracoli operati. Sono in molti ad affluire da luoghi distanti, chiedendo aiuto per le loro necessità».

Il Padre João Morais de Aguiar, parroco nel 1757, commentò che «si è andata dilatando la fama, finché, essendo divenuti palesi molti prodigi che la Signora compiva, non è cresciuta anche la fede … I prodigi di quest’immagine sono stati autenticati e la Signora continua ancora a farne, recandosi nella sua santa Casa pellegrini venuti da parti distanti, con lo scopo di rendere grazie per i benefici ricevuti da questa Signora».

Aparecida e l’indipendenza del Brasile

Il Brasile è divenuto indipendente sotto la materna protezione di Nostra Signora Aparecida.

Don Pedro, allora Principe Reggente, mentre viaggiava da Rio de Janeiro a San Paolo, volle fermarsi a pregare dinanzi all’immagine dell’Aparecida. Le promise di consacrarLe il Brasile, qualora fosse riuscito a risolvere favorevolmente la complicata situazione politica.

Questo accadde il 22 agosto 1822. Quindici giorni dopo, il 7 settembre, dal Colle dell’Ipiranga, a San Paolo, nacque il Brasile indipendente con lo storico grido del Principe, divenuto il primo Imperatore, Don Pedro I.

Nel 1868, la festa dell’Aparecida, che a quel tempo veniva celebrata nel giorno dell’Immacolata (8 dicembre), venne circondata da speciale fulgore.

La Principessa Isabel, erede al trono brasiliano, volle partecipare ai festeggiamenti assieme al consorte, il Conte d’Eu. Si recarono a chiedere alla Signora Aparecida la grazia di un erede.

Per mostrare la propria devozione, la Principessa donò all’immagine un ricchissimo manto ornato da ventuno brillanti, che rappresentavano le venti Province dell’Impero più uno per la capitale.

Anni dopo, nel 1884, Donna Isabel tornò all’Aparecida per ringraziare della grazia ricevuta. Esultante, si fece accompagnare, oltre che dal marito, anche dai tre figli, i Principi Don Pedro, Don Luís e Don Antônio.

La pia Principessa volle onorare l’immagine miracolosa della Signora dell’Aparecida facendoLe dono questa volta di una preziosissima corona d’oro, ripiena di brillanti. Questa stessa corona venne adoperata, vent’anni dopo, per la solenne incoronazione su ordine di Papa San Pio X.

Incoronazione della Regina del Brasile

Nel 1903, i Vescovi della provincia ecclesiastica meridionale del Brasile supplicarono il Santo Padre di far incoronare a suo nome l’immagine di Nostra Signora della Concezione Aparecida, in occasione del 50° della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, che avrebbe avuto luogo l’anno successivo.

L’8 settembre 1904 si radunarono ad Aparecida otto vescovi e due abati con a capo il Nunzio Apostolico, mons. Giulio Tonti, numerosi sacerdoti e suore, autorità civili e militari, oltre ad una grande folla di fedeli, venuti dai luoghi più remoti del territorio nazionale.

A seguito della Santa Messa Solenne celebrata dal Nunzio, il vescovo di Petrópolis, Don João B. Braga, pronunciò una vibrante omelia e lesse la formula di Consacrazione del Brasile a Nostra Signora Aparecida, formula che il popolo, in ginocchio, ripeté.

Dopodiché il vescovo di San Paolo, Don José de Camargo Barros, cinse la fronte dell’immagine con la corona donata dalla Principessa Isabel.

Patrona del Brasile

Nel 1930, notando l’incessante aumento della devozione verso Nostra Signora Aparecida e osservando le insigni grazie ed i favori di cui Ella ricolmava l’intero Paese, papa Pio XI, su richiesta dei Vescovi brasiliani, La proclamò Patrona della nostra bene amata Patria.

L’anno successivo, il card. Don Sebastião Leme, arcivescovo di Rio de Janeiro, volle rinnovare, in comunione con tutti i Vescovi brasiliani, la Consacrazione del Paese alla Signora della Concezione Aparecida e ciò accade nel corso di una grandiosa cerimonia, in presenza della vera immagine della Patrona.

Il viaggio della Regina del Brasile in treno fu un trionfo, moltissimi i fedeli che gremirono ogni stazione lungo il tragitto.

Nell’allora capitale federale, Rio de Janeiro, la Signora Aparecida venne accolta e affiancata da una folla immensa, si stimò un milione di persone.

Il 31 maggio 1931, il Cardinale Leme lesse la formula di Consacrazione davanti a tutto l’episcopato, le più alte autorità civili e militari, il corpo diplomatico e una immensa folla di fedeli.

È stata una delle più grandi dimostrazioni di Fede nella storia patria e sigillò definitivamente il legame tra il Brasile e la Vergine Aparecida.

Questo testo di Gustavo Antonio Solimeo e Luiz Sérgio Solimeo è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. E’ possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it .

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