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La devozione mariana salva dalle eresie

Cultura Cattolica16 Luglio 2018
Radio Roma Libera - La devozione mariana
Testo dell'audio

(di Corrado Gnerre) San Luigi Grignion de Monfort ne “La vera devozione a Maria” scrive che la mancanza di amore alla Madonna è «il segno più infallibile e più indubitabile per distinguere un uomo di cattiva dottrina».

Maria debella le eresie

Da sempre, infatti, la Vergine Maria è considerata la debellatrice di tutte le eresie. Padre Amadio M. Tinti nel suo Maria, debellatrice delle eresie così scrive: «La Chiesa ha sempre invocato Maria Santissima come debellatrice di tutte le eresie ed ha introdotto nella sacra liturgia quel versetto che racchiude il più magnifico elogio che si possa fare della Beatissima Vergine: “Gaude, Maria Virgo, cunctas haereses sola interemisti in universo mundo” (dal Breviario Romano). Ora, se la Chiesa ha inserito nella sua liturgia [questo elogio] bisogna ammettere che sin dal tempo apostolico questa fosse una convinzione universale e cioè che la Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio, per i misteri operati in Lei, aveva dato modo di confermare i dogmi della Divina Incarnazione, della reale persona di Cristo e della universale redenzione. Da questi dogmi ne vennero poi gli argomenti che sconfissero le varie eresie. Di qui l’elogio attribuito a Maria Santissima debellatrice delle eresie».  

Individuiamo quattro punti importanti per i quali la devozione alla Madonna è la salvaguardia più importante per l’integrità della dottrina.

Maria dona la Verità

Innanzitutto, Maria ci ha donato la Verità. Se Maria non avesse detto di “sì” all’Angelo, sarebbe stato pregiudicato il progetto di Dio. L’assenso di Maria Vergine è l’obbedienza. Ella, Nuova Eva, si contrappone alla Prima Eva per la quale entrò il peccato nel mondo. Ciò che rende diversa Maria da Eva è l’umiltà. Eva peccò, perché attratta dalla possibilità di «diventare come Dio»; Maria ci ha ridonato la Grazia convinta che l’unica posizione umanamente ragionevole fosse quella di farsi «ancella di Dio». Ebbene, dietro ogni eresia c’è sempre l’orgoglio. C’è l’intenzione di non voler ascoltare, bensì rielaborare secondo i propri criteri e le proprie ambizioni. Dunque, da questo punto di vista, si capisce bene quanto la devozione mariana serva per ottenere la virtù dell’umiltà.

Maria ha generato la Verità

Maria ha generato la Verità. Non si è limitata a donarcela, l’ha anche generata. Ella ha dato il suo contributo. Il Verbo incarnato è l’unione del divino con l’umano. Ebbene, mentre il divino è stato apportato dallo Spirito Santo, l’umano è stato apportato da Maria Vergine. Maria ha dato il suo sangue e il suo nutrimento alla Verità incarnata. Se a Gesù avessero fatto l’analisi del nucleo mitocondriale, avrebbero trovato lo stesso nucleo mitocondriale di Maria. Ragioniamo su questo. Mettersi alla scuola di Maria, vuol dire mettersi alla scuola di Colei che ha generato la Verità. Quale modo migliore di conservare la Verità, se non chiedendo l’aiuto a Colei che l’ha generata?

Maria, Madre della Chiesa

Maria ha portato la Verità nel suo grembo. Maria è veramente Madre della Chiesa. La Chiesa è l’unione del divino con l’umano e già Cristo, il Capo, è tutta la Chiesa, per cui si può ben dire che la Vergine abbia generato e portato la Chiesa dentro di sé. Ha alimentato la Chiesa con il suo sangue. Questo fatto che la Vergine abbia portato dentro di sé la Chiesa fa capire tutta la connotazione antignostica del Cristianesimo. La Verità è portata dal grembo di una donna, per cui si è chiamati, relativamente alla Verità, ad una dimensione di convivenza e non solo di conoscenza.

Le eresie nascono sempre da un approccio alla Verità in senso primariamente intellettualistico. Paradossalmente (ma non troppo) anche in quelle eresie che negano il valore e la propedeuticità della ragione per l’atto di Fede. Il “caso Lutero” lo dimostra ampiamente: per lui la ragione non aveva valore, eppure cercò nello studio della Scrittura il fondamento delle sue teorie, riducendo il Cristianesimo ad una «religione del Libro». Così possiamo dire che tutta la deriva in senso intellettualistico della teologia contemporanea ha come causa proprio la voluta dimenticanza della devozione mariana e nello stesso tempo la voluta dimenticanza di questa devozione è a sua volta causa della deriva intellettualistica della teologia contemporanea.

Maria è la Purezza

Maria è l’immacolatezza della Verità. Maria è la purezza in quanto tale. Ella, a Lourdes venne a confermare il dogma promulgato dal beato Pio IX e disse di sé: «Io sono l’Immacolata Concezione». Non disse: «Io sono stata concepita immacolatamente», ma «Io sono l’Immacolata Concezione». Ovvero: «Io sono la Purezza per eccellenza, l’unica purezza esistente nella realtà creaturale». Maria, dunque, ci ricorda come la purezza sia alla base dell’acquisizione della Verità e della sua generazione.

Ella fu preservata proprio perché doveva generare il Verbo incarnato. Di per sé la perdita della purezza, pur essendo peccato grave, può non essere il peccato più grave, ma è senz’altro il peccato che più compromette la sfera intellettuale. Il rifiuto della purezza è la bestializzazione e, con la bestializzazione, c’è la morte del retto intendere e della logica. Non si vive come si pensa, si finisce sempre col pensare come si vive. A tal riguardo, se si approfondisce lo studio della vita privata di molti eretici, si scopre quanto le formulazioni degli errori siano stati preceduti da cedimenti sul piano tanto della disciplina quanto della vita morale.

Questo testo è stato tratto dal numero di dicembre del periodico Radici Cristiane. E’ possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it